In Calabria il cielo si tinge decisamente di blu

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In Calabria il cielo si tinge decisamente di blu

In Calabria il cielo si tinge decisamente di blu

27 Gennaio 2020

Non si attendevano grandi sorprese dal voto calabrese, perché già i sondaggi – per quanto spesso inaffidabili – dipingevano uno scenario chiaro e ampiamente delineato: Jole Santelli, candidata forzista alla guida della coalizione di centro-destra, forte del sostegno di ben sei liste, si è affermata con il 55,39% dei consensi contro il 30,07% di Pippo Callipo, candidato Presidente per il centro-sinistra.

Una vittoria, questa del centro-destra, supportata da una performance ottimale dei tre partiti, ma non solo: vi è stato, infatti, un exploit di Fratelli d’Italia – che cresce rispetto alle europee – insieme a quello Lega; inoltre, Forza Italia ritrova numeri dati e numeri ormai per “utopistici” su base nazionale.

Per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle, invece, anche in Calabria si è registrato un tracollo, in quanto ha conseguito appena il 5%: ciò si è verificato in una Regione nella quale, alle scorse elezioni politiche, trionfò in tutti i collegi, eccetto in due conquistati dal centro-destra. Dunque, per i pentastellati il Consiglio Regionale della Calabria rimane anche questa volta un miraggio e nulla di più.

Proseguendo con il Partito Democratico occorre evidenziare che, al netto della pesantissima sconfitta elettorale, si conferma primo partito su base regionale: questa, forse, è l’unica consolazione per il PD Calabrese, reduce da una notte nera.

Comunque, da questo momento, per la nuova inquilina del decimo piano della “Cittadella Regionale” inizia il duro lavoro, perché la Calabria è una Regione che naviga da troppo tempo sotto indici negativi e che sta correndo il rischio di una pesante desertificazione. I dati sulla disoccupazione, sul crollo demografico – dovuto alla fughe in altri lidi dei giovani laureati –sulla bassa crescita e sulla sanità distrutta, rendono titanica la sfida che attende il nuovo Presidente. La Calabria, con il voto di ieri, ha bocciato sonoramente i cinque anni del governo di Mario Oliverio, targato PD,nel quale la politica scelse di abdicare in favore dei “tecnici”, coniando quella che è stata definita “la dittatura dei Direttori Generali”. Difatti, infausta è stata la scelta di Pippo Callipo di affermare che “serve meno politica” in una Regione che ha bisogno di politica, di una buona, sana ed efficace azione politica, per uscire dal pantano fangoso in cui si trova. A ciò si aggiunge il fatto che, in Calabria, nonostante qualche tentativo – più giornalistico che politico – di far sorgere il movimento delle Sardine, di queste e dei suoi effetti rigeneranti per la sinistra non vi è traccia alcuna nei risultati elettorali.

Ora non rimane che attendere le scelte della Presidente Santelli, i nomi e le figure che saranno chiamate a guidare la Regione in questi cinque anni, durante i quali non è retorico affermare che la Calabria si giochi la partita della sopravvivenza.