Home News “In Danimarca vogliamo più controlli alle frontiere e meno criminalità”

La crisi del "multikulti" in Nord Europa

“In Danimarca vogliamo più controlli alle frontiere e meno criminalità”

La Danimarca, su spinta del Partito Popolare Danese, ha deciso due settimane fa di rinforzare i controlli doganali "in linea con i criteri di Schengen", perché soffocata da troppa immigrazione e troppa criminalità proveniente da oltreconfine. Del nuovo scenario che si apre nella penisola bagnata dal Mare del Nord e delle scelte del partito ne abbiamo parlato con Søren Espersen, portavoce per gli Affari Esteri del Ppd.

Signor Espersen, cominciamo dalla fine: la Danimarca ha deciso di ripristinare i controlli alle frontiere, cosa che il Partito Popolare Danese chiedeva da tempo. Si tratta di un passo importante: perché Copenaghen ha deciso di farlo?

La reintroduzione dei controlli alle frontiere significa meno crimini commessi in Danimarca da cittadini dell’Europa orientale: il traffico di esseri umani, il contrabbando di droga, eccetera, rappresentano un grave problema che costringe la polizia e il nostro sistema giudiziario a spendere ingenti risorse. L’anno scorso, su cinque casi trattati dal dipartimento di polizia di Copenaghen, uno riguardava una persona proveniente dell’Europa orientale.

Secondo lei, l’aver reintrodotto i controlli alle frontiere costituisce una violazione degli accordi di Schengen?

No, altri paesi in Europa controllano le loro frontiere, ad esempio l’Italia e la Svezia.

Il Partito Popolare Danese ricorda spesso che la Danimarca ha avuto problemi soprattutto con gli immigrati provenienti dai paesi dell’Est Europa

In un solo anno, il numero di cittadini dell’est europeo portati di fronte al tribunale di Copenaghen è aumentato di ben il 23%.

Negli ultimi mesi, la Danimarca sta discutendo del proprio futuro economico, e soprattutto di welfare. Molti analisti dicono che la Danimarca non può continuare su questa strada: il welfare così come è ora è troppo costoso. Che legame c’è tra economia, welfare e immigrazione?

La reintroduzione dei controlli alle frontiere garantirà che un minor numero di immigrati clandestini entrerà in Danimarca. Secondo gli esperti, attualmente ci sono migliaia di clandestini nel nostro paese che lavorano praticamente in condizioni di schiavitù. È assolutamente inaccettabile. Gli immigrati clandestini rappresentano un peso enorme per l’economia del nostro paese. Questo perché, tra le altre cose, possono lavorare senza pagare le tasse, e i loro datori di lavoro evadono a loro volta. Naturalmente, ci concentriamo anche sui clandestini che già si trovano nel paese, ma fermare l’immigrazione clandestina alle frontiere è sicuramente un modo per contribuire alla soluzione generale del problema.

La Danimarca ha probabilmente la legislazione più severa in Europa in fatto di immigrazione. Alcune organizzazioni umanitarie sostengono però che in queste leggi siano contenute anche violazioni dei diritti civili: cosa ne pensa?

Le organizzazioni umanitarie dovrebbero guardare a quelle dittature in tutto il mondo che violano apertamente i diritti umani, vietano la libertà di parola e l’uguaglianza. Sostenere che la legislazione danese si avvicini a una violazione dei diritti umani è una farsa. Il Partito Popolare Danese ritiene che una legislazione giusta ma rigorosa sull’immigrazione sia necessaria per assicurare che il nostro stato sociale continui a funzionare bene. Le frontiere aperte e l’immigrazione di massa minaccerebbero il welfare danese così come lo conosciamo oggi.

Il Partito popolare danese, ma anche il ministro dell’Immigrazione Søren Pind, ritengono che le leggi debbano diventare ancora più severe: cosa cambiereste nella attuali normative?

Per il Partito Popolare Danese è importante che coloro che vogliono vivere e lavorare in Danimarca siano una risorsa e non un costo per il paese. Riteniamo inoltre che, con una strategia di immigrazione che controlli di più gli ingressi, potremo incoraggiare le persone con buone risorse a venire nel nostro paese a condividere i nostri valori e a contribuire al nostro benessere. Per troppi anni la Danimarca ha ricevuto immigrati che non hanno fatto nulla per il nostro paese, ma che invece hanno vissuto del nostro stato sociale. Il Partito Popolare Danese insieme all’attuale governo ha introdotto controlli più severi negli ultimi 10 anni, e c’è ancora molto da fare.

Tra i punti più importanti del Partito Popolare Danese c’è la critica al multiculturalismo: lo considerate una minaccia per la società?

Nelle società europee più grandi che hanno sperimentato il multiculturalismo, per esempio l’Inghilterra, la Germania e la Francia, tutti concordano sul fatto che il multiculturalismo è fallito. Il multiculturalismo ha creato società parallele che vivono isolate le une dalle altre.  Questo non è ciò che il Partito Popolare Danese chiama integrazione. L’integrazione è dove i popoli di tutte le razze e le religioni condividono un interesse comune nella loro società, nei valori e nelle libertà - ma soprattutto nel successo e nel futuro del loro stato democratico. In molti paesi europei, oggi il multiculturalismo ha dimostrato che ciò che è successo è l’opposto.

Perché i cittadini musulmani sono così difficili da integrare?

Quando consideriamo tutti gli immigrati che abbiamo nel nostro paese, risulta evidente che le comunità musulmane figurano ai primi posti nelle classifica sulla disoccupazione, i furti, le truffa ai danni della società, il lavoro nero, l’associazione a delinquere, gli stupri, eccetera. Al contrario, gli altri immigrati accettano i nostri valori e la democrazia a braccia aperte, si integrano quasi subito e partecipano al raggiungimento degli obiettivi comuni. Sembra che in molte comunità musulmane vi sia la tendenza a cercare di cambiare tutto ciò che abbiamo in qualcosa d'altro - forse in uno stato della sharia - che molti musulmani vedono come la loro utopia. Se le comunità musulmane abbracciassero i nostri valori e partecipassero alla nostra democrazia, proprio come fanno gli immigrati delle altre comunità, le cose potrebbero essere diverse.

Un altro punto del programma è la vostra critica all’Unione europea. Perché contestate la politica di Bruxelles e cosa guadagnerebbe la Danimarca a stare da sola?

Noi ci opponiamo all'espansione dell'Unione europea, e combatteremo tutti i tentativi di creare uno Stato federale europeo, che i precedenti trattati comunitari avevano come loro obiettivo. Il Partito Popolare Danese non vuole un potere federale che si allontana dalla volontà del popolo e che sta istituendo un governo dell’élite, che è solo formalmente democratico. Noi crediamo nello Stato sovrano. Noi crediamo che debba essere il popolo di Danimarca a eleggere i propri rappresentanti per decidere il futuro del paese, e non essere invece governati da burocrati europei che non hanno a cuore gli interesse della Danimarca. Non è una questione di ciò che potremmo guadagnare stando da soli - ma cosa potremmo perdere ‘facendone parte’. Possiamo già vedere i risultati catastrofici della moneta unica, e diciamo grazie ogni giorno ai danesi che hanno votato no a questo esperimento.

I partiti di destra contrari al multiculturalismo sono in crescita in tutta l’Europa del Nord: il Partito del Progresso in Norvegia, i Democratici Svedesi in Svezia e i Veri Finlandesi in Finlandia: Secondo lei, perché?

Siamo arrivati al momento nel quale i popoli d’Europa possono constatare che il multiculturalismo è un esperimento che è fallito. Nonostante le innumerevoli iniziative per perfezionare l’immigrazione ci sono ancora enormi problemi che non possano essere risolti. I popoli d’Europa non sono xenofobi o razzisti: ma vedono che qualcosa deve essere fatto per coloro che vivono all’interno dei nostri confini, persone che hanno bisogno di aiuto per integrarsi nelle nostre società e che necessitano di tempo e di spazio. Questo non accadrà se continueremo a permettere un’immigrazione incontrollata. E un po’ come cercare di asciugare l’acqua sul pavimento del bagno, quando l’acqua continua a scorrere e non si chiudono i rubinetti! Controlli rigorosi sull’immigrazione sono l’unica soluzione per dare agli immigrati che vivono dentro i nostri confini un futuro migliore e la possibilità di integrarsi, e per dare ai nostri cittadini la possibilità di assorbirli senza troppe turbolenze.

 

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