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L'eredità di Karzai

In Egitto le chiese bruciano, in Afghanistan sono già scomparse

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Nei giorni scorsi la ferocia salafita ha mietuto nuove vittime nella comunità copta egiziana e la giunta militare al potere non ha battuto ciglio. Sappiamo che i copti stanno facendo le valigie, e che gli islamisti attendono con ansia di impadronirsi delle loro ricchezze. Il loto di Piazza Tahrir si è spezzato e le rivoluzioni del mondo arabo mostrano il loro volto peggiore, quello del fondamentalismo islamico.

Ma c'è di peggio, e non se ne parla. In Afghanistan, secondo il Dipartimento di Stato americano, non ci sono più chiese cristiane. Nessuno si azzarda ad aprirne una sotto il governo del "democratico" presidente Karzai, le uniche cappelle dove ospitare i credenti sono quelle negli accampamenti militari e nei PRT. La nuova Costituzione in teoria dovrebbe difendere le fedi minoritarie, in pratica la libertà religiosa è una chimera.

Non che durante l'Emirato Talebano in Afghanistan le cose andassero diversamente, figuriamoci. Ma dopo aver rovesciato il mullah Omar gli Usa hanno speso 440 miliardi di dollari per sostenere il governo Karzai e 1.700 soldati americani sono morti per liberare il Paese. E' stato tutto inutile: nella nuova democrazia afghana, in cui l'Islam è religione di Stato, gli apostati rischiano di perdere quello che hanno, il lavoro, i legami familiari e con gli abitanti del loro villaggio, uno straccio di assistenza legale quando vengono trascinati in tribunale. Hamid Karzai ha fatto davvero un grande lavoro.

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17 COMMENTS

  1. Dhimmitudine per vocazione?
    Egregio Santoro, quanto Lei scrive “… e la giunta militare al potere non ha battuto ciglio” illustra meglio di mille argomenti (involontariamente?) i termini drammatici della situazione e l’atteggiamento vuoto – e direi pure ridicolo, se l’aggettivo non fosse qui fuori luogo – dell’Occidente, cristiano e non (pesa questo “non”). E noi che cosa intendiamo fare? Aspettiamo aiuto da chi? Altro che Mavi Marmara. Altro che Libia.

  2. Disinformazione
    Un politologo come Mark Glenn rivela su base documentale la presenza di Israele dietro incidenti religiosi provocati ad arte, in Egitto e altrove. È nota la strategia di Israele, volta ad ottenere la divisione dell’Egitto in almeno quattro statarelli, per poterli poi controllare meglio. È quanto è successo in Iraq. È quanto si vuole fare in Libia e in Siria. Il mondo arabo con 300 milioni di abitanti, una sola religione, un solo stato, un’economia padrona delle sue risorse, etc. non ha da essere: fa paura. Si vuole a tutti i costi fomentare un artificioso conflitto fra cristiani e musulmani, che né i cristiani né i musulmani vogliono, ma vogliono invece i media filoisraeliani. Nel Sinodo Speciale dei Vescovi del Vicino Oriente è stato detto a chiare lettere che i cristiani arabi sono innanzitutto “arabi” ed in quanto tali, in Palestina, in Siria, in Egitto, altrove, si oppongono ai chiari disegni di Israele. I cristiani d’Oriente non sono i “missionari” che precedono gli insediamenti e le guerre coloniali dell’Occidente: erano in Oriente prima che i colonialisti venissero. Dal 1917 ad oggi, dall’entrata degli inglesi a Bagdad, i martoriati iracheni non hanno mai avuto pace. Inventarsi conflitti religiosi che non esistono (come fa certa stampa), significa fomentare discordia. Naturalmente, l’Occidentale di Loquenzi, ed il suo articolista Santoro, che di certo non hanno a cuore la sorte dei cristiani o i diritti degli arabi più di quanto non li abbia io, fanno propaganda e disinformazione: becera. Per quel che posso e serve, io ne faccio critica e denuncia sulla rete… === Va bene così la forma e lo stile, caro Ferrazzani? Ha per caso un modulo già pronto e da riempire? – Avverto che NON risponderò a quanti artatamente mi venissero scagliati contro, con l’occulta regia del moderatore Ferrazzani o altri, che si assume la responsabilità di ogni insulto “personale” (la critica agli argomenti non mi fa paura) a me diretto da terzi e da lui approvato. Io critico l’articolo di Santoro, che appare in una testata registrata a norma di legge sulla stampa. Non entro in “dialogo” inutile e perditempo con chi non conosco e e di cui diffido.

  3. Critica agli argomenti di Glenn
    Ho trovato in rete un’intervista di Mark Glenn (buono, Carbonaro, sto facendo, come dici tu,” critica agli argomenti” di Glenn e spero che ciò non “faccia paura” nemmeno a lui:-) ) che ognuno potrebbe facilmente reperire usando come parole chiave Mark + Glenn + Egitto + Israele. La tanto decantata “base documentale” di Glenn sarebbe – cito dalle spiegazioni che danno i curatori dell’intervista – solo un “manifesto” di un tal Oded Yinon dal titolo «Il piano sionista per il Medio Oriente», adottato e pubblicato dall’Organizzazione Mondiale Sionista nel 1982, in cui l’autore propone la trasformazione di Israele in potenza imperialista regionale per mezzo dell’attuazione di un piano per la frammentazione del Mondo Arabo «in un mosaico di gruppi etnici e confessionali più facilmente manovrabili» (p. 107 della versione originale). Chiosa Glenn, a proposito degli scontri al Cairo che vedono coinvolti i cristiani copti:”… qui c’è un solo beneficiario che si avvantaggerà di un eventuale conflitto, ed è la Lobby ebraica mondiale – tanto per chiamare le cose con il loro nome.”. Ecco, l’unico argomento su “base documentale” di Glenn è il famigerato principio del “cui prodest” e la riesumazione del Complotto Planetario Demo Pluto Pippo Paperino Masson Giudaico, chiudendo entrambi gli occhi sui fattori INTERNI alla società egiziana (assenza di democrazia, prepotenza degli estremisti islamici e, non ultimo, possibili colpi di coda degli affiliati al vecchio regime di Mubarak che hanno tutto da guadagnare dal caos)…ma per favore, se quello è un politologo serio io sono Marilyn Monroe!:-)

  4. I dati ed i fatti dimostrano
    I dati ed i fatti dimostrano solo che non è con l’invasione, la guerra, la forza, il denaro e la democratizzazione forzata che si invertono i processi storici e culturali. Il cristianismo fino a due secoli fa era simile al fondamentalismo islamico di oggi, lasciamo che la storia faccia il proprio corso, e se “là” oggi come oggi non c’è spazio per le chiese, non rispondiamo con la violenza di attacchi insensati, che servono solo a fomentare sul fuoco del fondamentalismo. Facciamo ciò che sappiamo fare meglio: costruiamo moschee accanto alle nostre chiese, lasciamo pregare ciascuno il proprio Dio, almeno a casa nostra, dove siamo sufficientemente maturi per permettercelo. Poi il tempo passerà, e se l’Islam sarà la religione più diffusa nel mondo, non sarà e non dovrà essere un problema, è la storia!

  5. @Carbonaro
    Nessun insulto. Solo due osservazioni. 1-A me non sembra che gli Israeliani siano tanto soddisfatti per gli ultimi sviluppi della situazione nel Medio Oriente. 2-Noto invece che, ovunque intervengono o fanno alleanze gli Americani (gli stessi che sono soliti giurare sulla Bibbia), dal Pakistan all’Iraq al Kosovo eccetera, la situazione del cristiani peggiora in modo drammatico. Strano.

  6. sveglia
    caro anonimo

    lasciamo pregare a ognuno il proprio DIO dici ,gli islamici a cui vuoi ti taglierebbero la gola solo per il fatto che hai dichiarato che ci sono più “dei” lo capisci questo o nò?

  7. @ a Silvia, eccezionalmente
    Ho già detto che come regola non intendo partecipare a dibattiti, che l’esperienza insegna degenerano facilmente ed anche intenzionalmente e provocatoriamente. Non sono un affezionato dell’Occidentale, ma esploro tutto il web e capito anche qui… Sul merito: la tesi sulla quale vado riflettendo e per la quale vado ritrovando conferme è che la condizione dei cristiani sia strumentalizzata, nel senso che esiste una consolidata strategia di guerra volta a produrre conflittualità fra musulmani e cristiani… Ed a volere ciò sono proprio gli americani… Sul sionismo il discorso è lungo. Invito a riflettere sulla posizione in Libia del vescovo Martinelli, in Siria sulle dichiarazioni del patriarca che si è opposto al piano Sarko di invasione, al più volte citato Sinodo dei Vescovi del Vicino Oriente che hanno espresso la loro piena appartenenza al mondo arabo… Anche da parte musulmana non vi è nessuna intenzione di muovere guerra ai cristiani in quanto tali… Quella del “fondamentalismo” è una bufala di guerra, come altre: “terrorismo” etc. Esiste un vocabolario della propaganda di guerra che andrebbe respinto, ma che proprio i media impongono. Insomma, il conflitto inter-religioso lo si vuole attizzare a tutti i costi per avere un pretesto di intervento e poi fondare un governo sulla conflittualità permanente… È la mia tesi, condivisibile o meno.

  8. Cristiani strumentalizzati??
    La condizione dei cristiani qualche volta sara’ anche strumentalizzata, come dice Carbonaro, ma in molti luoghi e’ veramente drammatica. La conflittualita’ fra cristiani e musulmani risale al Medio Evo. Non dico che tutti i musulmani siano cattivi ed estremisti, ma sembra proprio che una buona parte di loro coltivi progetti di potenza e conquista e sia dunque pericolosa per l’Europa, che e’ debole. Un discorso diverso per gli Americani (che non sono certo tutti ebrei), i quali, secondo me, piu’ che creare la conflittualita’, la sfruttano, in modo da favorire gli islamici piu’ estremisti (vedi anche vicenda libica), per loro poco chiari fini. Crollati il comunismo e l’URSS, il loro nemico principale resta la Russia; gli altri paesi europei devono restare sottomessi, peggio delle colonie, o magari essere ceduti come merce di scambio all’Islam piu’ aggressivo.

  9. X luigi ‘o kattivone
    Tu scrivi “caro anonimo lasciamo pregare a ognuno il proprio DIO dici ,gli islamici a cui vuoi ti taglierebbero la gola solo per il fatto che hai dichiarato che ci sono più “dei” lo capisci questo o nò?”. Ecco, a parte che “no” si scrive senza accento, hai una ragione e un torto. L’anonimo sbaglia quando dice “pregare ognuno il proprio Dio”, poiché il Dio dei musulmani – detto in arabo “Allah”- è lo stesso degli ebrei e dei cristiani (ovviamente quest’ultimo “scorporato” da Cristo), pertanto sarebbe corretto dire “pregare ognuno Dio nel modo che gli aggrada”. Detto ciò, se “gli islamici” – come li chiami tu – dovessero tagliare la gola a chiunque creda ci siano più dei (e anche- per par condicio – a chiunque creda non ci sia alcun Dio) le tribù ANIMISTE africane sarebbero tutte scomparse da tempo sotto i colpi delle scimitarre deli “islamici” dei tuoi incubi.

  10. A Sivia
    Tu scrivi:”…. ovunque intervengono o fanno alleanze gli Americani (gli stessi che sono soliti giurare sulla Bibbia), dal Pakistan all’Iraq al Kosovo eccetera, la situazione del cristiani peggiora in modo drammatico. Strano.”. Ciò è vero solo per l’Iraq, ma è dovuto al fatto che i cristiani di laggiù si trovano come il manzoniano vaso di coccio fra sunniti saddamiti e sciiti filoiraniani che se le danno di (poco) santa ragione…purtroppo è un “effetto collaterale” della rimozione di Saddam..per caso lo rimpiangi?:-). Nel Pakistan la situazione dei cristiani non dipende affatto dall’alleanza o meno con gli USA e non è affatto peggiorata a causa dell’alleanza. Infine, in Kosovo, a quali “cristiani” ti riferisci, ai tuoi – presumo- “fratelli cattolici”, tutti albanesi, o ai serbi ortodossi? No, perché i primi sono contentissimi della loro situazione, anzi stanno per avere nella capitale Pristina una maestosa cattedrale (dedicata a Santa Teresa di Calcutta), cosa che non potevano nemmeno sognarsi durante la “fraterna”:-) dominazione serbo-ortodossa.

  11. X Roberto Santoro
    Sì, d’accordo, abbasso il Complotto Planetario Demo Pluto Pippo Paperino Masson Giudaico, però, per par condicio, – e ti prego di non accusarmi di “cerchiobottismo”:-)- la vogliamo smettere un pochino anche con il “Israele Amico Nostro Unica Democrazia In MO E Da Appoggiare Sempre E Comunque Qualsiasi Cosa Faccia”? Vedi, caro Santoro, io ho apprezzato la posizione assunta da “L’Occidentale” a proposito del Kosovo (e credo che la relativa posizione USA in merito abbia avuto qualche piccolissima:-) influenza in questo) ma non credi che un approccio meno “tifoso” di quello USA al conflitto israeliano-palestinese convenga di più – oltre ad essere più giusto ed equo – a una destra moderna italiana/europea?

  12. caro ritvan
    dagli il tempo

    caro ritvan
    dagli il tempo ,che li fanno fuori tutti, stanno lavorando, e che cacchio ,il profeta hà impiegato 20 anni per prendere la mecca.
    viva i cristianucci che con le loro bombe hanno regalato la libia alla sharia . un bel lavoro, meglio di quello di kossovo e bosnia

  13. X luigi ‘o kattivone
    Se tu ti degnassi di leggere una biografia del Profeta Maometto, scritta anche da un “infedele” purché non islamofobo idrofobo, forse – e dico forse – apprenderesti che il Profeta, ritornato vincitore nella natia Mecca da cui era stato ingiustamente scacciato, non attuò alcuna rappresaglia e non costrinse nessuno a convertirsi all’islam.

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