In Francia cresce l’antisemitismo e anche il numero di ebrei ammazzati
16 Giugno 2009
Siamo in Francia, durante una delle udienze nel processo contro l’estremista islamico Youssouf Fofana, un 28enne di origine ivoriana a capo della cosiddetta "banda dei barbari" (la gang di ragazzi, fra esche, complici, carcerieri e postini) che nel 2006 hanno rapito, ferito, picchiato, torturato e ucciso il 23enne Ilan Halimi. Durante il processo, l’imputato si è alzato in piedi e ha lancia una scarpa (ormai è diventata una moda) contro gli avvocati della parte civile, gridando: “Tutti gli ebrei del mondo sono miei nemici!”. Lo era anche la sua vittima, Ilan. Vittima dell’antisemitismo islamico e del pesante silenzio della Francia, dell’Europa, del mondo.
Le fotografie della prigionia di Ilan pubblicate dal magazine “Choc” sono state addirittura ritirate par l’Etat. Sei anni fa, sempre in Francia, gli islamisti fecero un’altra vittima, Sebastien Selam, un dj di Parigi, un altro ventenne che stava andando al lavoro. Il suo assassino, Adel, gli tagliò in due la gola, squarciandogli il volto e cavandogli gli occhi. Poi si mise a gridare: “Ho ucciso il mio ebreo. Andrò in paradiso”. Nella stessa città, in quella stessa sera, un’altra donna ebrea veniva assassinata, in presenza della figlia, sempre da fanatici musulmani.
Come scriveva Begin all’inizio del Novecento, parlando dell’Olocausto, “l’angelo dell’Oblio è una benefica creatura. Il contatto delle sue ali guarisce terribili ferite. Molti tra noi hanno già cominciato a dimenticare. Ma noi non ci rassegniamo. Per la felicità del nostro avvenire e di quello dell’umanità, noi non dimenticheremo ciò che è accaduto proprio nel secolo della civiltà meccanica, nel cuore della civilissima Europa”.
Dopo molti anni, fiumi di parole, manifestazioni, programmi tv, giornate della Memoria, “l’angelo dell’Oblio” continua a volare alto sul cielo dell’Europa. Ilan è stato rapito, picchiato, torturato, ucciso, nell’indifferenza generale. E’ rimasto per 3 settimane nelle mani di una gang delle banlieue parigine. Il suo corpo è stato trovato nudo, straziato, bruciato all’ottanta per cento. Agonizzava nei pressi della stazione di Saint-Geneviève- des-Bois, con ferite e bruciature di sigarette ovunque sulla carne viva.
“I vicini sentirono le sue urla perché erano particolarmente atroci” testimonia Guy Millière “gli assassini sfregiarono la carne del giovane uomo, gli spezzarono le dita, lo bruciarono con l’acido e alla fine gli hanno dato fuoco con del liquido infiammabile”. Alimentato con proteine liquide attraverso una cannuccia, Ilan ha resistito per qualche giorno. Poi è morto.
