In Francia vogliono incastrare Kouchner ma le prove non si trovano

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

In Francia vogliono incastrare Kouchner ma le prove non si trovano

13 Febbraio 2009

Piace a tantissimi, ma non proprio a tutti. Bernard Kouchner è ancora oggi l’uomo politico più popolare in Francia. Uno status che gli è valso il benigno soprannome di Saint Bernard, accanto al noto appellativo di “French doctor”, conquistato sul campo, durante la nota azione umanitaria internazionale con Medici senza Frontiere e Medici nel Mondo.

Eppure, nonostante tanta benevolenza mediatica, Bernard Kouchner – Ministro degli affari esteri nel governo di Francois Fillon, ex ministro in vari governi mitterandiani, e forte simbolo dell’apertura a sinistra voluta da Sarkozy (ancora oggi il “French doctor” continua a dichiararsi pubblicamente di sinistra) – è diventato il bersaglio politico di una delle “piume” più controverse e discusse del panorama giornalistico di Francia.

Prendete Pierre Pean, giornalista d’inchiesta e noto fustigatore di uomini politici come Giscard d’Estaing e Mitterand (di cui rese pubbliche certe contiguità con il regime di Vichy). Pean ha appena dato alle stampe la sua ultima fatica letteraria, Le Monde selon K, dove la K. sta per Kouchner, neanche a dirlo. La copertina del volume è decisamente acchiappa-sinistrorso: un sorridente “french doctor” che tiene sulle ginocchia il bonario ex-Presidente USA, G.W. Bush. Insomma le premesse per buone vendite ci sono tutte.

Quanto al merito del libro, beh questa è un’altra faccenda. Di cosa viene esattamente accusato il ministro degli esteri francese? Tutto la filippica ruota intorno alle relazioni “africane” che l’attuale ministro ha intrattenuto tra la fine del suo incarico di Ministro della Sanità sotto il governo di Lionel Jospin nel 2002 e l’attuale incarico di Ministro degli affari esteri, assunto nel maggio del 2007.

I fatti. Tra il novembre 2003 e l’inizio del 2007, Kouchner viene nominato dall’allora primo ministro di Chirac, Jean Pierre Raffarin, a capo di E.s.t.h.e.r., un programma francese di interesse pubblico teso alla cooperazione internazionale in campo ospedaliero e beneficiario di importanti contributi finanziari pubblici. Parallelamente, l’ex-ministro Kouchner fonda un’impresa di consulenza, la BK Consultant, che si muove in campo medico-sanitario. Nei cinque anni del secondo mandato di Chirac, Kouchner, oltre a coordinare Esteher, dà consulenze un po’ ovunque in Africa (Gabon, Congo tra gli altri), non solo attraverso la BK Consultant, ma anche attraverso due società private, Imeda (International Medical Alliance) e Africa Steps, gestite da due suoi fedelissimi, Eric Danon e Jacques Baudoin. Alla fine del 2002, due importanti contratti vengono firmati tra Imeda e Africa Steps da una parte e il ministero della salute del Gabon dall’altra. Al centro dell’intesa, la fornitura di un rapporto sullo stato del sistema sanitario locale e un progetto di riforma del sistema nel suo insieme. Kouchner è a capo dell’equipe chiamata a redigere i due rapporti di consulenza. Per la consulenza, la parcella è di 4,6 milioni di euro.

La tesi di Pean. Sino a qui nulla di male: a parte quel “conflittino” di interessi tra l’incarico semi-pubblico di Esther e le consulenze private per BK, Imeda e Africa Steps, che un ex-ministro fornisca consulenze private nel ramo di sua competenza non dovrebbe destare alcuno scandalo. Pean, però, non solo lascia intendere che il “french doctor” è in conflitto di interessi per la gestione congiunta Esther e BK (et alia), ma insinua che i rapporti economici privati di K. si siano estesi anche dopo l’investitura a Ministro degli Esteri nel 2007. Secondo il giornalista francese, al momento della prima visita a Parigi del Presidente gabonese Omar Bongo, il ministro Kouchner avrebbe sollecitato il pagamento dell’ultima fattura a favore di Imeda e Africa Steps, per la cifra di 870 mila euro.

Nell’agosto-settembre 2007, Eric Danon, nel frattempo nominato da Kouchner ambasciatore di Francia presso il Principato di Monaco, rilancia a sua volta la richiesta di versamento dell’ultima tranche alla tesoreria gabonese. Di qui lo scandalo. Ora, per il momento si tratta solo di una paccottiglia di insinuazioni in cui si sente terribilmente solo la mancanza di un ingrediente: le prove. Infatti che K. abbia fatto pressioni sul presidente Bongo non è dimostrato da Pean, né tanto meno che il rilancio della richiesta di pagamento di Danon, alla fine dell’estate del 2008, sia stata effettuata con il beneplacito di K. Insomma un’accusa un bel po’ traballante e che, nonostante tutto, si iscrive nel solco di una politica non ancora riformata che ha molto a che fare con la storia (poco gloriosa) delle relazioni post-coloniali francesi.

Cos’è FrancAfrique. Sul banco degli accusati siede ormai da anni la cosiddetta rete Françafrique, a dire il vero da molto prima che Pean desse alla stampe il suo volume. Françafrique è un canale istituzionale politico-diplomatico (e affaristico) che, sin dai tempi del processo di decolonizzazione, è servito alla classe dirigente della Quinta Repubblica per intrattenere relazioni politico-economiche privilegiate con le ex-colonie africane di Francia. Nella “rupture” sarkozista rientrava a pieno titolo anche un forte cambiamento in questo ambito. In linea con la rottura del Presidente, tanto il ministro Kouchner che Bockel, sotto-segretario alla cooperazione internazionale tra il maggio 2007 e l’inizio del 2008, si erano impegnati alla soppressione di Françafrique. Lo stesso Bockel aveva pubblicamente chiesto “la messa a morte” di questo vecchio arnese. A sei mesi dal suo insediamento, però, è proprio Kouchner a dover gestire la prima crisi in seno al ministero, guarda caso proprio su questo fronte: all’inizio del 2008, Bockel rilascia un’intervista in cui si afferma tra l’altro che “alcuni paesi africani sono ricchi di petrolio, ma i loro governanti non permettono alla popolazione di giovarsi di quella ricchezza”. Il riferimento al governo gabonese di Bongo viene colto da chi di dovere e il governo gabonese, secondo Pean, avrebbe chiesto a Kouchner la testa di Bockel, reo tra l’altro di aver criticato uomini prossimi al “French doctor”. La testa di Bockel rotolerà di lì a poco, consegnando lo scomodo sottosegretario alla “dura” gestione dei reduci militari francesi..

E il Kurdistan iracheno? A rincarare la dose di attacchi della scorsa settimana, è stata pubblicata sui maggiori quotidiani nazionali francesi la notizia di altri contratti in campo medico-sanitario, promossi dallo stesso Kouchner, questa volta in veste di Ministro. Durante una sua visita ufficiale nel Kurdistan iracheno, lo scorso giugno 2008, K. avrebbe promosso, secondo fonti diplomatiche occidentali, una nuova consulenza sanitaria presso il governo locale curdo di Erbil, e una conferenza sul tema della cooperazione sanitaria prevista per l’aprile di quest’anno. Secondo le fonti di Bakchich, il portale online che ne ha dato notizia, l’operazione si sarebbe conclusa attraverso il canale istituzionale France Cooperation Internationale. Anche in questo caso nulla di illecito, ma la notizia ha destato grande interesse nella stampa francese, soprattuto se si tiene conto del fatto che gran parte degli uomini che dovrebbero prendere parte al progetto franco-curdo vengono proprio dalle fila di Medici Senza Frontiere e Medici nel Mondo, di cui Kouchner resta il padre nobile. 

Kouchner reagisce all’attacco. La reazione di Kouchner non si è fatta attendere. Rinviato un viaggio a Washington, la scorsa settimana il ministro si è difeso davanti all’Assembla Nazionale, dopo essere stato chiamato d’urgenza a rispondere alle accuse di Pean, che erano state riprese dai suoi ex-compagni del Partito Socialista. Di fatto l’assalto alla giugulare ha avuto inizio ma non è detto che la partita di K. si chiuda con una querela per diffamazione. Intervistato sulla questione, il suo avvocato, George Kiejman, ex ministro di giustizia mitterandiano, la mette così: “Non esiste alcuna prova che Kouchner abbia, in veste di ministro, posto in essere alcun genere di rapporti con Stati terzi”. Nessuna prova, è vero. Per il momento.