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Sulla prolusione del cardinal Bagnasco/ 3

In Italia una forza che difenda vita e famiglia avrebbe praterie da percorrere

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"Ci sta a cuore tutto l’uomo".

 

In questa prospettiva – delineata da S.E. il cardinal Bagnasco nella sua prolusione al Consiglio permanente della CEI lunedì 28 gennaio –  mi sembra condivisibile il commento del sen. Quagliariello. Sono più importanti i contenuti dei contenitori. Politici.

Aggiungerei, da cattolico che non si sente «specie protetta, roba da WWF sociologico, che oggi in modo speciale più del «nome» cattolico importa il «discorso» cattolico. Meglio: il discorso secondo natura – secondo l’ordine e il diritto naturali – e perciò cristiano. Ed infatti, il «nome» cattolico è posto in calce alla famigerata legge 194: la legge abortista è sottoscritta solo da cattolici, più precisamente da democristiani. Non sempre il contenitore garantisce il contenuto.

         Il «discorso cattolico», così inteso, è un discorso per tutti, e non solo per credenti (e praticanti), altrimenti rischierebbe d’essere un discorso clericale. Come riconoscerlo? Dalle priorità e dai necessaria. Priorità e necessaria non secondo fede, ma secondo ragione, che però la fede e il magistero della Chiesa rammentano, illuminano e aiutano a comprender meglio.

Benedetto XVI, nella Caritas in veritate ha ribadito che la questione sociale è questione antropologica (n. 75). E quando era ancora solo Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, al tempo della bagarre per la presidenza degli USA tra il cattolico pro choice Kerry (un CINO: Catholic In Name Only) e il protestante pro life George W. Bush, scrisse ai vescovi americani che erano da considerare dirimenti (anche ai fini dell’ammissione all’Eucaristia) le posizioni politiche – non private, non di morale individuale, ma pubbliche, giuridiche – sull’aborto e sulla famiglia, e non quelle su altre pure importanti issues politiche, per le quali, però, le soluzioni sono ottative.

Le priorità e i necessaria, dunque. Alleanza Cattolica, ricavandoli dal magistero della Chiesa e dal classico buon uso di ragione, li ha elencati in un pro-memoria elettorale, che ha messo a disposizione, come contributo per la riflessione, il giudizio e l’azione, di elettori, forze politiche e candidati

http://www.alleanzacattolica.org/comunicati/201212.htm.

Esso contiene una sorta di esalogo, che in qualche maniera ricorda l’eptalogo del Patto Gentiloni – condizione del consenso da parte degli elettori cattolici –, che fu proposto in chiave antisocialista a tutte le forze politiche in occasione delle elezioni del 1913.

1. Rifiuto dell’aborto e della sua liberalizzazione, con l’adozione di «misure efficaci che limitino il numero degli aborti, aiutino le madri in difficoltà, contrastino il ricorso alle pillole abortive e sostengano i singoli e le organizzazioni autenticamente pro life»;

2. opposizione ad eutanasia e suicidio assistito, anche nella forma dissimulata del c.d. testamento biologico;

3. lotta contro ogni tipo di droga;

4. difesa della famiglia e dei suoi diritti, compreso quello di non essere equiparata a nessun’altra forma di convivenza a base sessuale, come «società naturale [naturale, vuol dire secondo natura: «maschi e femmine» siamo] fondata sul matrimonio» [art. 29 cost.], che è il vero fattore di soluzione della crisi e di crescita economica, oltre che di sopravvivenza della nazione; quindi, no ad ogni forma di riconoscimento delle unioni fra omosessuali, un mero fatto privato, e alla facoltà d’adozione e/o procreazione surrogata da parte di coppie omosessuali;

5. contrasto ad ogni tipo di legge sulla cosiddetta «omofobia», che potrebbe impedire l’insegnamento dell’opinione di san Paolo e del Catechismo della Chiesa Cattolica sull’omosessualità;

6. libertà d’educazione per le famiglie, che si risolve nella possibilità effettiva d’istituire e frequentare in condizioni di parità centri d’istruzione e formazione non statali e conformi alle proprie legittime convinzioni, senza che questo sia tanto gravoso per il carico fiscale da essere riservato esclusivamente ai «ricchi», anzi ai «molto ricchi».

Si tratta dei «principi non negoziabili» per i cattolici, nel senso che in ordine ad essi «non esiste compromesso o mediazione comunque si voglia chiamare, perché ne va dell’umano nella sua radice», come ha ulteriormente ricordato il card. Bagnasco nella sua citata prolusione.

Ed in effetti, quei cattolici che fingessero di non sapere che le cose stanno così sarebbero invero ben poco cattolici. Infatti, siamo al cospetto di un magistero vincolante e noto, attesa la sua fermezza e ormai ultradecennale reiterazione. Sarebbero cioè anche loro dei CINO, che, considerando forse il Padre Eterno troppo conservatore e il diavolo troppo progressista – insomma due scalmanati estremisti (absit iniuria verbis) –, in cerca di una mediazione, individuano altre priorità, un «centro» tra gli opposti estremismi e i loro pretesi rappresentanti in terra (per i troppo seri: è un ragionamento per categorie; ogni riferimento a soggetti concreti e attuali sarebbe puramente tendenzioso).

Ma sono principi non negoziabili anche per gli uomini di retta ragione. Sono del genere che i padri fondatori della repubblica statunitense definirono self evident, e quindi non relegabili nella coscienza individuale, se non con un atto di violenta costrizione, in quanto indissolubilmente legati all’autentico bene comune. Pretenderli fuori del dibattito pubblico significherebbe negare che fondamento di ogni costituzione sono gli uomini e le loro convinzioni ultime. In tal caso, avrebbero ragione i tecnocrati: le uniche verità sociali sono i logaritmi e le loro proiezioni econometriche, ogni altra concezione è relativa e guai a farne una bandiera. La dittatura del relativismo, appunto.

Ma finalmente anche questa è una convinzione ultima di tipo antropologico. Falsa, ma tale. Accade sempre: ogni negazione della verità nega sé stessa. E così avviene per chi pretende di rimanere estraneo, di non prendere posizione pubblica su questi principi: è già una posizione, e forse la più intollerante.

Del resto, se la sinistra in fondo sa quello che vuole (aborto libero, gratuito e farmacologico con la pillola «fai da te»; eutanasia e suicidio assistito; diagnosi e selezione eugenetica prenatale e preimpianto; fecondazione eterologa e maternità surrogate, con traffico di ovociti; «famiglie» al posto della famiglia; divorzio breve, brevissimo; «matrimonio» e adozione omosessuali; droga più o meno libera; educazione di stato, con il corollario della soppressione o svuotamento della proprietà per via fiscale), potrebbe essere credibile, anche elettoralmente, un’alternativa che non prenda ufficialmente posizione uguale e contraria su queste issues?

E non si tema l’impopolarità o la perdita di consensi.

Anzitutto perché la verità val bene il rischio d’essere derisi dal Corriere, da Repubblica, dai comici e dalle televisioni.

Ma anche perché quanto accaduto un paio di settimane fa a Parigi, con la sorprendente riuscita della manifestazione per l’ovvietà circa matrimonio e parentalità, dovrebbe far riflettere.

Se esistono simili riserve di consenso nella laicistissima e weberianamente arcidisincantata Francia, quali praterie sarebbero percorribili da una forza politica che in Italia – luogo fin qui dell’eccezionale (letteralmente) resistenza alla deriva nichilista dell’Occidente –, senza timidezze e complessi, dicesse semplicemente la verità sulla vita, la famiglia, la libertà d’educazione ed economica, verità che ha dato buona prova di sé in un’esperienza plurimillenaria e che contiene ogni altra soluzione ai problemi sociali.

Non è per fare un favore ai preti. È per fare un favore, conservandone la natura, all’uomo, agli uomini che noi siamo, ma soprattutto agli uomini che sono e saranno i nostri figli, e i figli dei figli, consegnando loro quel patrimonio di verità e d’istituzioni che abbiamo ricevuto in eredità senza alcun merito. E senza pagare tasse di successione.

Mi fermo qui, per ora. Il discorso, tuttavia, merita d’essere proseguito.          

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23 COMMENTS

  1. facendo cose di destra si vince
    Di questo discorso articolato mi permetto di sottolineare uno dei passaggi nodali: il centrodestra può recuperare l’elettore tentato dall’astensione, – di non CINO ce ne sono ancora molti -, solo se rinuncerà a tentazioni radicaloidi e socialisteggianti, non vergognandosi di apparire conservatore. Anche la storia della prima Repubblica docet: ogniqualvolta DC e MSI giocavano a sembrare più sinistri venivano blanditi, sì, dalla stampa che conta ma, guarda caso, venivano puntualmente penalizzati alle successive tornate elettorali. E per ragioni, direi, ovvie: cercavano di vendere la (brutta) copia di un prodotto già abbondantemente presente altrove sul mercato politico. Speriamo che il PdL non si smarrisca su questa via, magari prestando attenzione all’esalogo proposto in quest’articolo

  2. Aberrante. Tutto quello che
    Aberrante. Tutto quello che è riportato in questo articolo è semplicemente aberrante, non mi sovviene altro aggettivo per commentare quanto scritto.
    Voglio sperare che chiunque si riconosca in questo “esalogo” esalti questi pseudo-valori spinto da motivi di mera convenienza, il solo pensiero che ci siano delle persone che appoggiano e condividono le bestialità riportate in questo articolo mi fa rabbrividire.
    Quanto scritto in questo articolo rappresenta la parte più cieca, oscurantista e intollerante della religione cattolica…

  3. La chiesa Filantropa?
    La chiesa non è interessata all’uomo, la chiesa è interessatissima al suo controllo questo sì.

    Uno stato decente non si occupa di religione non la finanzia e lascia libero ogni cittadino di credere in quel che vuole.

    Testamento biologico dimmulazione di eutanasia?
    Se crede veramente in quello che scrive, compreso la lotta alle droghe, allora la smetta di fumare cannabis prima di scrivere per favore!!

  4. Libera Chiesa in libero Stato
    Mi creda, caro Formicola, in Italia ci può essere una prateria da percorrere con i suoi azzeccatissimi “rigetto” nei confronti di Monti, ma lasciamo stare, per carità, i principi non negoziabili dei cattolici. Si permette di suggerirgielo uno che personalmente aderisce a quasi tutti i suoi sei punti esposti nell’articolo, ma che è altrettanto convinto che si possa benissimo essere LIBERI di pensarla diversamente (anche molto diversamente) senza per questo non poter operare insieme per un progetto comune LAICO, libero, sostanzialmente conservatore e profondamente rispettoso di ogni credo religioso che non pretenda d’imporsi.

  5. @ alex78pe
    Quello che ha scritto l’amico Giovanni Formicola non è “la parte più retriva etc. etc.” che hai scritto tu. E’ la religione cattolica tout court, come la intende il Papa e non come la intendono i sedicenti “cattolici adulti” della banda Prodi-Bindi . E non solo quella: è la difesa della natura umana in quanto tale, libera da tutte le manipolazioni che vogliono imporci i radicaloidi come te.

  6. @alex
    Rabbrividisci pure, caro! la farsa della post modernità sta scricchiolando a colpi di spread (notoriamente una forza irresistibile…), la modernità ci ha regalato un paio di guerre mondiali, nazismo, comunismo, capitalismo, relativismo e tutti gli ismi possibili per giungiere a dire che tutto sommato uccidere un bimbo non è nulla di male, sai avrà una qualità della vita bassissima. Rabbrividisci caro, c’è ancora chi crede nella vita, nella famiglia e nella libertà!

  7. Riuscite a rimanere in tema
    Riuscite a rimanere in tema o avete bisogno di altri specchi su cui arrampicarvi per difendere l’indifendibile?
    Cosa c’entra mischiare lo spread, la Bindi, Prodi e quanto altro avete messo nel calderone per attaccare chi esprime un pensiero diverso dal vostro?

    “5. contrasto ad ogni tipo di legge sulla cosiddetta «omofobia», che potrebbe impedire l’insegnamento dell’opinione di san Paolo e del Catechismo della Chiesa Cattolica sull’omosessualità”

    Cosiddetta omofobia… Purtroppo esistono persone che non esitano a discriminare e alla peggio picchiare chi ha dei costumi sessuali diversi, voi li giustificate in quanto “peccatori”, l’omofobia non è “cosiddetta”, è un problema reale, grazie anche a chi come voi appoggia una visione della vita risalente al medioevo.

    6. libertà d’educazione per le famiglie, che si risolve nella possibilità effettiva d’istituire e frequentare in condizioni di parità centri d’istruzione e formazione non statali e conformi alle proprie legittime convinzioni, senza che questo sia tanto gravoso per il carico fiscale da essere riservato esclusivamente ai «ricchi», anzi ai «molto ricchi».

    Questo cosa vuol dire, che volete ancora i finanziamenti pubblici per le scuole private gestite dalla chiesa, in modo da far abbassare le rette per mandare i vostri figli a scuola dove volete? L’istruzione compete allo stato, e deve occuparsi di far crescere la scuola pubblica, libera e accessibile a tutti, già non ci sono fondi a sufficenza, regaliamo altri soldi alle scuole private gestite da religiosi, che devono comunque, e sottolineo comunque, seguire i programmi ministeriali, a cosa servono altri fondi, per giustificare le ore in piu di religione? Per pagare insegnanti di religione che tra l’altro seguono un iter per l’assunzione diverso da quello di tutti gli altri insegnanti che se la passano non male, ma peggio?

    “Del resto, se la sinistra in fondo sa quello che vuole (aborto libero, gratuito e farmacologico con la pillola «fai da te»; eutanasia e suicidio assistito; diagnosi e selezione eugenetica prenatale e preimpianto; fecondazione eterologa e maternità surrogate, con traffico di ovociti; «famiglie» al posto della famiglia; divorzio breve, brevissimo; «matrimonio» e adozione omosessuali; droga più o meno libera; educazione di stato, con il corollario della soppressione o svuotamento della proprietà per via fiscale), potrebbe essere credibile, anche elettoralmente, un’alternativa che non prenda ufficialmente posizione uguale e contraria su queste issues?”

    Droga libera? Svuotamento della proprietà per via fiscale? Maternità surrogate?
    Cercare di combattere la piaga sociale della droga con metodi alternativi agli arresti indiscriminati e alla cieca soppressione secondo voi è un metodo criminale? Nella vicina Svizzera sono anni che usano metodi alternativi e guarda un po, il consumo, la vendita ed i reati collegati all’uso di sostanze è in costante diminuzione, ma forse anche gli svizzeri sono dei brutti comunisti mangiabambini…
    Parliamo di fiscalità? Pagate l’ici, ora imu, per gli stabili che la chiesa possiede in territorio italiano (e non mi riferisco alle chiese)e per cui è esente, e poi ne riparliamo va…
    Maternità surrogate… E certo, una donna che non puo avere figli e cerca solo di migliorare la sua condizione grazie all’aiuto della medicina è da condannare, certo…

    Che poi la cosa piu divertente è che auspicate che questi cambiamenti e il rispetto di queste “regole” da parte del pdl, no dico il pdl, partito che candida ladri, mignotte, sfruttatori e quant’altro, e voi ancora a dare retta a simili cialtroni…

    Cosa non si fa per una manciata di voti e un po di potere, vero?

    Libertà, libertà, vi riempite la bocca con questa parola, e poi leggo che il punto sette che manca in questo “vademecum del perfetto cattolico” è bruciare tutti gli atei, che fulgido esempio di libertà e di tolleranza…

    Mah, restate pure nel vostro medioevo mentale, contenti voi…

  8. @alex
    Caro, nella tua arringa nazional-socialista mi soffermo solo su un elemento: il diritto all’educazione appartiene allo stato nei regimi nazional-socialisti, fascisti, comunisti e ovunque lo stato voglia costruire l’uomo nuovo! Non ne abbiamo particolare bisogno dell’uomo nuovo educato da programmi ministeriali (a quando il Ministero della Verità?), da sostenere con le nostre tasse. Più semplicemente vorremmo educare i nostri figli al bene, al bello e al giusto, il resto ci fa rabbrividire! Ciao.

  9. “L’educazione spetta allo Stato”!?
    Ma dai, Alex… “L’educazione spetta allo Stato…” Neanche la Costituzione si spinge a tanto. Gli artt. 33 e 117 (sia nella versione originale del 1948, sia in quella modificata del 2001) dice che spettano allo Stato “…LE NORME GENERALI sull’istruzione”. Un buon legislatore non statalista potrebbe anche smettere, e rimanere in accordo con la Costituzione, di tartassare fiscalmente le scuole pubbliche non statali (e, redditometro docet, anche le famiglie che le scelgono per un proprio figlio). In verità, le mie opinioni sul tema sono un po’ estreme e si avvicinano a quelle del Governatore virginiano William Branch Giles, secondo il quale era ingiusto tassare i cittadini per garantire un sistema di pubblica istruzione statale – e ai tempi suoi, nessuno era stato così pazzo da renderla obbligatoria fino ai 16 anni! Ma capisco che questa mia sensibilità non è particolarmente condivisa. Allora, almeno recuperiamo l’ideuzza del Cav. di un “buono scuola” che consentirebbe “[…] ai genitori di scegliere liberamente quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnanti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli delle famiglie”. Bravo Silvio, che sposi sicuramente il punto 6 l’esalogo di Alleanza Cattolica…

  10. Vita, famiglia, educazione
    Vita, famiglia, educazione (e proprietà privata, che ne è la garanzia) sono il minimo che lo stato deve RICONOSCERE alla società, siccome diritti pre-esistenti allo stato e non concessione dello stesso. I padri costituenti americani li chiamavano self-evident, Benedetto XVI principi non negoziabili, un tempo si chiamavano diritti naturali. Erano già noti ad Antigone, quando osò contestare Creonte. Che pure pretendeva un’obbedienza absoluta, sciolta cioé da ogni vincolo superiore. E quando questo manca, come sempre, vince il più forte. No, caro Alex, questa di Alleanza Cattolica, è una battaglia di verità e libertà.

  11. per puntualizzare…
    Riporto quanto da me scritto: ” L’istruzione compete allo stato, e deve occuparsi di far crescere la scuola pubblica, libera e accessibile a tutti” che è ben diverso da “L’educazione spetta allo Stato…” o ” il diritto all’educazione appartiene allo stato nei regimi nazional-socialisti, fascisti, comunisti e ovunque lo stato voglia costruire l’uomo nuovo”.

    “Istruzione” ed “educazione” sono due parole dal significato ben diverso…

    Signori, io chiudo qui, con i vostri ultimi commenti avete dimostrato che non sapete fare altro che distorcere quello che è un pensiero diverso dal vostro per renderlo per forza fazioso e legittimare cosi delle critiche che altrimenti non stanno in piedi (ricorda un tantino metodi di propaganda famigerati che hanno già funestato il nostro povero paese, ma non dovrei essere io quello simpatizzante dei regimi totalitari?). Vi invito a riflettere su un punto già precedentemente toccato, i programmi scolastici. Tutte le scuole, pubbliche e private, di qualsiasi credo religioso, seguono dei programmi ministeriali, cioè, di fatto, statali, senza eccezione alcuna, tant’è che le scuole private sono denominate anche “parificate”, ovvero conformi ai programmi ministeriali, altrimenti non potrebbero svolgere la loro funzione.
    In parole povere, mandate i vostri figli nelle scuole private, pagate fior di soldi, per far studiare le stesse cose che studierebbero in qualsiasi altra scuola…

    Taccio sulle accuse rivoltemi di simpatizzare per regimi totalitari e altre bestialità simili, è avvilente cercare di discutere con chi, quando non sa argomentare le proprie ragioni, deve ricorrere sistematicamente alla delegittimazione dell’altro per cercare di portare la ragione dalla sua parte, cosa che siete stati bravissimi a fare, tranne qualche piccola e anche piacevole eccezione, nello specifico rappresentata dall’utente GCManzoni.

    Saluto comunque tutti e vi ringrazio per aver dedicato una piccola parte del vostro tempo a commentare il mio fin troppo prolisso pensiero (ognuno ha i suoi difetti).

  12. Concordo su tutto. magari
    Concordo su tutto. magari tutti i cattolici in politica seguissero le parole e l’esempio di Formicola.

  13. Giovanni Paolo II
    Disse Papa Giovanni Paolo II nell’omelia per la famiglia a Madrid il 2 novembre 1982: «Mai si può legittimare la morte di un innocente…. Che senso avrebbe parlare della dignità dell’uomo, dei suoi diritti fondamentali, se non si protegge un innocente, o se si giunge perfino a fornire mezzi o servizi, privati o pubblici, per distruggere vite umane indifese?».

  14. Caro Alex78, perchè ti lamenti? Sei in buona compagnia.
    Caro Alex78, se, come è evidente, non fa parte del tuo variegato bagaglio culturale “solo” (sic!) ciò che la Chiesa ha da sempre insegnato e che costituisce il corpo di quella che si definisce “dottrina sociale” e che, in particolare con gli ultimi pontificati, ha puntualmente ribadito proprio tutto ciò che nella lettera ti ha spinto a rubricare sotto la voce “la parte più cieca, oscurantista e intollerante della religione cattolica”, sappi di essere in ottima e abbondante compagnia, fuori, ma anche – purtroppo- “dentro” la Chiesa: ma non è un complimento, è solo la drammatica constatazione, con Gomez Davila, del fatto che “non avendo ottenuto che gli uomini mettano in pratica quello che insegna, la Chiesa di oggi si è rassegnata ad insegnare quello che mettono in pratica”: questi “insegnamenti”, che ignorano le verità perenni, la ragione naturale e gli ammonimenti dei Pontefici, sono ovviamente i soli che il mainstream tollera. Sono i soli che ti appariranno meno “aberranti”, meno “oscurantisti” e meno “ciechi”. A me pare che negando la verità si viva male: ma tieniteli pure. Ce ne faremo una ragione.

  15. Non riesco a capire coloro
    Non riesco a capire coloro che commentano negativamente il commento e la proposta di Formicola, il cui contenuto, prima ancora di coincidere con l’insegnamento della Chiesa, e’ di assoluto buon senso, completamente condivisibile perché enuncia principi che dichiarano la realtà ( e quindi la verità ) sull’uomo e per l’uomo.

  16. Ecco
    più leggo porcate come questo esalogo, più sono contento di essere ateo. Dove sta il buonsenso a non permettere ad una madre di decidere se desidera un figlio o no? Dove sta il buonsenso ad obbligare un malato terminale a soffrire dolori lancinanti in attesa della morte, perchè tanto, quello accade? Se questo esalogo fosse stato pubblicato come commento ad un articolo da un lettore, avrei pensato ad un troll idiota, invece purtroppo, non è così… Che dire, vi disprezzo, siete dei luridi sepolcri imbiancati che nascondete lo schifo che causate sotto il tappeto della fede, se ci fosse un dio vi avrebbe già fulminati, e questa è la prova che non c’è… Manca solo una voce che metta al rogo gli omosessuali (quelli che in privato chiamate “ricchioni”), i tossicodipendenti, gli atei, e tutti quelli che non solo non la pensano come voi, ma anche soltanto che osano contraddirvi. Spero che quando morirete il “vostro” dio sia più indulgente di voi, perchè altrimenti non avrete un eternità divertente…

  17. @ Gaetano Tursi
    Egregio Sig. Tursi, sarei felice se spiegasse anche a me come fa ad avere una visione cosi evidente di cosa appartiene e soprattutto di cosa non appartiene al mio “variegato bagaglio culturale”.

    A me pare evidente che Lei manca di educazione in primis, visto che non esita, sotto una malcelata ironia, a dare dell’ignorante al suo interlocutore, solo perché non condivide idee diverse dalle sue.

    Dopo aver letto l’articolo in questione ho commentato ciò che è stato scritto, consapevole del fatto di non ricevere consensi, perché evidentemente questo sito è frequentato da persone con idee diverse dalle mie.

    Ciononostante, ritenendo di potermi confrontare in serenità con persone aperte al dialogo, ho espresso il mio punto di vista, senza, credo, aver offeso ne dileggiato nessuno.
    Magari ho usato dei termini forti che a qualcuno possono essere sembrati esagerati, ma riferiti sempre alle idee e mai alle persone.

    Commenti come il suo non fanno bene non tanto a me, ma piuttosto alle persone che condividono le sue idee, dal momento che, con la sua arroganza e la sua maleducazione, mette in cattiva luce una categoria di persone che condivide i suoi stessi valori, valori che non riesce a difendere senza dover per forza criticare la persona che dibatte, usando gli arzigogoli della lingua italiana per mettere in cattiva luce e, perdoni se mi ripeto, offendere chi la pensa diversamente da lei.

    Io vivo benissimo cercando, e assolutamente non negando, la verità, non sono sicuro che lei possa dire altrettanto visto il modo che usa per respingere ogni minima critica mossa al suo immaginario mondo di perfezione dettato dagli ammonimenti dei pontefici.

  18. Ho timore che
    Ho timore che l’aggettivazione di cattolico faccia, per qualcuno, da otturatore alla capacità serena e razionale di comprendere che l’esalogo di Alleanza Cattolica non è niente più che il distillato dei princìpi di diritto, e prima ancora di filosofia, naturale, che, nel tanto bistrattato rispetto del principio di realtà, si sforzano di riproporre non agli elettori cattolici, ma a tutti quelli di buon senso e buona volontà -che si possono presumere, ma non sempre dare per scontato, militare a destra-, criteri di orientamento elettorale…

  19. @alex
    Anche l’istruzione non appartiene allo stato. Sarebbe proprio ora di abolire anche il riconscimento legale del titolo di studio. Ciao

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