In Puglia il Cav. riapre la partita e cerca un nome nuovo per battere Vendola
28 Gennaio 2010
Che la partita sulla Puglia non fosse chiusa del tutto e i giochi fossero tornati nelle mani di Silvio Berlusconi appare chiaro fin dal mattino, quando il premier a Montecitorio chiede a Cicchitto di accompagnare nella Sala del governo Lorenzo Cesa. Un faccia a faccia voluto dal Cav. per testare i margini di un’intesa con l’Udc nella regione-chiave di questa tornata elettorale. Quella che stando ai sondaggi di Palazzo Grazioli farebbe la differenza nel computo delle piazze date in quota Pdl.
La Puglia è la numero sette, cioè quella decisiva, che segnerebbe il "cappotto" sul centrosinistra. Sette regioni al Pdl (alle quali si aggiungono quelle già conquistate e non al voto, Abruzzo, Sicilia, Friuli, Sardegna) e sei al centrosinistra delle tredici alle urne, è infatti lo schema generale sul quale il Cav. ragiona, prima verificando l’ipotesi di una convergenza Pdl-Udc in chiave anti-Vendola, poi nella riunione pomeridiana con lo stato maggiore del Pdl: coordinatori, presidenti e vicepresidenti di Senato e Camera ai quali si aggiunge Raffaele Fitto.
Dal vertice esce un "contrordine" che di fatto ribalta il via libera alla candidatura di Rocco Palese (dopo il pressing del ministro per gli Affari regionali) dato dal partito domenica ad Arezzo. Berlusconi chiede un passo indietro a Rocco Palese, capogruppo del Pdl in Regione. e a Adriana Poli Bortone, leader del movimento "Io Sud" sostenuta da Casini dopo il trionfo di Vendola sul candidato Pd alle primarie. Un passo indietro che aprirebbe la strada a un terzo nome attorno al quale riunire "tutte le forze alternative alla sinistra di Vendola", recita la nota di Palazzo Grazioli.
Palese raccoglie l’appello del Cav. dicendosi disponibile "a qualsiasi soluzione" se questa potrà servire a battere il governatore uscente, anche se fino a quando il quadro non sarà definito proseguirà la campagna elettorale. La Poli Bortone è possibilista e risponde che "ci penserà" mentre Casini pur aprendo al Pdl invita la coalizione a riunirsi su di lei. Ipotesi tutta in salita per il Pdl, sia per il veto di Fitto che la considera un’opzione "inaccettabile" come pure gran parte dei maggiorenti pugliesi (compresi gli ex aenne), sia perché a questo punto una convergenza sulla senatrice ex An creerebbe più di un imbarazzo nelle file del partito con in più il rischio di divisioni interne a livello locale, complicate da gestire in piena campagna elettorale. E l’appello di Berlusconi ad azzerare entrambe le candidature per trovare una soluzione che metta d’accordo tutti lo conferma.
Poche ore per decidere è il tempo concesso all’Udc: entro oggi infatti il Pdl vuole chiudere la casella Puglia, avvertono La Russa e Verdini. Diverse le opzioni in campo sul "terzo nome" in grado di riunire il fronte moderato alternativo a Vendola: risalgono le quotazioni del magistrato antiterrorismo Stefano Dambruoso ma spuntano anche i nomi del deputato-imprenditore Francesco Divella (che però in serata avrebbe declinato l’invito) e di Nicola De Bartolomeo, presidente regionale di Confindustria. Qualche chance anche per il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso. Se l’accordo coi centristi e la Poli Bortone darà i suoi frutti, all’ex sindaco di Lecce potrebbe essere offerto il ticket col candidato governatore della coalizione (cioè la vicepresidenza della Regione).
Ma la mossa del Cav. ha anche un altro obiettivo: mettere alla prova Casini. Se il faccia a faccia con Cesa si è tradotto nell’accordo su Calabria e Campania (in Liguria i centristi hanno prima "congelato" il sostegno al candidato Pd Burlando, poi ribadito l’orientamento su quel patto che il premier ha tentato di sfilare al centrosinistra per poi puntare a rompere l’intesa anche in Piemonte contando su un effetto domino), è sulla Puglia che il leader Udc dovrà svelare le sue carte abbandonando definitivamente l’esperimento del "laboratorio nazionale anti-Cav." progettato con D’Alema.
E il fatto che Bersani abbia rinsaldato l’alleanza "per oggi e per domani" con Di Pietro consegnando di fatto il Pd nelle mani dell’ex pm, nelle file della maggioranza viene letto come l’elemento-chiave di un possibile riposizionamento dell’Udc nell’alveo del centrodestra. Del resto le parole del leader Idv secondo il quale i centristi stanno facendo delle alleanze "un meretricio" ha provocato già il primo effetto: Cesa e Buttiglione hanno stoppato la presenza della delegazione Udc al congresso dell’Idv.
Oggi dunque il centrodestra scioglierà il nodo Puglia, ma se la Poli Bortone non dovesse fare passi indietro il Pdl andrà avanti per la sua strada: resta da capire se ancora con Rocco Palese sul quale il Cav. mantiene qualche riserva che non riguarda la persona, bensì il livello di competitività nella sfida diretta con Vendola attorno al quale il centrosinistra si è ricompattato.
Nel vertice a Palazzo Grazioli si è parlato anche delle candidature da chiudere nelle altre regioni. La griglia sarebbe già definita anche se il ragionamento si è concentrato sul caso Bologna, in attesa di sapere se dopo le dimissioni del sindaco Delbono (peraltro ancora non formalizzate) si andrà al voto a marzo oppure qualche mese dopo. Nelle file del Pdl i rumors darebbero per probabile un cambio di linea: Giancarlo Mazzuca, deputato Pdl e attuale candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna potrebbe tornare in gioco per la poltrona di sindaco nella città di Romano Prodi, mentre per la sfida contro Errani tra i nomi "papabili" ci sarebbe anche quello di Anna Maria Bernini, parlamentare e portavoce vicario del Pdl.
