In Puglia la sanità è nell’occhio del ciclone per almeno due motivi
18 Febbraio 2009
La notizia ha ancora carattere di indiscrezione, ma ha visto già la caduta della prima testa eccellente: le dimissioni di Alberto Tedesco, Assessore alla Sanità della Regione Puglia. Coinvolti nell’indagine (coordinata dal sostituto procuratore Desireè Digeronimo) manager delle ASL, funzionari dell’assessorato ed imprenditori del settore.
Chi ha visto le carte parla di una lobby alla Romeo: appalti pilotati, tangenti, associazione per delinquere di tipo mafioso e chi più ne ha, più ne metta. Gli accertamenti della Direzione Distrettuale Antimafia ipotizzano pericolosissimi intrecci tra politica, mafia e affari nel campo dei rifiuti sanitari.
Spunterebbe anche l’accusa di voto di scambio: le gare sarebbero state istruite su misura per consentire solo ad alcune aziende di vincere gli appalti e quindi per creare consenso elettorale. Sono cominciati anche gli accertamenti patrimoniali a carico di alcuni indagati per capire se dietro il sistema presunto di appalti truccati ci sia anche un giro di tangenti. L’inchiesta è molto complessa perché segue diverse ipotesi di reato e coinvolge tutte le province pugliesi: occhi puntati su una centro di riabilitazione lucana, di proprietà di un imprenditore barese, che avrebbe vorticosamente aumentato il proprio giro di affari.
Ma non c’è solo questo. La storia è vecchia, ma è rimasta sempre sotterrata, perché in Italia il conflitto di interessi non è una prerogativa (come vorrebbe far credere il centrosinistra) del Cavaliere, ma coinvolge centinaia di politici di tutti i partiti. Uno di questi è sicuramente l’ex Assessore Tedesco, al quale si possono ricondurre le aziende per la fornitura di strumenti ospedalieri intestate ai figli. Stranamente, il volume di affari di queste aziende sarebbe aumentato più del normale negli ultimi anni.
Intanto l’assessore si è già dimesso senza aver ricevuto nessun avviso di garanzia, scatenando le ire dell’opposizione che si chiede come mai il Presidente della Regione, Nichi Vendola, sulla base di semplici indiscrezioni, abbia già sostituito Tedesco con il Dr. Fiore, conosciutissimo medico anestesista barese.
Dal canto suo, l’ex Assessore dice di essere determinatissimo a difendersi e a dimostrare l’estraneità a qualunque fatto illecito. La procura di Bari ha avviato un´indagine anche in merito alla fuga di notizie, ma, ferma restando la presunzione di innocenza, al Presidente Vendola si chiede, da più parti, una verifica diretta presso tutte le Direzioni generali della ASL per accertare direttamente ogni eventuale coinvolgimento ed eventuali richieste di dimissioni.
Ma non finisce qui perché la sanità pugliese è nell’occhio del ciclone anche per un altro motivo: il deficit sanitario è passato da 229 milioni di euro dello scorso anno, ai 250 milioni del 2008.
Una patata bollente non indifferente per il neo Assessore Fiore, che non vuole sentir parlare di misure eccezionali di contenimento della spesa perché, secondo i calcoli della Regione, abbattendo la spesa sanitaria, l´economia pugliese perderebbe quasi mezzo punto del PIL.
Nonostante l’aumento delle tasse voluto dalla Giunta Vendola nel 2007 per ripianare il debito, il buco della sanità si fa sempre più grande ed oscuro. Speriamo di non caderci tutti dentro!!
