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In Serbia c’è il rischio di una svolta autoritaria

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L’opinione più comune sulle recenti violente proteste a Belgrado è che un gruppetto di hooligans ha rovinato la manifestazione di popolo convocata per esprimere l’orgoglio nazionale serbo in modo pacifico e dignitoso. E’ una distinzione questa che ha delle implicazioni retoriche e politiche importanti. Il Primo Ministro Vojslav Kostunica l’ha usata per evitare una condanna esplicita della violenza. Si è limitato infatti a lamentarsi di come il comportamento di pochi abbia danneggiato la causa nazionale serba, facendo contenti i suoi nemici. Per lui è importante invece che “la gioventù serba abbia dimostrato di volere la legge, la pace e la libertà”.

Scrivendo da Cambridge, Mladen Tosic gli fa eco, trovando che l’intera giornata di giovedì scorso sia stata un’ispirazione. Certo, la folla ha attaccato e bruciato l’ambasciata americana e quelle di Croazia, Bosnia e Canada, paesi che non hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo. Certo, la polizia è intervenuta tardi, con una risposta studiatamente inefficace a una violenza del tutto prevista. Eppure, Tosic sostiene che tutto ciò non può rovinare l’evento. Citando Branko Kovacevic, il rettore dell’Università di Belgrado, dice che il fatto da ricordare è la manifestazione di massa, che si è comportata come un “parlamento del popolo”.

Prendiamo sul serio questo commento, per capovolgere il giudizio sugli eventi. Ciò di cui ci dobbiamo preoccupare, se ci interessa il futuro della democrazia in Serbia, è precisamente la coreografia della manifestazione di massa e l’uso politico che ne è stato fatto da Kostunica e Tomislav Nikolic, il leader del Partito Radicale, il primo partito della Serbia. Questi due politici nazionalisti sono intenzionati a concentrate il potere e a marginalizzare anche la tiepida opposizione del Presidente Boris Tadic. sostenendo di godere del pieno sostegno  del “parlamento del popolo”.

Il modello è ben noto. Alla fine degli anni 80, Milosevic legittimò il consolidamento del proprio potere cavalcando la “rivoluzione anti-burocratica”, una serie di raduni populistici in parte orchestrati dal governo. Oggi, come venti anni fa, la questione cruciale è il rapporto esistenziale della Serbia con il Kosovo.

La storia non si ripete mai nella stessa maniera, ma le somiglianza con il passato sono notevoli. Non potrebbe essere diversamente: i protagonisti sono spesso gli stessi.

Nikolic fu il vice di Milosevic. Oggi sostituisce Vojslav Seselj, che all’Aja è incriminato di crimini di guerra, alla testa del Partito Radicale. Lui stesso è sospettato dall’Humanitarian Law Center di aver partecipato ad azioni criminali nella guerra con la  Croazia. A sostituire l’anziano e malato patriarcha ortodosso Pavle nella celebrazione solenne di giovedì scorso, c’era il vescovo Amfilohjie, un sostenitore entusiasta di Milosevic che una volta espresse la sua ammirazione per Radovan Karadzic e la sua sfida agli accordi di pace siglati a Dayton.

A Belgrado si dice che il discorso infiammatorio ma anche lirico pronunciato da  Kostunica alla manifestazione sia stato scritto dal poeta Matija Beckovic. Potrebbe essere vero. Altro sostenitore entusiasta di Milosevic, nel 1987 Beckovic scrisse in  una poesia sul Kosovo: “Dove potremmo andarcene con il monastero di Decani? Dove portare il monastero di Pec?”. Giovedì scorso Kostunica ha gridato: “Nessuno potrà mai farci dire che il patriarcato di Pec non è il nostro, che il monastero di Decani e di Gracanica non sono  nostri!”.

Perfino la folla senza nome degli hooligans è nota, purtroppo. Non sono dei semplici delinquenti. Il sociologo Ivan Colovic ha già notato - nel libro The Politics of Symbol in Serbia - come agli inizi delle guerre dell’ex-Yugoslavia la violenza si trasferì dagli stadi ai campi di battaglia una volta che i  temi dell’identità etnica e della grande Serbia cominciarono a dominare il folklore dei fan del calcio.

Oggi siamo di fronte alla stessa follia nazionalista che negli  anni 90 diresse l’apparato repressivo dello stato serbo contro il Kosovo e causò danni irreparabili a generazioni di albanesi. Un’amnesia assurda si è impadronita del discorso dominante sull’indipendenza del Kosovo in Occidente, e troppo spesso non si fa più menzione delle perdite sofferte da una nazione che all’improvviso fu privata di tutti i suoi diritti, i cui cittadini furono forzati in massa a lavorare nell’economia informale, e i cui figli furono confinati a un sistema scolastico improvvisato e inadeguato. Per completare questo quadro, dobbiamo aggiungere che nel 1998 Belgrado sguinzagliò la polizia e l’esercito contro gli albanesi con una brutalità inusitata, e provocò l’intervento NATO. Il resto lo conosciamo. Nessuno ha rubato il Kosovo alla Serbia. La Serbia ha perso il Kosovo tutta da sola.

Nonostante la retorica, non ci possono essere equivoci su quali siano le intenzioni di Kostunica e del suo governo. L’ideologia fondamentalista che lega l’esistenza della Serbia a una visione altamente romantica della storia medievale del Kosovo incoraggia attivamente la violenza contro chiunque non sia d’accordo, dovunque esso si trovi.  Questa ideologia non si cura della legge. Per Kostunica, la legge internazionale e la risoluzione dell’ONU 1244 sono come il menù di un ristorante dove può scegliere solo quello che gli piace: la sovranità sì, l’autodeterminazione, i diritti umani e il rispetto del tribunale dell’Aja no.

Infatti, la Serbia non ha mai messo in atto le prescrizioni della tanto invocata 1244. Ha boicottato tutte le elezioni che dal 2001 si svolgono in Kosovo sotto l’egida delle Nazioni Unite. E adesso ha ordinato a tutti gli impiegati serbi delle istituzioni locali e internazionali – principalmente la polizia e i tribunali – di lasciare il proprio posto.

Molti commentatori dicono che la Serbia deve scegliere tra l’ingresso nell’UE o l’avvicinamento alla Russia. Stando ad Andrej Nosovo e Dragan Popovic, sembra che la Serbia abbia già perso l’ennesima chance di scegliere un futuro democratico, questa volta a causa della svolta autoritaria imposta da Kostunica. Nel 2003, un clima da linciaggio politico portò all’assassinio di Zoran Djindjic, il primo e unico leader serbo veramente pro-occidentale. I tempi oggi sono specialmente pericolosi per il nemico interno: gli attivisti dei diritti umani, i media indipendenti e il Partito Liberale. Sono loro che hanno bisogno del nostro aiuto.

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41 COMMENTS

  1. Siamo alla follia pura!
    Cara sig.ra Di Lellio, lei diventa ogni volta più stupefacente. E’ incredibile come possa attaccarsi a tutto pur di dare contro alla Serbia. Lei dice una marea di inesattezze senza neppure rendersene conto. Il povero Djindjic, che lei esalta come unico vero politico filo-occidentale (come se Boris Tadic fosse un emulo di Stalin..), si era anch’egli espresso categoricamente contro la secessione del Kosovo. Cara sig.ra Di Lellio, lei non ha ancora capito che i serbi che sono disposti a vendere la loro dignità e a farsi umiliare dal mondo si contano sulle punte delle dita! Questa scellerata decisione di Europa e Stati Uniti avrà conseguenze TRAGICHE per tutto il mondo, a lungo termine! Non se ne è ancora resa conto? E poi lei fa presto a parlare di delinquenti.. Cara signora, lei ha accuratamente evitato di precisare che il ragazzo rimasto malauguratamente ucciso nel rogo dell’ambasciata americana, è un PROFUGO DI GUERRA SERBO-KOSOVARO! La fa troppo facile lei! Si metta nei panni di quel ragazzo, della sua famiglia e di altre migliaia di persone che hanno subito le stesse tragedie per colpa della NATO e dell’UÇK! Qui si continua a fare disiformazione in un modo vergognoso! E’ ora di finirla con il gettare sulla Serbia di oggi le colpe di Milosevic. Tutti i cambiamenti democratici che vi sono stati in Serbia dal 2000 a oggi non sono stati minimamente valorizzati dall’Occidente. Non avete ancora capito che con la Serbia non si devono usare le maniere forti? Non avete ancora capito che questo atteggiamento strafottente e arrogante non fa altro che aumentare il senso di frustrazione tra quelle migliaia di onesti e civili cittadini serbi che si sentono traditi da voi? Non avete ancora capito che continuando così il Partito Radicale conquisterà sempre più consensi? E’ chiaro che ci sono anche dei delinquenti e dei fanatici tra i serbi, chi può negarlo? Ma bisogna finirla con il dipingere come “estremisti” le migliaia di cittadini serbi che in questi giorni stanno manifestando pacificamente in quasi tutti i paesi d’Europa per urlare al mondo la realtà dei fatti, ossia che IL KOSOVO E’ SERBIA! E non mi stancherò mai di dire: ONORE AL CORAGGIOSO POPOLO SERBO PER LA LEZIONE CHE CI STA DANDO IN QUESTI GIORNI! ONORE A QUESTA GENTE CHE NON BARATTA LA DIGNITA’ DI UNA NAZIONE! ONORE AI SERBI, GLI EBREI DEL VENTUNESIMO SECOLO! Tenete duro fratelli, prima o poi le ingiustizie finiranno!

  2. Mitologia sciovinisto-ortodossa serba
    Analisi pienamente condivisibile. Molto efficace, in particolare, la considerazione:”L’ideologia fondamentalista che lega l’esistenza della Serbia a una visione altamente romantica della storia medievale del Kosovo incoraggia attivamente la violenza contro chiunque non sia d’accordo, dovunque esso si trovi.”.

  3. A.D.L.C.
    Lei continua a snocciolare falsità con la classica pervicacia e faccia tosta degli usa e dei loro finanziatori ( sa certo bene a chi mi riferisco vero? dato che sono anche i suoi )dai quali ha assorbito in pieno la mentalità aggressiva verso chiunque non faccia i loro interessi!
    Dato che ha sposato un americano cara sig.ra Anna di Lellio CRAWFORD e ha la la cittadinanza americana, faccia un atto di onestà, se ne è capace, rinunci alla nazionalità Italiana e restituisca il passaporto al suo amico baffetto dalema, almeno non dovremo più vergognarci di annoverarla tra i nostri connazionali, che già il succitato baffetto e suoi accoliti ci fanno vergognare a sufficenza.
    So benissimo che questa mia non verrà pubblicata, ma spero che almeno qualcuno la riferisca a lei.

  4. Ritvan Shehi
    va bene che sei albano/kosovaro, ma proprio tu parli di :L’ideologia fondamentalista e di una visione altamente romantica della storia medievale del Kosovo?
    e voi che ancora state a nominare a ogni piè sospinto illiri e compagni cosa fate?
    Almeno un po di coerenza quando scivi dai !!!!!!!

  5. Scommessa
    Cara redazione
    Visto ? ho vinto la scommessa che il mio commento all’autrice dell’articolo non lo avreste pubblicato!!
    EVVIVA quale è il premio per la vincita?
    Eppure non c’erano parole offensive o scurrili,solo la mia modesta opinione, ma sicuramente all’autice le critiche non piacciono, classico della mentalità americana

  6. Origine illirica degli albanesi
    Antonio scrive: “va bene che sei albano/kosovaro…,”
    Non va affatto bene, fratello, poiché io non ho mai detto di essere albano-kosovaro, visto che non lo sono: sono albanese e basta. Va bene (si fa per dire) inventarsi miti fondanti medievali, ma cambiarmi le carte in tavola sulla MIA origine personale, no, eh, ogni limite ha una pazienza, come diceva il buon Totò!:-)

    “ma proprio tu parli di :L’ideologia fondamentalista e di una visione altamente romantica della storia medievale del Kosovo?
    e voi che ancora state a nominare a ogni piè sospinto illiri e compagni cosa fate?”
    “Voi” chi, fratello? Ah, ti riferisci forse a quello che circola nella comunità scientifica internazionale, di cui così parla la Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_Albania)?

    “Most scholars consider that Albanians are direct descendants of an Illyrian tribe that was named “Albanoi,” which was located in modern-day Albania… Other scholars dispute this and claim that Albanian derives from a dialect of the now-extinct Thracian language. Some others believes the majority of the Illyrians were conquered and/ or assimilated by the invading Slavic peoples after the fall of the Roman Empire….Those who support the Illyrian-Albanian continuity theory maintain that all Illyrian tribes, except the Albanians, were assimilated or driven southwards into Albania and Greece during the Early Middle Ages after the waves of migrating barbarians. A formidable mountain homeland and resilient tribal society enabled the Albanians to survive into modern times with their identity and their Indo-European language intact. According to these scholars, the name ‘Albania’ is derived from the name of an Illyrian tribe called the Arbër, or Arbëreshë, and later Albanoi, that lived near Durrës.”

    Dici che quegli scienziati son tutti al soldo degli albanesi, che li pagano coi proventi della droga e delle mignotte?:-)

    “Almeno un po di coerenza quando scivi dai !!!!!!!”.
    Riferirò ai sullodati scienziati le tue lamentele, fratello:-).

  7. Eh, non ci son più i kamerati di una volta!
    “ONORE AI SERBI”…mj23

    E io direi di aggiungerci pure:”BOIA CHI MOLLA!” E “A NOI!”…oppsss…pardon, forse ho fatto un po’ di confusione…ho letto da qualche parte che il DVX mica li vedeva tanto di buon occhio i serbi e sicuramente preferiva loro gli albanesi…E si sa che il buon DVX aveva sempre ragione…o no?

  8. Kosovo
    ma come.. in kosovo passiamo dai criminali serbi al santo Taci che ha detto che chiudera’ i rapporti con l’uck perchè vuole diventare un bravo ragazzo e intanto non esiste piu’ un monastero che non sia diventato il cesso pubblico del paese.. e che dire dei gasdotti che potevano rendere soldi ai serbi e che adesso renderanno quattrini ai mafiosi ? .. e che dire della base americana nel cuore dell’Europa ?.. e che dire dei mussulmani italiani che inneggiano perchè un’altra nazione è diventata mussulmana e l’ortodossia finira’ presto ?.. ma si sa’.. è piu’ facile rubare territori ed economia che lavorare per la pace che non interessa nessuno.. la guerra è la fonte di maggior lucro nel mondo.. meglio ancora del petrolio.. lina

  9. UN’ANALISI LUCIDA E OBIETTIVA!
    Davvero complimenti per la lucida e obiettiva disamina della questione serba (e kossovara). Il fatto è che non c’è peggiore sordo di chi non vuol sentire: qui c’è un deficit di educazione storica e democratica da parte di alcuni popoli che continuano ad alimentarsi di miti e leggende medievali per non guardare in faccia la realtà! E poi basta questa favola del Kossovo culla dei serbi: sarebbe come se gli austriaci dell’Ottocento per giustifcare il dominio germanico sul Lombardo-Veneto ricorressero al mito dei…. Longobardi! E poi vorrei ricordare ai nazionalisti serbi che i loro tradizionali padrini russi hanno pure dovuto fare a meno della loro culla storica, cioè l’Ucraina, senza batter ciglio…..Mica si campa sempre di medioevo! Ogni tanto si pensa pure all’economia, come sta facendo egregiamente, alla faccia del Kossovo, indipendente o meno, la Russia di Putin con l’azienda energetica di Stato serba: siamo nel 2008 mica nel 1389! Evidentemente a Belgrado qualcuno non se n’è ancora accorto. E ordina ai serbi che lavorano in Occidente di sfilare in corteo in sintonia con i nazionalisti di Belgrado, portando oltre alle bandiere patrie anche qualche icona con un “santo” ortodosso un po’ particolare: Karadzic, ricercato dal tribunale dell’Aia come criminale di guerra! E ancora superprotetto dal regime di Belgrado.

  10. Premesso che non s’è
    Premesso che non s’è degnata di scrivere mezza riga per quel povero ragazzo morto bruciato figlio di profughi serbi dal Kossovo, nel suo perfetto stile americano totalmente privo di umanità, vorrei ricordare lo splendido discorso di Kostunica:

    “Kosovo. Questo è il primo nome della Serbia. Il Kosovo appartiene alla Serbia. Così è stato fin dall’alba dei tempi e così sarà per sempre. Non c’è nessuna forza, nessuna minaccia nessuna punizione abbastanza severa ed orribile che può fermare il popolo serbo”. ” Quale legge divina, umana o europea abbiamo trasgredito? Quale accordo non abbiamo osservato? A chi non abbiamo steso la maso di amicizia e di cooperazione, offrendo ciò che non è mai stato offerto a nessuno. I potenti del mondo dicono- ciò non basta. Basterà, dicono loro, quando voi serbi accetterete di essere umiliati. Quando firmerete la vostra umiliazione. Nessuno mai avrà il mandato del popolo serbo per acconsentire a un commercio così indegno. Nessuno e mai!”

    Onore al popolo Serbo!

  11. Cara sig.ra Di Lellio,
    Cara sig.ra Di Lellio,
    ma perchè non parla delle centinaia di migliaia di serbi massacrati dagli albanesi del Kosovo?
    E perchè non dice che Thaci è un ex terrorista dell’ UCK?
    Sa….la verità sta sempre a metà strada, non solo da una parte come lei ci vuol far credere!

  12. Kosovo
    è incredibile.. prima si rubano i territori alla serbia e poi ci si preoccupa della democrazia in serbia..
    da che pulpito !!!

  13. Una soluzione semplice
    Visto che è l’occidente che ci tiene tanto agli albanesi del Kosovo, lo stesso occidente che ha creato in modo analogo lo stato di Israele, ci sarebbe la semplice soluzione di creare uno stato Kosovaro all’interno di uno degli stati che ci tengono tanto, come la Francia, la Germania o l’Italia. Per esempio si potrebbe creare uno stato indipendenta kosovaro in Bretagna e lasciare così libera la Serbia ai serbi. Sarebbe qualcosa di molto occidentale.

  14. Completamente d’accordo con
    Completamente d’accordo con mj23.Allora via i serbi dal Kossovo,dalla Bosnia,da ogni altro angolo della ex Jugoslavia e così per i russofoni e ogni altra minoranza.Il vaso di Pandora è aperto.ps:anche Maglie è “bolscevica” o “folle nazionalista serba”?

  15. Vorrei consigliare ai
    Vorrei consigliare ai lettori (non e’ colpa loro, tutti, dai nazionalisti serbi ai media occidentali fanno lo stesso) che continuano a ripetere il mantra “Kosovo culla della nazione e civilta’ serba,” il capitolo di un libro di cui ho curato l’edizione (The Case for Kosova. A Passage to indipendence, Anthem Press, 2006). E’ il primo capitolo del libro, scritto da Isa Blumi, uno studioso americano di storia ottomana. Blumi spiega molto bene come la mitologizzazione serba della storia medievale del Kosovo sia costruita su una rappresentazione inaccurata della storia. E non menziona gli Illiri, che pure sono tra gli antenati degli albanesi. L’impero guidato da dinastie serbe, dice Blumi, ha la sua “culla” non in Kosovo ma a Rascia, a nord del Kosovo. All’apogeo della sua gloria, questo impero comprese il Kosovo ma anche parte della Grecia moderna. Prima della conquista ottomana e per qualche tempo dopo la conquista ottomana, tutti quelli che vivevano in Kosovo – slavi, albanesi, greci, etc. – furono o cattolici o ortodossi. L’affiliazione a una o l’altra fede non era influenzata da identita’ etniche, linguistiche o culturali, ma rifletteva la realta’ politica del tempo, in cui identita’ settarie coincidevano con la gerarchia istituzionale degli stati. E’ anacronistico, scrive ancora Blumi, pensare che il Kosovo abbia avuto una identita’ etnica puramente serba, quando invece attraverso la sua storia di terra di passaggio e confine, questa regione vide crescere una societa’ dall’identita’ naturalmente fluida e multipla. Quello fu il medioevo. Ora siamo nel 2008, dieci anni dopo una guerra che fu condotta dalla NATO per fermare i massacri di albanesi perpetrati dallo stato serbo, venti anni dopo la svolta autoritaria di Milosevic che illegamente cambio’ la costituzione yugoslava e tolse al Kosovo l’autonomia e tutti i diritti fondamentali di una democrazia, incluso il diritto di ricevere un’educazione nella propria lingua madre. Ci sarebbe sa scrivere una storia dei “se.” Se il regno della Yugoslavia prima, la repubblica socialista poi, fossero riusciti ad evitare la centralizzazione autoritaria del potere, a garantire i diritti alle altre nazioni come quella albanese nel Kosovo, a realizzare una vera e propria confederazione, a mollare l’egemonia serba sull’apparato statale, forse il Kosovo (ma anche le altre repubbliche) sarebbero ancora nello stesso paese. Forse. Questa e’ storia ipotetica. Ma non e’ successo cosi’. Nel 1989 tutta l’Europa Orientale scelse la democrazia. Oggi e’ parte fondamentale della UE. La Serbia scelse il nazional socialismo di Milosevic. E perse tutto. Anche il coraggio di riconoscere i propri errori.
    Il giovane morto per le inalazioni di fumo dentro l’ambasciata americana era li’ ad attaccare un edificio e i suoi abitanti, se ci fossero stati. Privatamente, mi dispiace della sua sorte infelice e della sua morte inutile. Se la polizia non avesse dato il segnale alla folla che le era permesso di scatenarsi, se fosse intervenuta in tempo e avesse invece fermato la folla, quel giovane sarebbe ancora vivo. Non ho menzionato la morte del giovane perche’ il mio articolo non e’ sulla la connivenza della polizia con i manifestanti violenti. (Il Ministero degli Interni, diretto da un uomo del partito di Kostunica, ha sede a 150 metri dall’Ambasciata americana, ma ci sono voluti 45 minuti per intervenire). Il mio articolo e’ sulla folla pacifica che legittima il programma nazionalista e aggressivo di Kostunica, Nikolic, e della Chiesa Ortodossa. E’ lo stesso programma di Milosevic, Nikolic e della Chiesa Ortodossa negli anni 90. Perse allora, ha perso anche oggi.
    La mia simpatia e il mio sostegno concreto vanno agli attivisti ed intellettuali serbi che sono impegnati da anni a lottare contro questa politica con forti rischi personali e spesso nel disinteresse dei politici europei ed americani. Questi ultimi hanno continuato a credere che Kostunica fosse un moderato e potesse essere un alleato. Eccolo, invece, che preferisce Putin a loro.

  16. Carissima Anna
    Se volevate un nuovo stato, un nuovo muro, una nuova frontiera che è tutto tranne il cercare la pace, quindi se volevate ancora di piu’ fare guerra in una zona gia’ cosi’ tanto martoriata , potevate almeno cercare una via democratica per salvare la faccia…
    Rubare territori e metterci a capo la mafia non è tanto democratico come voi predicate..
    allora anche in bosnia dovrebbe esserci l’annessione della parte serba alla madrepatria, ma siccome loro la chiedono democraticamente oggi nel 2008 che voi dite che non è piu’ medioevo non gli viene concessa
    insomma tutti si dovrebbero comportare modernamente e voi potete oggi rubare e didtruggere chiese… i serbi stanno dando una lezione di vita al mondo, mentre voi o comunque chi difende l’illegalità non fa altro che confermare l’evidenza : solo e solamente l’interesse al profitto economico

  17. Repubblica di KOSOVA
    Repubblica di Kosova

    26/02/2008
    Ore,17.00

    Voglio dire che la RFS Jugoslavia si è spaccata perchè,Tito aveva creato uno
    “stato artificiale”.Poi,nell’anno 1989,anche il grande assassino Slobodan Milosevic
    voleva,come Tito,creare una grande serbia artificiale,ma non c’e riuscito.Ora non c’e
    piu’ Tito,e non c’è piu’ Milosevic:bisognoa che i serbi si abituino all’idea di vivere nella
    loro terra.I serbi si sentivano superiori e dicevano che la Slovenia è loro la Croazia è loro,
    la Bosnia è loro il Montenegro è loro,il Kosova è loro solo perchè c’è qualche chiese ortodossa
    costruita in tempo di occupazione.Eh NO! adesso la serbia avrebbe bisogno di essere
    democratica e rispettare gli Ungheresi che vivono in autonomia in Vojvodina e nella
    regione di Sandzak(Bosn.)e anche gli Albanesi che vivono in Presheve,Bujanovc e
    Medvegje.Cosi’ la serbia,per essere democratica,dovrebbe accettare di vivere
    entro i suoi reali confini.Il Kosova è uno stato sovrano e democratico e i
    serbi stanno sbagliando quando vogliono a tutti i costi tenere in vita le
    opinioni dell’assassino Sllobodan Milosevic.Soprattutto sta sbagliando
    Slobodan Samardzic che non lascia in pace i serbi che vivono nella
    REPUBBLICA DI KOSOVA,e gli intellettuali di serbia’ che parlare sottovocè.

    Con rispetto,
    Arsim MULLIQAJ
    Republika e KOSOVES

  18. DI LELLIO
    La Signora Di Lellio deve avere il pudore di dimettersi dalle cariche che improvvidamente le sono state affidate dall’Onu.
    E’ disgustoso che una persona così faziosa possa essere inviata quale rappresentante della comunità internazionale in aree delicatissime come il Kosovo, dove evidentemente Lei ha fatto gli interessi di una parte soltanto.
    Da persone così provengono le guerre e i pericoli per la pace internazionale.
    Come cittadino italiano, io La ripudio come mia rappresentante, Sig.ra Di Lellio.
    La mia Italia e la mia Europa non hanno nulla a che vedere con Lei, egregia signora.
    Lei vuole annientare la cristianità, io salvarla.
    Ed agli amici albanesi del forum, dico: attenti, questa persona vi inganna, perchè lei non vuole il vostro bene, ma vuole farvi fagocitare dal mondo musulmano, mentre voi albanesi siete parte integrante dell’Europa e dell’Occidente.
    La soluzione del problema kosovaro non sta in personaggi come questa Di Lellio, che agisce alle direttive della ummah islamica e si è introdotta nel sito “L’Occidental” per propagare il suo razzismo filomusulmano, antislavo ed anticristiano.
    Viva l’Albania Cristiana, viva il Kosovo pacificato nel segno della cristianità.

  19. Lina,la Republica Srpska
    Lina, la Republica Srpska e’ il risultato della pulizia etnica serba, un construtto artificiale che e’ stato pensato in quel modo all’interno della Bosnia creata da Dayton, dopo il massacro vile di Srebrenica, per il quale non sono stati ancora puniti i responsabili, anche grazie a Kostunica & Co. Tadic non ha il coraggio che ebbe Djindjic a far fuori Milosevic e non riesce a consegnare alla giustizia Mladic e Karadzic. O non vuole. In ogni caso, la sua posizione e’ poco tenibile. Non esiste nessun paragone serio tra la RS e il Kosovo. La rinvio, per una spiegazione piu’ erudita del problema, al mio libro, precisamente al capitolo scritto da Janusz Bugajski, del Center for Strategic and International Studies (CSIS), Washington. Le do un consiglio, se e’ interessata al benessere della Serbia. Pensi al modello tedesco. Alla fine della seconda guerra mondiale, la Germania era piegata, uno stato paria, occupato da paesi stranieri. C’e’ voluto qualche decennio ma si e’ ripresa, ha chiesto scusa alle vittime della propria brutalita’ nazionalista, le ha compensate, e si e’ avviata a diventare un paese rispettato e una potenza mondiale. Quello dovrebbe essere il cammino della Serbia. Senza quel passaggio, non esiste futuro possibile o desiderabile.

  20. Serbia
    carissima Anna, ti ricordo che i serbi hanno subito milosevic fino a quando l’hanno buttato fuori per non avere piu’ criminali al governo mentre il kosovo si è andato a cercare un criminale per governare. i crimini di guerra ci sono da molte parti ma guarda caso conosciamo solo quelli serbi.. proprio a srebrenica il criminale serbo che non era nell’esercito.. era un criminale e basta.. ha contrattato la strage .. ma non è stata la prima.. è stata l’ultima di una grande serie.. nelle fosse comuni si sono trovati serbi, croati, mussulmani…gente di diversa nazionalità perchè le stragi le hanno fatte tutti… volere o volare gli albanesi hanno iniziato ad occupare il Kosovo perchè la propria patria era piccola .. fino a qua tutto bene.. anche gli italiani sono andati per esempio a new york o in argentina, ma non hanno rivendicato diritti territoriali, hanno rispettato chi li ha ospitati.. naturalmente non tutti, perchè ogni popolo ha la sua parte di delinquenti quindi anche a new york abbiamo portato la mafia, ma di certo non era la maggior parte della popolazione italiana gli albanesi potevano vivere tranquillamente in kosovo rispettando chi li aveva ospitati. c’è una maggioranza albanese ? benissimo .. scuole per gli albanesi.. ma in territorio serbo.. rubare questo territorio perchè è successo questo o è successo quello non giustifica il furto… anche gheddafi un giorno s’è svegliato e ha detto che un pezzo di mare era suo.. dopo non molto ha cambiato idea !! solo l’america si cucca cio’ che vuole.. vedi irak.. ma non per questo possiamo dire che sono democratici ! comunque l’indipendenza unilaterale ha portato a nulla.. le nazioni unite sono spaccate e qualsiasi risoluzione deve essere approvata a larga maggioranza.. pensate pure di avere il kosovo.. vi ritroverete con un pugno di mosche e comunque cominciate a combattere la mafia che c’è all’interno o vi ritroverete col 100% di disoccupazione invece che col 50% come c’è ora

  21. Dica la verità che non le
    Dica la verità che non le piace l’attuale situazione della Bosnia post Dayton. Avrebbe magari preferito i Serbi sparsi in tutta la Bosnia e fra una decina d’anni ritrovarsi in una situazione simile al Kossovo? Lo sa che in BiH ci sono forti investimenti stranieri soprattutto dai ricchissimi emirati arabi e che ormai certi quartieri di Sarajevo, una volta popolati dai Serbi, oggi sono totalmente stravolti e i giovani ormai sempre di più assomgliano ai giovani dei paesi arabi anzichè a degli Europei? I Serbi non si dimenticheranno mai del Kossovo. Nessuno s’illuda.

  22. La “culla” dei serbi
    >Vorrei consigliare ai lettori (non e’ colpa loro, tutti, dai nazionalisti serbi ai media occidentali fanno lo stesso) che continuano a ripetere il mantra “Kosovo culla della nazione e civilta’ serba,” il capitolo di un libro di cui ho curato l’edizione (The Case for Kosova. A Passage to indipendence, Anthem Press, 2006). E’ il primo capitolo del libro, scritto da Isa Blumi, uno studioso americano di storia ottomana. Blumi spiega molto bene come la mitologizzazione serba della storia medievale del Kosovo sia costruita su una rappresentazione inaccurata della storia. E non menziona gli Illiri, che pure sono tra gli antenati degli albanesi. L’impero guidato da dinastie serbe, dice Blumi, ha la sua “culla” non in Kosovo ma a Rascia, a nord del Kosovo. All’apogeo della sua gloria, questo impero comprese il Kosovo ma anche parte della Grecia moderna….Anna Di Lellio< Isa Blumi? Con quel nome è sicuramente uno sporko muSSulmano, magari in combutta con Bin Laden!Vade retro!:-):-) Cara Anna, cercare di spiegare ai serbi e ai loro sodali che la culla dei serbi non è in Kosovo ma più a nord è come tentare di lavare la testa all'asino: si spreca tempo, fatica, sapone e si rischia pure di beccare qualche calcio. Non c'è bisogno di scomodare il sullodato Isa, sodale di Bin Laden o a libro paga della CIA, a piacere:-) per capirlo: basta collegare il cervello, trovare in rete la mappa dell'impero Bizantino nel VII secolo per capire che le carovane delle tribù serbe potevano stabilirsi direttamente in Kosovo solo se...aviotrasportate:-) (sarebbe un po' come se gli statunitensi chiamassero la California o il Texas "culla storica degli USA", invece che gli insediamenti dei primi 13 stati della Costa Orientale:-)). E' naturale che le tribù serbe si siano in un primo tempo stabilite - come dice Blumi - più a nord. E che solo in quello che Blumi definisce "apogeo della sua gloria", ovvero l'impero serbo di Stefan Dusan del XIV secolo, lo Stato serbo inglobò oltre il Kosovo ( occupato solo nel XII secolo dai primi sovrani serbi della dinastia Nemanjic: cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Kosovo), anche l’intero territorio in cui si trova l’odierna Albania e anche il nord della Grecia (tranne il Peloponneso). Infatti, Dusan si definiva “Imperatore dei serbi, bulgari, albanesi e greci”(e a ‘sto punto un terribile dubbio mi assale: stando così le cose, non sarà, invece, la Grecia la “culla storica” dei serbi e allora dovremmo dargliene un pezzetto per ricordo?:-)). Sono fatti storici ben accertati che i media occidentali non menzionano volentieri, certo, ma se uno ha veramente interesse a conoscere la Storia al di là dei miti nazionalisti di uno o dell’altro, consulta una buona enciclopedia (ce ne sono per tutte le tasche, anche gratis, come la Wikipedia, a meno che uno non sospetti che quest’ultima sia al soldo dei muratori albanesi in Italia:-)) mica aspetta che lo illumini Emilio Fede, “Telekabul” o “La settimana Enigmistica”. E si fa anche qualche domandina-ina-ina, del tipo “Come mai se i serbi sono indubbiamente calati nei Balcani a partire dal VI-VII secolo, i loro edifici religiosi più antichi in Kosovo, loro supposta “culla storica”, risalgono al massimo al XII secolo? O che ci han messo 5 secoli per imparare a costruire una chiesa come Dio comanda?:-)”. Il problema vero, cara Anna, è che molti vogliono sentirsi dire solo le cose su cui sono già convinti nel loro intimo irrazionale, il cosiddetto “wishful thinking”. Come quel tizio qui sopra nei commenti che imputa all’UCK l’uccisione di “centinaia di migliaia di serbi”: se collegasse meglio il cervello alla tastiera capirebbe (forse, ma non ne sono affatto sicuro) che – se la demografia ufficiale del Kosovo degli ultimi anni non è solo un’opinione – per trovare qualche centinaio di migliaia di serbi da far fuori l’UCK avrebbe dovuto invadere la Serbia:-), visto che TUTTI quelli residenti in Kosovo non arrivavano a quel tempo a 200 000 ! P.S. Un’ottima, nonché succinta, storia del Kosovo in italiano (peccato, però, che inizi dall’occupazione ottomana) la si potrebbe trovare all’URL: http://isole.ecn.org/kosova/testo01.htm PSS.Anche Wikipedia in italiano (http://it.wikipedia.org/wiki/Kosovo) non è male in quanto a sfatare miti: in sostanza ci dice che: 1. “Dalla metà del IX secolo sino al 1014 la regione fu occupata da Slavi provenienti da est, i Bulgari”. O che facciamo un testa o croce a chi tocca averlo oggi il Kosovo, fra Serbi e Bulgari?:-) 2.”La Prima battaglia del Kosovo avvenne sul campo di Kosovo Polje il 28 giugno 1389, quando il puling knez (principe) di Serbia, Lazar Hrebeljanović, radunò una coalizione di soldati cristiani, composta da Serbi ma anche da Bosniaci, Magiari, Albanesi.” (questo la Wiki non lo dice, ma i due principi albanesi che presero parte alla battaglia nel campo cristiano furono Ballsha e Muzaka). 3. A dispetto del “chiagne e fotti” mitologico serbo sul “cataclisma” di Kosovo Polje, la solita Wikipedia al soldo degli albanesi:-) ci dice che:”Malgrado la battaglia sia stata mitizzata come una grande sconfitta serba, all’epoca l’opinione era divisa fra chi affermava che si fosse avuta una disfatta serba, un pari sostanziale e addirittura una vittoria serba. La Serbia mantenne infatti la propria indipendenza e lo sporadico controllo del Kosovo fino alla sconfitta finale del 1455, a seguito della quale la Serbia e il Kosovo diventarono parte dell’Impero Ottomano e un alleato dei Turchi.” 4.A proposito dei serbi “baluardo della civiltà cristiana contro i turchi”, così scrive la Wikipedia sulla seconda battaglia del Kosovo: “La Seconda Battaglia del Kosovo fu combattuta lungo l’arco di due giorni nell’ottobre del 1448, fra una forza ungherese comandata da Giovanni Hunyadi e un esercito ottomano guidato da Murad II….l’esercito ungherese fu sconfitto in battaglia e cacciato in fuga….l’eroe albanese Skanderbeg non prese parte alla battaglia. Quando le sue truppe albanesi si mossero per unirsi a quelle ungheresi, esse caddero in un’imboscata tesa loro da Đurađ Branković e non giunsero mai sul campo di battaglia.”. E chi era il buon Đurađ Branković? Ma il capo dei serbi, naturalmente, nonché suocero del Sultano Ottomano! Alla faccia del “baluardo”!:-) Vabbuo’, per ora finiamola qui con le castronerie miticheggianti serbe…..

  23. due consigli ai lettori
    Primo, non usate linguaggio razzista e ignorante quando parlate di persone, nazioni e religioni. Lascia un sapore amaro in bocca a chi lo legge, e non nobilita certo chi lo scrive. “Sporco” non e’ un aggettivo da associare ad esseri viventi, a meno che non vi riferiate a qualcuno che sia evidentemente sporco (un bambino che si e’ fatto addosso, un adulto che si e’ versato il sugo degli spaghetti addosso, etc.)

    Secondo, non usate wikipedia quando ragionate di cose serie come la storia, non e’ una fonte completamente credibile e certamente non su questioni che richiedono ricerca e conoscenza profonda. E’ il primo avviso che do ai miei studenti: se citate wikipedia vi boccio.

    Sul Kosovo e la Serbia, vi consiglio di consultare Noel Malcolm, ricercatore ad Oxford, All Souls College. Malcolm e’ uno storico poliglotta, autore di un volume sulla Bosnia e un altro sul Kosovo, ma oggi curatore dell’opera completa di Hobbes e un’autorita’ mondiale sul pensiero politico di Hobbes. Anch’egli ha scritto due capitoli per il mio libro A Case for Kosova e l’altro giorno ha succintamente risposto sul Telegraph di Londra alla questione “storica” del Kosovo. Malcolm scrive che la storia dei Serbi nei Balcani comincio’ nel VII secolo, ma il loro potere si basava fuori del Kosovo, che conquistarono completamente solo nel tredicesimo secolo. Il Kosovo non e’ mai stato la loro culla. I Serbi governarono il Kosovo per 250 anni, fino alla conquista Ottomana nella meta’ del quindicesimo secolo. Le chiese e i monasteri di quel periodio restarono in Kosovo, ma non esiste alcuna continuita’ tra la Serbia medievale e quella moderna, come non ne esiste alcuna tra l’impero bizantino e la Grecia monderna.

  24. Mi fischiano le orecchie:-)
    Cara Anna
    Veramente io ho scritto “sporKo”, con la kappa, non “sporco”, e ho scritto pure “muSSulmano”. Era chiaramente ironico, ma forse il tuo sense of humour ti fa difetto in questo momento, dovendo tu in questi giorni confrontarti con le accuse allucinanti – quelle, sì, serie – che ti scagliano addosso i veri razzistoidi filoserbi.
    Per quanto riguarda la Wikipedia, come principio generale, ti faccio dono di una perla di saggezza che citava spesso il mio vecchio prof di francese, un poliglotta di una sterminata erudizione:”Ragazzi, vocabolari ed enciclopedie sono come gli orologi: il migliore non è mai perfettamente puntuale, ma anche il peggiore è meglio di niente”.
    In particolare, la Wikipedia non è mica il regno dell’anarchia, dove chiunque possa riversare i deliri partoriti dalla sua mente malata o ottenebrata, senza lo straccio di una pezza d’appoggio. Gli articoli seri sono corredati da sfilze di riferimenti bibliografici, spesso anche linkati e, dunque, di facile consultazione in tempo reale. Per chi ha un cervello funzionante è, pertanto, abbastanza facile separare il grano dalla zizzania anche su Wikipedia.
    Nello specifico sul Kosovo, io ho copincollato la Wiki in italiano per una migliore comprensione dei commentatori, ma posso garantire che la versione wikipediesca italiana della Storia del Kosovo che consigliavo(http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Kosovo) è tradotta fedelmente da quella in inglese (http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_Kosovo). E se ci vai in quest’ultima, vedrai che c’è anche una sfilza di riferimenti bibliografici. Non c’è il testo di Malcolm (probabilmente non è disponibile online), ma c’è la replica ad esso di un prof serbo di archeologia(http://www.rastko.org.yu/kosovo/istorija/malkolm/djankovic-facts.html). E anche un sacco di autorevoli testi di entrambi gli “schieramenti”. Insomma, non siamo a livello di chiacchiere in libertà da bar sport o da comizio leghista:-).
    E la cosa più importante nel presente caso è che i curatori della voce per la Wikipedia – evidentemente dopo aver elaborato, soppesato e confrontato le fonti – dicono suppergiù le stesse cose che diciamo tu, io e anche Malcolm, in merito ai miti serbi della “culla”, del “baluardo” and so on, che diversi commentatori serbofili ci stanno riversando addosso in quantità industriale. E se la Wikipedia non sposa pienamente le tesi albanesi, certamente fa capire a chiare lettere che su quella terra contesa i cosiddetti “diritti storici” dei due popoli più o meno si equivalgono. Ogni persona dotata di un minimo di raziocinio, dopo aver letto quella voce della Wiki, dovrebbe capire che come non ha senso chiedere di rispedire i serbi nelle steppe asiatiche da cui senza ombra di dubbio calarono nel VI-VII secolo e si insediarono in Kosovo nell’XI-XII, così non ha senso trattare i kosovaroalbanesi come gente arrivata col gommone che approffittò della sanatoria della Bossi-Fini in salsa serba:-) per emigrare in Kosovo.
    Dunque, un po’ di pietà:-) per i tuoi studenti “saccheggiatori” della Wikipedia, cara professoressa: al limite chiedi loro anche i riferimenti bibliografici su cui è stata costruita la voce e, se tali riferimenti ci sono e sono seri, potresti pure chiudere un occhio e promuoverli:-).

    Cordiali saluti (e si rilassi e la prenda con un po’ più di filosofia:-) ).

  25. Ma Perchè ?
    Si dico io, ma perchè incaponirsi a cercare di far ragionare chi queste cose le dice per mestiere, che è una inviata dell’ONU in Kosovo, dove insegna in una scuola di ” Giornalismo” e che,pur essendo Italiana di nascita,ha studiato in america,di cui ha anche la cittadinanza, che ha sposato uno di loro e là ha la famiglia e quando non è impegnata ad indottrinare qualcuno vi risiede?
    Ma dai, troviamoci qualcosa di più bello da fare e lasciamola a scambiarsi complimenti con chi la pensa come lei.
    Come dice qualcuno “La migliore risposta e IGNORARLA” !!
    http://commentisfree.guardian.co.uk/anna_di_lellio/profile.html

  26. Appunto e figuriamoci se
    Appunto e figuriamoci se esiste un collegamento tra gli antichi Illiri e gli albanesi odierni!
    La questione fondamentale non è se il Kossovo è la culla o meno dei Serbi, certamente non lo è degli albanesi; tra l’altro cosa si dovrebbe dire allora dell’Istria e della Dalmazia che sono state approssimativamente per duemila anni terre prima romane e poi venete come si può facilmente notare ancora oggi?
    La questione fondamentale è che si è voluto strappare illegalmente un pezzo di terra importante ad un popolo creando un precedente a dir poco foriero di mille rivendicazioni per lo più maggiormente fondate e legittime. Si ricordi inoltre le centinaia di migliaia (questa volta sì caro interlocutore pseudo albanese) di Serbi morti nella seconda guerra mondiale a causa della furia nazista ben alimentata dai cari amici albanesi e albanesi-kosovari e lasci perdere gli ameriCani che ci fanno da professori.

    E mentre scrivo sento di furiose battaglie tra separatisti curdi e governo di Ankara nel nord Irak. Glielo spieghi lei e i suoi amici ameriCani ai vostri amici Turchi che devono rivedere in difetto il loro confine sud-orientale, perchè fa parte del Kurdistan e lo rivendicano giustamente i Curdi che lì sono la netta maggioranza da secoli!
    Provi a spiegarglielo con la stessa arroganza con cui cerca di spiegare a noi la secessione del Kossovo.

  27. Prescindiamo dalle
    Prescindiamo dalle rivendicazioni territoriali storiche o storicistiche. Diciamo che il Diritto Internazionale ha ricevuta una “strana” applicazione. Il fatto che sembri una cosa del tutto normale conferma il livello di abruttimento culturale nel quale giace molta parte d’Europa, ormai del tutto incapace a distinguere tra il proprio interesse e quello altrui. Non me ne voglia, ma direi che l’analisi e’ frettolosa e ideologicamente impostata. La prevalenza di una simile impostazione, su tutto il mainstream mediatico, non conferma la giustezza della tesi, semmai, “getta una luce sinistra” (ormai dicono tutti cosi’), sulla cosiddetta liberta’ d’informazione mondiale. Da un po’ di tempo in qua accade un fatto curioso per noi che siamo sempre stati dalla parte del “mondo libero”: ci tocca di informarci in Russia.

  28. Christopher Hitchens e il trotzkismo filo islamico
    Non sono d’accordo su tutto l’impianto dell’articolo fortemente schierato e sbilanciato. E’ stata fatta carta straccia del diritto internazionale, ma questo non lo si vuole ammettere né scrivere e ci si arrampica sugli specchi. Quando poi mi capita di sentire argomenti di lana caprina sugli antichi Illiri o anche altre bellurie come quelle lette sul Corriere alcuni giorni orsono da Christopher Hitchens, che per confutare le ragioni dei Serbi, si attacca all’ipse dixit di Trotzkij a favore delle popolazioni musulmane perseguitate, allora mi dico: “Siamo sicuri che il comunismo sia stato sconfitto?”.
    Mi pare più che mai vivo e vegeto per il mondo.
    E che la dottrina dell’esportazione della democrazia sia la continuazione della “rivoluzione permanente” con altri mezzi. Tutto ciò, è ben poco liberale. E perfino ben poco “occidentale”. Semmai, accidentale.

  29. per sig.ra Di Lellio: ma scherziamo o diciamo sul serio?
    Scusi sig.ra Di Lellio, ma io ho l’impressione che lei abbia voglia di scherzare. Cioè, lei da una parte mi viene a dire che non c’è continuità tra la Serbia medievale e la Serbia moderna e poi cerca invece di insinuare un collegamento diretto tra gli Illiri e gli albanesi? Mi scusi cara signora, ma se lei ha una posizione del genere non ha davvero più senso parlare con lei. Lei sta palesemente cercando di stravolgere la realtà dei fatti in un modo neanche tanto elegante, scusi la franchezza. Prima di tutto, stabilire chi siano i “diretti” discendenti degli Illiri non può essere nè verificato con certezza nè avere un senso. Gli Illiri erano fondamentalmente costituiti da una serie di tribù affini tra loro ma che non avevano una vera e propria coscienza nazionale come possono invece avere gli albanesi di oggi. Inoltre le voglio ricordare che secondo molte fonti anche i Daci, gli antenati degli attuali rumeni latinizzati, avrebbero avuto parecchie affinità con gli stessi Illiri. E’ troppo semplicistico fare l’equazione albanesi=illiri, cara signora. Allora perchè non fare l’equazione italiani, spagnoli e portoghesi = romani? Perchè non fare l’equazione tedeschi=barbari? Tutto questo non ha alcun senso. La verità è che all’epoca in cui si formò la Serbia medievale, il termine “albanese” era ancora ben lontano dal vedere la luce. La verità è che la coscienza del popolo albanese di appartenere a una propria identità e a una propria nazione è estremamente più recente rispetto a quella dei serbi. Troppo comoda dire che gli albanesi hanno ragione per il semplice fatto che gli Illiri erano lì da sempre! Il suo è un tentativo di delegittimare la presenza dei serbi nella penisola balcanica, attaccandosi alla ridicola equazione illiri=albanesi. Quanto alle sue fonti, converrà che non possono certo essere prese come esempio di obiettività assoluta.. Perchè invece non prova a consultare attentamente anche fonti più vicine alla posizione serba e poi non le integra con le sue palesemente filo-albanesi per trovare un punto di sintesi? Cara mia signora, un po’ più di obiettività non guasterebbe…

  30. svolta autoritaria
    Invece quella degli stati che hanno approvato la banditesca indipendenza cosa è,una paterna pacca sulla spalla della Serbia?
    una volta si diceva: ci saranno pure dei giudiici a Berlino, peccato che siano emigrati tutti al tragicamente farseco ” tribunale” dell’AIA

  31. Mai Serbo come ora!
    Piu di 28.000 Albanesi (solo dal kosovo) stano in prigione in tuta Europa per spaccio di droghe pesanti. Per cosa gli servono soldi? Per vivere meglio? O forse per realizzare piano, da tempo stabilito – la grande Albania! La prima volta, una diecina di anni fa, ho visto questa cartina e pensavo che e stata fata da un maniaco, ma oggi si possono vedere da per tutto le stesse cartine con tanto di video e piani per il futuro – anche 30 anni piu avanti! Aprite gli occhi, e per il benne di tutti.

    Non ho mai visto una cartina di Serbia che si allarga, Perchè? Perchè vogliamo stare dove siamo e semplicemente VOGLIAMO ESERE LASHATI IN PACE!
    Per tutti quelli che parlano male di popolo Serbo (e non ci conoscono) lancio un invito di visitarci, di conoscerci. Rimanerete a bocca aperta della nostra ospitalita e correttezza, lo sano quelli che hanno avuto coraggio di venire (dopo tutte menzogne che hanno sentito).

    Vi posso racontare molte belle storie di Italiani in Serbia, ma lo farro solo la ultima…

    La ultima storia e di una amica italiana (giornalista) che ha avuto marito Croato che la riempiva di storie di “cattiveria” Serba. Poveretta non aveva coraggio di venire per una diecina di anni, ma dopo il divorzio decisi di andare (lo voleva tanto). Mi ha raccontato che non si e sentita mai cossi sicura e non si ricordava quando si e divertita cossi tanto. Fino ad oggi ha traversato tutta la ex Iugoslavia, parla perfettamente Serbo-Croato e ha vinto un premio per la storia che ha scritto – di Serbi che subiscono giornalmente le ingiustizie tramite media.

    La grande machina da guerra questa volta ha sbagliato di bruto, ha toccato il nervo e ha unito, dopo tanto tempo, tutti Serbi in una maniera straordinaria che non si verificava da tempo. Hanno ottenuto effetto contrario che non si aspettavano, hanno scatenato una reazione a catena che ha unito per fino tutti ortodossi del mondo.

    Dopo tanto tempo ho ricevuto telefonate dai amici Greci, Romeni, Russi.. una sensazione bellissima. Grazie, per questo sbaglio che avete fatto.
    Sinceramente, penso che ora siete Voi (malvagi), che vi dovete preoccupare.

  32. X mj23
    Ma perchè non la lasciamo a parlarsi addosso da sola ? mi sa che i matti siamo noi che le diamo importanza rispondendole a questa tale, incautamente definita ” giornalista”

  33. kosovo
    La dott.ssa Anna di Lellio, le faccio i mie complimenti per la dedizione sincera e profonda nei coinfronti del popolo Kosovaro che per secolo e stato la vittima dei slavi, mi complimento di nuovo per la sue le argumentazione cosi acute che mi viene spontane a pensare di essere un suo aluno, ne sarei veramente felice.

    Fra tante cose ci ai insegnato, che la storia non viene imparato con un clik nella wikipedia.

    Viva la liberta, la democrazia e il bene di tutti le persone del mondo.

  34. HA HA HA ALBANESI VITTIME
    HA HA HA ALBANESI VITTIME DEI SLAVI HA HA HA , E COME DIRE TEDESCHI VITTIME DEI EBREI

  35. terribile
    Questa sociologa che scrive altro non è che uno di quei prodotti della propaganda di guerra che dal ’91 getta benzina sui Balcani, al soldo di chissà chi (vorrei poterglielo chiedere di persona, magari parlarle a quattr’occhi). La signora scrive di serbi e Serbia (invito chiunque a leggere i suoi articoli ed inorridirsi), con gli stessi luoghi comuni tipici di chi la Serbia la conosce solo per sentito dire, e quei toni di inutile allarmismo “belgradofobo”, ai confini della paranoia, stile anni ’90 (per non dire anni ‘30). Poi, ogni tanto, per darsi un po’ di pudore, ci vuole ricordare che lei comunque sostiene quegli “intellettuali dissidenti serbi” (scommetto che non ne conosce nemmeno uno per nome e cognome, poi serbi, figuriamoci! Se si scrive sul Kosovo lo si deve fare assieme agli americani, i croati e gli albanesi, no?!). Tra questi intellettuali cui fa riferimento c’è senz’altro chi di Kosovo può parlare più autorevolmente di lei e di quel Noel Malcolm, lo storico di serie B che lei non dimentica mai di citare e di invitare calorosamente a leggere (si degnasse di citare qualcun altro, almeno, e dire che ce ne sono di migliori… ma si sa, la cultura ultimamente scarseggia, tra chi ha però potere di brandire la penna). Uno che ha riscritto la storia del Kosovo in chiave antiserba, guarda caso proprio nel ’98, alla vigilia dell’intervento NATO, quando l’opinione pubblica anglofona andava in qualche modo manipolata (perché sa, signora di Lellio, non siamo tutti scesi dai peri, qualcuno lo sa come funzionano le cose al mondo). Una storiella tascabile tra l’altro fortemente criticata da niente di meno che Thomas Emmert (molto di più del suo Malcolm, cara Anna, mi creda), per essere un lavoro analiticamente poco rigoroso.
    Ma grazie a Dio le dico, la Serbia ha anche degli amici autorevoli, di gente che ragiona al mondo ce n’è ancora tanta, e la voce della signora di Lellio, chiunque le stia dietro, rischierà prima o poi, cambiata la direzione del vento, di tornare finalmente ad essere inascoltata.

  36. dimenticavo
    Cara signora autrice, il fatto che tra la serbia dei nemanja e quella di oggi non ci sia continuità storica è opinione (rispettabile, ma anche non condivisibile) del signor Malcolm, che lei ci propina spacciandocelo per “grande esperto”, ma si potrebbe anche sostenere che non sia così…secoli di lotta antiturca, il fatto stesso che la chiesa ortodossa serba in qualche modo sia resistita come chiesa autocefala, e parecchie altre cose. Mi reputo persona di sensibilità intellettuale superiore a quella del suo amico storico, chieda pure a me, se ha bisogno. saluti

  37. COMPLIMENTI ALLA GIORNALISTA
    COMPLIMENTI ALLA GIORNALISTA E ALLA SUA OTTIMA ANALISI!!! COME VEDI CARISSIMA C’è MOLTA IGNORANZA IN GIRO. QUALCUNO ADDIRITURA SI CONSIDERA PIù ESPERTO DI MALCOLM??!!!…NESSUN COMENTO…
    SENZA PAROLE…
    TI RINGRAZIO PER IL CORAGGIO E PER AVER DETTO LA VERITà, TANTA PERZIOSA IN QUESTI TEMPI DIFFICILI..BUON LAVORO E MIGLIORI AUGURI…

  38. Unico rischio che questo
    Unico rischio che questo autore viene riconosciuto come pseudointeletuale(altro non lo è).Forza Europa dei popoli liberi,liberata dai pseudointeletuali pagati per gistificare interessi dei loro padroni mafiosi che opprimono tutto il mondo.Basta con la prostituzione giornalistica!Chi è pagato da Hashim Taqi certo che non puo dire niente di vero anzi somiglia alla propaganda di un certo signore che vera e libera Europa si riccorda ancora(Gebels).

  39. malcolm
    UUUh,e chi sarà mai,questo Malcolm! C’è molta ignoranza in giro,evidentemente sì,se il signor Malcolm diventa,per qualcuno di questi ignoranti,la Voce stessa della storia! Oggi per scrivere un libro serve poca fatica,ma dei buoni santi in paradiso,mi creda.

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