In vista dei ballottaggi il Cav. fa contento Bossi e frena sul referendum

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In vista dei ballottaggi il Cav. fa contento Bossi e frena sul referendum

09 Giugno 2009

Il centrodestra riscatta la delusione delle Europee col voto locale. Pdl e Lega avanzano in tutte le regioni d’Italia, minando anche roccaforti importanti del potere rosso e conquistando feudi storicamente schierati a sinistra. Il risultato: il centrodestra strappa al centrosinistra quindici province. Nessun viceversa.

Le elezioni in 4.281 comuni e 62 province torna a far sorridere la maggioranza, che non solo incassa un attestato di stima per l’attività di governo ma soprattutto dà una prova di forza sul territorio che tutti stavano attendendo. Berlusconi si deve essere ripreso quasi subito dalla “botta” delle Europee, e dopo aver ricevuto rassicurazioni dall’alleato Bossi sui ballottaggi, ha ritrovato il consueto sorriso, lasciando non poche concessioni sul campo alla Lega, soprattutto in vista del referendum elettorale del prossimo 20 e 21 giugno, per cui – ha dichiarato Berlusconi – “non è opportuno un sostegno diretto al sì”.

Il premier lo ha espresso ufficialmente in una nota di Palazzo Chigi: "Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative – si legge nella nota – hanno condiviso la necessità di un comune e forte impegno del Popolo della Libertà e della Lega Nord a sostegno dei loro candidati, per completare l’eccezionale successo della quasi totalità delle amministrazioni già conquistate al primo turno". E continua: "A tal fine hanno garantito il loro personale coinvolgimento nelle ultime due settimane di campagna elettorale. Il Presidente Berlusconi ha altresì ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle da tutti auspicate riforme del bicameralismo perfetto e che, pertanto – conclude il comunicato – non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 p.v.".

Molto si muove, dunque, nel panorama politico italiano, se il partito del Cav. riesce a diventare il primo partito anche in due regioni “difficili” come l’Umbria (col Pd a meno 10 per cento) e le Marche (con la Lega oltre il 10% a Pesaro e a Urbino), la Lega si piazza come secondo partito nella rossa Emilia, il centrodestra in generale sfonda al Nord e al Sud e la sinistra tiene bene in Toscana, anche se non brilla. In realtà, il Pd va meglio di quanto si temesse al Nord e nelle isole, e va peggio nelle sue roccaforti. A sinistra c’è poco di cui rallegrarsi, perché se i segnali sono quelli che hanno dato Toscana, Umbria, Marche, Emilia e Basilicata il partito democratico potrebbe vedersela brutta alle regionali dell’anno prossimo anche nelle regioni in cui sono più di cinquant’anni che vince.

Ma andiamo per ordine. I due principali schieramenti di partito vanno al ballottaggio a Milano, dove si contendevano la presidenza della provincia lombarda Guido Podestà candidato del centrodestra con il 48,82% mentre il candidato di centrosinistra e presidente uscente, Filippo Penati si ferma al 38,8%. Il Pdl strappa invece Napoli, dove Luigi Cesaro raggiunge il 53% contro il 35% di Luigi Nicolais, e Bari, dove il candidato del centrodestra Francesco Schittulli passa al primo turno contro il candidato di centrosinistra uscente, Vincenzo Divella.

Venezia e Torino al ballottaggio. Nel capoluogo piemontese il candidato del centrosinistra Antonino Saitta ha ottenuto il 44,33% contro il 41,5% della sfidante di centrodestra Claudia Porchietto. Colpo di scena per la Provincia di Venezia che vedrà il presidente uscente del centrosinistra Davide Zoggia in ballottaggio con la leghista Francesca Zaccariotto. A Bergamo è Pietro Pirovano il nuovo presidente della Provincia con il 58,99% dei voti. Il candidato, appoggiato tra gli altri da Pdl, Lega Nord e Partito Pensionati, ha sconfitto Francesco Cornolti.

Netto successo del centrodestra anche alle comunali: 6 le nuove amministrazioni guadagnate, quasi tutte al Nord, mentre in 7 comuni sparsi dal Nord al Sud si andrà al ballottaggio. Le sfide più importanti sono quelle di Firenze e Bologna, dove si votava per eleggere il sindaco. In tutte e due i capoluoghi i due candidati si sfideranno ai ballottaggi del 20 e 21 giugno. A Firenze Matteo Renzi (centrosinistra) non riesce a vincere al primo turno contro Giovanni Galli, anche per il buon risultato dell’altra lista di sinistra con Valdo Spini candidato. Nella città emiliana, per un soffio Flavio Delbono (centrosinistra) non supera la soglia del 50% e si prepara alla sfida contro Alfredo Cazzola. Chiara l’affermazione del centrosinistra in Umbria, dove i candidati sindaci di Perugia e la provincia di Terni passano al primo turno.