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Inchiesta eolico. Il sottosegretario Nicola Cosentino si dimette

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Nicola Cosentino ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario all'Economia. Lo afferma una fonte ufficiale vicina all'esponente del Pdl. Cosentino non dovrebbe comunque lasciare l'incarico di coordinatore regionale campano del Pdl.

"Ho deciso di concerto con il presidente Berlusconi - ha spiegato Cosentino in una nota - di rassegnare le mie dimissioni da sottosegretario per potermi completamente dedicare alla vita del partito, particolarmente in Campania, anche al fine di contrastare tutte quelle manovre interne ed esterne poste in essere per fermare il cambiamento".

La decisione sarebbe stata maturata dallo stesso deputato campano e comunicata al premier. Nel pomeriggio l'ex segretario all'Economia ha incontrato presidente del Consiglio Silvio Berlusconi insieme al coordinatore del Pdl Denis Verdini, anche lui indagato dai magistrati per corruzione. Subito dopo Cosentino, a palazzo Chigi sono arrivati anche Fabizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, e Gaetano Quagliariello, vice presidente dei senatori. A loro si sono uniti anche il coordinatore e ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri.

La scelta di fare un passo indietro, che Cosentino ha giustificato con il proposito di occuparsi maggiormente dle Pdl in Campania, evita così la conta interna alla maggioranza sulla mozione di sfiducia che in mattinata era stata calendarizzata alla Camera per mercoledì prossimo. Una scelta, quest'ultima, che il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, aveva preso in autonomia non essendo stato raggiunto un accordo nella conferenza dei capigruppo, scatenando però l'irritazione di Pdl e Lega, che volevano evitare un confronto su questo tema nel mese di luglio.

Le dimissioni sono state probabilmente vista come il male minore. Il coinvolgimento di Cosentino nell'inchiesta stava creando parecchi problemi al Pdl e all'esecutivo anche perché tutta la componente finiana del partito era pronta a votare a favore della sfiducia. Anche Pier Ferdinando Casini, di cui negli ultimi giorni si è parlato spesso per un possibile riavvicinamento dell'Udc al centrodestra, aveva fatto sapere che i centristi avrebbero dato parere favorevole alla richiesta di ritiro delle deleghe per il politico campano, già finito nel mirino nei mesi scorsi per l'accusa di essere il referente politico del clan dei Casalesi, circostanza questa che lo aveva costretto a ritirarsi dalla corsa alla presidenza della Regione.

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