Inchiesta G8. Anemone esce dal carcere: “Sono innocente e lo dimostrerò”

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Inchiesta G8. Anemone esce dal carcere: “Sono innocente e lo dimostrerò”

09 Maggio 2010

Diego Anemone, nell’immaginario collettivo "il grande corruttore", il capo della ‘cricca’ che si spartiva appalti milionari, esce dal carcere di Rieti poco dopo le 6 di mattina. È dimagrito. Indossa un giubbotto, occhiali scuri, al polso ha un orologio con il cinturino blu elettrico. Accompagnato da una donna bionda sale a bordo di una Mercedes e se ne va. Uscendo dal cancello, a bordo dell’auto, gira il volto per non essere ripreso da telecamere e fotografi. Resta in silenzio per tutto il giorno, il telefono è staccato. Solo in serata fa sentire la sua voce: "Ho sempre lavorato onestamente. Sono innocente e lo dimostrerò".

Per Diego Anemone riacquistare la libertà dopo tre mesi di carcere è stata un’esperienza, nel bene e nel male, "sconvolgente". Racconta: "L’aria libera dopo alcune ore di procedure, notifica di atti processuali e dichiarazioni da rendere mi ha sconvolto e reso come un automa. Poi la realtà, gli affetti più cari e le notizie". Ringrazia chi gli ha consigliato "di non leggere i giornali. Mi accorgo – dice – di essere stato infamato e diffamato. Rispetto il sacrosanto diritto all’informazione e dovere di cronaca", ma "sono convinto che debbano basarsi sulle verità processuali nel rispetto della persona e della sua dignità. Ho vissuto un periodo molto doloroso soprattutto pensando alla mia famiglia e ai miei bambini. Sono grato a tutto il personale penitenziario che ha avuto garbo e umanità e mi ha alleviato i momenti più duri di questa esperienza agghiacciante".

Anemone chiede "con cortesia" di "comprendere e rispettare" la sua volontà di parlare dell’inchiesta in corso "esclusivamente nelle aule processuali", ma intanto afferma: "E’ mio prioritario interesse fare luce su ogni fatto e ci riuscirò. Nonostante ritenga di avere subito ingiustamente, sono certo che la Giustizia, nella quale contino ad avere grande fiducia, farà chiarezza sulla mia totale innocenza. Tutti i fatti che mi si addebitano saranno certamente smentiti e chiariti nelle sedi competenti". Quella di Anemone è un’autodifesa accorata. "Ho sempre lavorato onestamente, con tenacia, senza risparmiarmi e nel massimo rispetto di tutti i miei collaboratori", 350 persone che ringrazia "per la grande solidarietà e il conforto che mi hanno manifestato con tante lettere. Per loro, per la mia famiglia e per la mia persona – aggiunge – lavorerò sodo per far emergere la verità rispetto alle vicende delle quali mi si accusa ingiustamente e le carte processuali lo dimostreranno".

"Intendo ripristinare la mia dignità e quella del nome della mia famiglia – continua il costruttore – che ha sempre goduto di stima e di rispetto da più generazioni, costruendo con duro lavoro e sacrificio una ineccepibile reputazione. Accanto a mio padre ho imparato ad essere infaticabile. Dopo questa esperienza sono ancora più convinto che si possa sopravvivere a tutto". Anemone affida il ripristino della sua "dignità al corretto operato della magistratura, sicuro – dice – dell’onestà e della serietà del mio lavoro che mi ha reso forte, con la coscienza di essere meritevole della fiducia e della stima ricevuta negli anni, pronto ad affrontare anche questa esperienza traumatizzante ma con la consapevolezza che le accuse rivoltemi non abbiano fondamento né il benché minimo riscontro. Le imprese di costruzione Anemone hanno sempre operato nel rispetto della legalità".

L’imprenditore accenna appena alle accuse che gli vengono mosse, quando sottolinea che "l’attenta valutazione delle procedure osservate farà emergere come le opere siano state tutte eseguite con tempismo, con straordinario sacrificio e hanno raggiunto il migliore dei risultati visibili a tutti. Il G8 è stato poi annullato per i fatti drammatici sopravvenuti ed imprevedibili". Riguardo ai "lavori di ampliamento del Circolo sportivo – continua Anemone – sono stati realizzati sostenendone integralmente i costi, nel rispetto della procedura. La realizzazione ha contribuito in modo determinante a rendere possibili i Mondiali di Nuoto a Roma e le Società sportive esclusivamente di proprietà mia e di mio fratello – conclude – hanno dato solo lustro al mondo dello sport".