India. Cominciato in Parlamento il dibattito sulla fiducia
21 Luglio 2008
di Redazione
È iniziato al parlamento indiano il dibattito sul voto di fiducia al governo in seguito al ritiro dell’appoggio dei partiti di sinistra a causa del controverso accordo sul nucleare pacifico con gli Usa.
Se l’esecutivo di Nuova Delhi non dovesse superare la prova verrebbero indette elezioni anticipate. Esponenti del governo hanno ribadito oggi che la United Progressive Alliance (Upa), guidata dal Partito del Congresso, riuscirà a ottenere la fiducia.
"Siamo ottimisti in una maggioranza a favore dell’esecutivo", ha detto il ministro dei Trasporti Lalu Yadav, come riporta l’agenzia di stampa "Press Trust of India". "Il nostro numero sta crescendo. Ha ora superato la soglia dei 291 (seggi, ndr). Ci sarà una grande vittoria per noi", ha affermato Lalu, leader del Rashtriya Janata Dal (Rjd), prima dell’avvio della sessione della Camera Bassa (Lok Sabha).
I giochi, però, non sono ancora chiusi e fino all’ultimo gli schieramenti politici stanno lottando per conquistare appoggi. Sulla carta la coalizione di governo può contare su 266 voti, mentre l’opposizione su 265. Per superare il voto di fiducia il governo ha bisogno di almeno 271 preferenze, che potrebbero ridursi se alcuni esponenti dell’opposizione si astenessero, come previsto. Sarebbero inoltre 10 i deputati ancora indecisi. Nelle file della coalizione vi è però il timore di parlamentari "ribelli", che potrebbero spostare l’ago della bilancia.
Presentando in aula la mozione di fiducia, il premier indiano Manmohan Singh ha sottolineato come "da quando ho assunto l’incarico, ho fatto tutto nell’interesse della nazione. Voglio assicurare la Camera e il Paese che ogni singola decisione, ogni decisione politica è stata presa nella piena fiducia che fosse nel migliore interesse del popolo e del paese" ha detto Singh.
