Indonesia. A Sumatra inizia la fase critica della ricostruzione

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Indonesia. A Sumatra inizia la fase critica della ricostruzione

07 Ottobre 2009

A una settimana dalla prima scossa di terremoto nell’isola di Sumatra, cominciano a delinearsi le dimensioni dell’emergenza in termini di numero di vittime, comunità colpite, danni alle strutture e alle attività produttive. A Padang e nelle zone limitrofe sono attive – con operatori nazionali o internazionali – sette organizzazioni non governative aderenti al network AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze. ActionAid, CESVI, GVC, Intersos, Terre des Hommes, Save the Children e VIS sono attualmente impegnate in operazioni di analisi dei bisogni e prima assistenza. Ma nei prossimi giorni il loro lavoro sarà ancora più complesso.

“Una volta terminata la ricerca delle vittime e dei superstiti inizia una delle fasi più critiche che le comunità coinvolte e le organizzazioni umanitarie devono affrontare”, dice Marco Rotelli di Intersos da Padang. “Siamo ancora in piena emergenza – aggiunge – ma l’obiettivo diventa progressivamente quello di fornire e poi garantire le condizioni adeguate alle comunità colpite affinché possano affrontare con maggior serenità le notevoli difficoltà che il processo di normalizzazione e ricostruzione inevitabilmente comportano dopo un evento simile”.

Secondo informazioni fornite dall’Ufficio per il Coordinamento delle Attività Umanitarie delle Nazioni Unite (OCHA), nella sola Padang tra l’80 e il 90% degli uffici governativi regionali e provinciali sono gravemente compromessi , mentre le case danneggiate sono oltre 100 mila. Il 70 per cento della rete di distribuzione idrica è stato colpito e le forniture d’acqua sono quindi difficoltose, quando non impossibili, per oltre il 60 per cento della popolazione.

Più difficile un bilancio chiaro delle vittime: se le stime governative si sono assestate sui 704 morti, Aron Cristellotti, rappresentante di Terre des Hommes in Indonesia, avverte: “Sono ancora tanti i villaggi non raggiunti dai soccorritori quindi qualunque stima sui danni e sulle vittime non può che essere provvisoria. Non c’è accordo nemmeno sul numero dei dispersi ma a distanza di quasi una settimana è purtroppo chiaro che pochissimi di loro saranno ritrovati vivi”.

Il rappresentante del Comitato Internazionale della Croce Rossa a Padang, Bob Mckerrow, azzarda già che le vittime siano oltre 3 mila e 450 mila i feriti. Il governo provinciale di Sumatra occidentale ha dichiarato che la fase di ricostruzione e riabilitazione avrà inizio il prossimo 1° novembre.