Indonesia. Contrabbando di sabbia verso Singapore
22 Febbraio 2010
di Redazione
Sabbia a tutti i costi, anche per vie illecite. Singapore, piccola città-stato, ha bisogno di grandi quantità di sabbia per rubare chilometri al mare e, dopo il divieto all’esportazione imposto di recente in Indonesia, Vietnam e Cambogia, il commercio da anni florido si è trasformato in contrabbando con raid notturni, intrighi e mazzette.
La denuncia è del ‘The Daily Telegraph’, che evidenzia anche il rischio ambientale derivante dal traffico. "È una guerra per risorse naturali combattuta in segreto", ha detto al quotidiano inglese Nur Hidayati, portavoce di Greenpeace Indonesia. Secondo Nur, diverse delle piccole isole indonesiane potrebbero scomparire entro un decennio se il traffico non viene fermato. Secondo gli ambientalisti, le navi singaporeane attraccano nei pressi delle isole indonesiane di notte.
Ci sono anche accuse di corrotti politici locali che non fanno niente per combattere il problema. E la scomparsa delle isole, affermano gli ambientalisti, cambia anche il corso delle correnti marine danneggiando la fauna locale. Secondo stime degli stessi ambientalisti, almeno 300 milioni di metri cubici di sabbia all’anno sono trasportati dall’Indonesia a Singapore. A essere corrotti non sono in ogni caso solo i politici e le autorità indonesiane. Lo scorso mese, riporta il ‘The Daily Telegraph’, 34 impiegati statali malesi sono stati arrestati per aver accettato mazzette per facilitare il trasporto di sabbia a Singapore. Secondo alcune fonti, sarebbero almeno 700 i camion che ogni giorno trasportano sabbia dalla Malaysia a Singapore. Quest’ultima ha aumentato la propria superficie di circa il 20% dal 1960.
