Industria: a picco ordini e fatturato
18 Luglio 2008
L’industria è sempre più in crisi. I dati Istat, per l’immediato futuro dell’economia italiana, fotografano uno scenario a dir poco preoccupante. Alla lunga lista degli indici in rosso – capitanati dal segno meno per crescita, consumi, investimenti – si aggiunge infatti quello sull’industria: l’Istituto Nazionale di Statistica parla di allarmanti segni negativi sia per quel che riguarda gli ordini dell’industria italiana, che su base annua arrivano a perdere il 5,3%, sia per il fatturato che dall’inizio del 2008 ha perso il 2,7%.
I dati nel dettaglio, quindi, a partire da quelli "anno su anno". Nel mese di maggio gli ordinativi dell’industria italiana hanno fatto registrare una flessione del 5,3% rispetto al medesimo mese del 2007 ( contro il + 12,8 di aprile) e un calo del 3,1% rispetto ad aprile 2007 (contro il precedente + 0,5%). Si tratta della flessione più forte dal gennaio 2004, quando le tabelle segnarono-6,1%.
Rispetto a maggio 2007, è il mercato estero a segnare la flessione più marcata, con -6,2% contro il -4,8% di quello nazionale. Su base mensile, però, è quello nazionale a registrare il calo più ampio, pari al 3,6% contro il -2% del mercato estero. A maggio le variazioni annue negative più marcate, prosegue l’Istat, si sono registrate nelle industrie delle pelli e delle calzature (-19,3%), nella produzione di mobili (-11,3%) e nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (-10,9%). L’unico incremento per gli ordinativi, precisa l’Istituto, è stato quello della produzione di metallo e prodotti in metallo (+5%).
Non va meglio se si analizzano i dati su base mensile. A maggio di quest’anno il fatturato dell’industria italiana ha fatto registrare un calo del 2,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e dell’1,7% rispetto al mese di aprile. E la flessione registrata ha riguardato sia il mercato interno (-3,2%), sia quello estero (- 1,5%). A spingere gli indici al ribasso, spiegano dall’Istat, sono stati in particolar modo i beni di consumo durevoli che hanno fatto segnare un calo dell’11,4%, seguiti dai beni intermedi (-6,5%) e da quelli strumentali (-4,1%). In controtendenza invece il fatturato del settore energia, che ha fatto registrare un aumento su base annua del 28,6%.
Tra gli agglomerati industriali, aggiunge l’Istituto di Statistica, a maggio le flessioni più rilevanti si sono registrate nella produzione dei mezzi di trasporto (-18,3%), nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (-14,9%), nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (-11,6%) e nelle industrie delle pelli e delle calzature (-11%).
Aumenti si sono registrati invece nei settori dell’estrazione di minerali (+36,4%), delle raffinerie di petrolio (+24,2%), delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (+4,4%) e della produzione di metallo e prodotti in metallo (+4%).
