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Informazione libera. Ma dalla sinistra

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Hanno deciso di cambiare pagina i  giornalisti di orientamento liberale che per oggi e domani hanno organizzato un convegno a Roma sull’informazione e il giornalismo (dal titolo, per l’appunto “Cambiamo Pagina”). A dare vita all’iniziativa è “LiberalMedia”, il dipartimento della Fondazione Liberal che si occupa di media e informazione e che è coordinato da Mauro Mazza, direttore del Tg2. L’ambizione della due giorni di convegno è gettare le fondamenta per un network, che metta in rete tutti quegli operatori dell’informazione che vogliono sottrarsi dall’ombra egemonica della sinistra. Infatti, come si legge nel programma, “LiberalMedia intende divenire il nuovo punto di riferimento, elaborazione ed iniziativa per tutti coloro che operano nella comunicazione e si battono per affermare i valori della cultura liberale”. Proprio per questo ogni anno LiberalMedia  presenterà un documento, Tesi sull’Informazione,  in cui verranno sollevate problematiche legate alla sfera della comunicazione  e proposte eventuali soluzioni sulle quali discutere pubblicamente.

 In Italia per anni si è consolidata l’egemonia non di una ma di “tre sinistre” (quella comunista gramsciana, quella azionista e quella cattolica di matrice dossettiana), le quali ancora oggi controllano tutti gli apparati culturali e dell’informazione. Secondo il rapporto che ha stilato per il 2007 LiberalMedia tutto ciò ha comportato l’affermarsi di quello che viene definito “Il modello Domenica In”.  Risultato? Un triste appiattimento dei giornali, che uniformano lo stile di cronaca politica ed economica a quello di cronaca rosa e nera.  In tal modo il giornalismo “è spesso il creatore di quel cinismo sociale che poi denuncia con furore”. Questione centrale sembra essere il profondo mutamento del ruolo del giornalista, per il quale tende a scomparire il cosiddetto “lavoro sul campo”, cosicché  la notizia finisce per essere diffusa e rielaborata a partire da complicatissimi passaparola.

Il documento si conclude con una sorta di appello volto a “liberare i media dal conformismo”, seguendo due strade parallele: creare una rete tra tutti gli operatori dell’informazione che si riconoscono nel manifesto e introdurre laboratori da cui far nascere e crescere nuove idee ed iniziative non soltanto editoriali. La rete appare una struttura tanto importante, quanto dolente. Infatti, come si sostiene in questa sorta di manifesto programmatico,  è necessario un punto attorno al quale possano raccogliersi tutti gli intellettuali di centrodestra, permettendo loro di consolidare legami più stabili che vadano oltre gli incontri occasionali. Secondo LiberlMedia il problema principale è dovuto al fatto che finora “è prevalsa la logica dell’individualismo”. Tutti i vari convegni, periodicamente effettuati, “non trovano sostegno e solo saltuariamente producono un seguito o conseguenze operative”.  Ecco, dunque, da dove nasce l’idea  di un “forum permanente” e dell’annuale produzione di “Tesi sullo stato dell’informazione”.

Ma c’è di più. Infatti, il 6 luglio segna la data della prima assegnazione di  due premi giornalistici, volti ad acquisire grande spessore. Il Premio Oriana Fallaci per i diritti dell’uomo andrà ad una rivista russa, “Novaya Gazeta”, mentre il Premio Walter Tobagi per l’anticonformismo verrà consegnato ad Eugenia Roccella. Dato il suo spessore, “Cambiamo Pagina”  si prospetta un progetto molto ambizioso. Per questo motivo LiberalMedia chiede “il sostegno attivo e impegnato” di tutti quelli che trovano riconoscimento in queste tesi.

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