Intercettazioni, contrordine: è possibile il “bavaglio”

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Intercettazioni, contrordine: è possibile il “bavaglio”

12 Aprile 2016

Renzi dice che non farà alcun intervento sulle intercettazioni, ma il ministro Boschi parla di”un equilibrio migliore” e di “un disegno di riforma in materia già all’esame del Senato dopo che la Camera l’ha approvato”. Per la serie, mettetevi d’accordo. Renzi non intende fare marcia indietro sulle posizioni che vogliono una linea di demarcazione tra potere giudiziario e potere legislativo. E ribadisce: «Un magistrato deve farsi sentire attraverso le sentenze. A differenza del passato, quando i politici cercavano il legittimo impedimento per non essere interrogati, ora c’è un governo che dice ai magistrati: prego lavorate. Lavorate di più, non di meno. Arrivate a sentenza. Chi è onesto non deve avere paura dei magistrati».

Il chiarimento del premier sulle intercettazioni arriva anche sulla scorta delle parole del responsabile giustizia Pd, Davide Ermini, che aveva ricordato come l’ intervento sugli «ascolti» fosse già previsto dalla delega al governo per la riforma del processo penale, ora in Commissione al Senato. Il M5S non aspettava altro per dare fuoco alle polveri. Renzi è come il Cavaliere, fa «quello che chiedeva Berlusconi: mettere il bavaglio alla magistratura e all’ informazione libera rimasta per coprire le vergogne del governo» attacca il Blog di Grillo. I 5 Stelle si schierano a fianco dei magistrati e del nuovo presidente dell’Anm Pier Camillo Davigo che definisce il governo «poco dialogante».

“Renzi attacca la magistratura e annuncia tardivamente la necessità di nuove norme sulle intercettazioni”, osserva il senatore Gasparri di Forza Italia. “Poi su Repubblica appare un sondaggio che dimostra come, in caso di ballottaggio con l’italicum tra Renzi e il Pd da un lato e i grillini dall’altro, questi ultimi vincerebbero largamente. Peraltro, secondo quel sondaggio, il centrodestra (Forza Italia, FDI, Lega) potrebbe raggiungere e superare a sua volta Renzi. Impressionato da questi dati, che dimostrano come i grillini abbiano cercato di cavalcare con cinismo le ultime vicende, Renzi fa marcia indietro sulla magistratura e sulle Intercettazioni. Ecco spiegato il cambio di idee di Renzi”.

“Nuove regole per le Intercettazioni sono indispensabili,” sottolinea Gasparri. “Non per abolirne l’uso, ma per impedire i tanti abusi che abbiamo vissuto in questi decenni. Quando il centrodestra propose delle modifiche il PD di Renzi si schierò ferocemente contro. Alcuni settori politicizzati della magistratura impedirono questi cambiamenti. Che sono di competenza del Parlamento. Non ci si puo’ basare sulle circolari delle Procure, che non sono sottratte alla sovranità della legge. E le leggi le fa il parlamento, non le procure. Ma questa è una vecchia questione che in Italia non si è ancora risolta”.

“Renzi, insomma, è in fuga come un coniglio perché teme che le malefatte del Pd e della sinistra, dalla Basilicata alle banche, vengano prima o poi sanzionate. Anche noi ci auguriamo giudizi rapidi. Per sapere a quanto saranno condannati, ad esempio, coloro che hanno fatto gli amici delle banche truffando i cittadini e che non hanno rimborsato gli anziani che chiedono giustizia alla Banca Etruria e agli altri istituti di credito”, conclude il Senatore.

Stefano Buccini, pm a Venezia, membro del pool che ha scoperchiato la tangentopoli del Mose, osserva: «L’Anm non deve avere solo un ruolo meno politico; no, deve avere un profilo meno pubblico. Più interno. Rispetto a certe prese di posizione, diciamo politiche, non solo penso che l’Anm debba fare un passo indietro, ma ritengo che questi discorsi non interessino alla base». Un low profile che pare lontanissimo dal clima di rissa di questi giorni. Buccini correva per Magistratura indipendente, la corrente di destra dei giudici, ma anche la parola corrente gli sta stretta: «Preferisco gruppo. Francamente trovo superato tutto un lessico che fa riferimento alla destra, alla sinistra e alla politica. Forse perché, come tanti colleghi della mia età, mi sento post-ideologico, più legato ai programmi e ai contenuti. E vorrei che anche l’impegno dei membri dell’Anm fosse così: più sindacato e meno clamore».

Due anni fa Buccini ha condotto, insieme al suo maestro Carlo Nordio e al collega Stefano Ancilotto, l’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e al tramonto di una stella di prima grandezza come l’ex governatore Giancarlo Galan. E, nonostante ciò ha voluto tenersi lontano dai riflettori. E allontanandosi da ogni sorta di stereotipo: «Dall’Anm i magistrati si aspettano un impegno serrato perché il loro lavoro sia tutelato in concreto. Le risorse sono poche, i fascicoli che ogni toga deve gestire sono troppi, i rischi, chiamiamolo così, sempre più alti: le nuove forme di responsabilità civile e disciplinare mettono in ansia chi per esempio non riesce a smaltire tutto l’arretrato. Da questo punto di vista il sindacato deve interloquire col governo e deve farlo con forza, sottolineando mancanze e problemi. Ma senza sconfinare in una terra che non gli appartiene».

Ma dopo il pressing su Renzi di Davigo, per evitare il giro di vite sulle intercettazioni, arriva il ‘chiarimento’ del ministro Maria Elena Boschi per togliere le castagne dal fuoco al premier e salvare il governo dallo tsunami mediatico: «Serve un equilibrio migliore un disegno di riforma in materia è già all’esame del Senato dopo che la Camera l’ha approvato». L’invito è portare a termine la missione prima che l’immagine del governo ne esca macchiata un’altra volta. Il Pd, in piena bufera per gli imbarazzanti colloqui telefonici dell’ex ministro Guidi sullo “scandalo petrolio”, rivede le sue storiche posizioni sul diritto di cronaca e la libertà di informazione. Si staranno, anche loro, convertendo alla difesa della privacy?