Intercettazioni. Genchi sospeso dalla polizia per “dichiarazioni lesive”

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Intercettazioni. Genchi sospeso dalla polizia per “dichiarazioni lesive”

24 Marzo 2009

Gioacchino Genchi, l’ex consulente del pm Luigi De Magistris, ieri è stato sospeso a tempo indeterminato dalla Polizia di Stato perchè nel corso di un dialogo via web avvenuto sul suo blog avrebbe reso dichiarazioni "lesive per il prestigio di istituzioni dello Stato". È quanto si legge nel provvedimento di sospensione che è stato notificato al consulente informatico e fino a questa sera funzionario di polizia in servizio alla caserma Lungaro di Palermo.

"Considerato che il funzionario in data 19 marzo 2009 ha pubblicato sulle pagine web del blog da lui stesso creato e denominato ‘legittima difesa’ – si legge sul provvedimento – un dialogo con un giornalista del settimanale Panorama in merito alle note vicende che lo vedono attualmente coinvolto" e "ritenuto che dall’esame del dialogo, anche in questa occasione, il dottor Genchi non ha richiesto la preventiva autorizzazione al competente ufficio del dipartimento" e che il suo comportamento "si traduce sostanzialmente in un atto contrario ai doveri derivanti dalla subordinazione" decreta la sospensione di Genchi cautelarmente dal servizio.

"Nel provvedimento del ministero dell’Interno, viene anche contestato a Genchi il perseverare in un comportamento che oggettivamente si qualifica assolutamente contrario ai doveri del proprio status, oltre che pregiudizievole per l’immagine e il decoro dell’istituzione di appartenenza", nonostante "le iniziative dell’amministrazione di censura e di sensibilizzazione".

Secondo il ministero dell’Interno le condotte di Genchi hanno denotato "una pertinacia nel tenere atteggiamenti deontologicamente scorretti per un funzionario della Polizia di Stato, proprio in relazione ai doveri connessi alla funzione rivestita e alle responsabilità sottese alla qualifica ricoperta".

Nella notifica viene ricordato che nei confronti di Gioacchino Genchi sono stati avviati diversi procedimenti disciplinari, ma adesso sono subentrati "gravi motivi" che portano alla sospensione cautelare dal servizio per motivi disciplinari. "La sua permanenza in servizio – secondo la polizia – può creare ulteriore e grave nocumento all’immagine dell’istituzione di appartenenza".