Intercettazioni, il Cav. tira dritto ma per Enrico Letta fa retromarcia

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Intercettazioni, il Cav. tira dritto ma per Enrico Letta fa retromarcia

04 Luglio 2008

Il ministro ombra del Welfare Enrico Letta commenta a Montecitorio le parole del premier Berlusconi al termine del Consiglio dei ministri: "Berlusconi fa retromarcia sulla giustizia e sulle intercettazioni, è un fatto molto positivo. Ora il governo si deve occupare delle cose importanti per gli italiani e i salari sono la questione principale. Serve un intervento per il potere d’acquisto delle famiglie – aggiunge Letta – perchè c’è stato un pesante aumento delle tariffe". Il governo, esorta l’esponente del Pd, dovrà quindi "impegnarsi sui salari come non ha fatto fino ad ora perchè su questo si gioca la nostra economia: far ripartire i consumi è la questione principale di cui occuparsi".

Dopo la decisione del premier di non partecipare alla puntata di ieri sera della trasmissione di Enrico Mentana dedicata appunto al tema delle intercetazioni, con queste parole Berlusconi stamattina fa sapere ai giornalisti che nonostante il "fango gettato" su di lui, "gli attacchi non impressionano l’Esecutivo" e che "quello che appare su stampa e televisioni è un panorama completamente diverso rispetto all’azione del governo. L’attenzione – spiega il premier – si concentra su fatti che nulla hanno a che vedere con il programma di governo e portano in primo piano l’attacco continuo di certa magistratura a chi deve governare scelto dal Paese, mentre si vuole sovvertire il voto popolare".

Ai giornalisti il presidente del Consigio ha anche annunciato che non si avvarrà della norma che blocca i processi per le 4 più alte cariche dello Stato. "Il premier non ha bisogno di essere salvato, si salva da solo", ha detto Berlusconi, "ha un’autorevolezza che va oltre i magistrati militarizzati e militanti". "Rinuncio a ogni vantaggio, non ho bisogno di nuovo norme giudiziarie. Mi sono sempre difeso nei processi – ha aggiunto il Cavaliere – e sono il recordman dei processi con 2.500 udienze".

Sulla questione intercettazioni intanto, il gip di Napoli, Luigi Giordano, si è riservato di decidere sulla richiesta da inoltrare al Parlamento per utilizzare le telefonate tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e l’ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà ed ha dichiarato che si pronuncerà entro sette giorni in merito alla questione di competenza territoriale sollevata dai legali del premier che vorrebbero che il procedimento fosse trasferito nella capitale.

Intanto è stata fissata per l’8 luglio l’udienza preliminare davanti al gup, Lia Paola Laviano, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio.