Intercettazioni. Il premier blinda il ddl: “Non dobbiamo perdere tempo”
08 Giugno 2010
di Redazione
"Avrei preferito un testo più incisivo per impedire abusi nell’utilizzo delle intercettazioni, ma il compromesso raggiunto dimostra che il Pdl è un partito democratico in cui le decisioni vengono prese con il contributo di tutti". E’ quanto ha detto il premier Silvio Berlusconi che stamattina è intervenuto all’Ufficio di presidenza che si è tenuto a Palazzo Grazioli.
Così il testo del ddl intercettazioni è blindato e non dovrà essere modificato alla Camera. Il presidente del Consiglio ha spiegato come le modifiche al testo, che analizzate dal Senato, rappresenteranno la stesura definitiva del provvedimento.
Sulle intercettazioni "è stato trovato un punto di equilibrio", c’è stato "un lungo lavoro di mediazione" all’interno del partito, ma ora "non dobbiamo perdere più tempo e bisogna votarlo senza ulteriori modifiche", ha dichiarato Berlusconi.
Secondo alcune fonti che hanno partecipato all’incontro a Palazzo Grazioli, Berlusconi ha invitato il partito a serrare i ranghi sia sulle intercettazioni che sulla manovra e ha ribadito come ogni decisione verrà presa sempre a maggioranza all’interno dell’ufficio di presidenza del Pdl.
Nella residenza romana del premier, tornato ieri sera a Roma, erano presenti i tre coordinatori nazionali del Pdl Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi, i capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, il Guardasigilli Angelino Alfano, i ministri delle Infrastrutture e della Funzione pubblica Altero Matteoli e Renato Brunetta, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, il vicecapogruppo Pdl a Palazzo Madama Gaetano Quagliariello.
I finiani hanno puntato verso il si al provvedimento, nonostante le perplessità sul meccanismo di proroga delle 48 ore. In una nota, il senatore e sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, vicino al presidente della Camera, ha affermato: "L’esame degli emendamenti conferma alcuni passi avanti soprattutto in tema di intercettazioni ambientali, ricusazione e astensione. Positiva è la volontà di superare il limite rigido dei settantacinque giorni anche se le modalità indicate necessitano di un’ulteriore riflessione per evitare un impatto negativo sull’organizzazione giudiziaria".
