Intercettazioni. No alla pubblicazione prima dell’udienza preliminare

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Intercettazioni. No alla pubblicazione prima dell’udienza preliminare

19 Maggio 2010

Via libera alle sanzioni per editori e giornalisti a seguito della pubblicazione arbitraria di indagini e intercettazioni prima dell’udienza preliminare. Questo il risultato della seduta pomeridiana di oggi della Commissione Giustizia al Senato che anche oggi discute il ddl intercettazioni.

Con la bocciatura degli emendamenti soppressivi presentati dalle opposizioni, infatti, il testo prevede che la pubblicazione degli atti comporta, per editori, una multa da 64.500 a 464.700 euro. Per i giornalisti, invece, le sanzioni sono le seguenti: una condanna fino a 2 mesi di carcere o un’ammenda da 2.000 a 10.000 euro, per la pubblicazioni degli atti anche per riassunto; una sanzione fino a 2 mesi di carcere e un’ammenda da 4.000 a 20.000 euro per la pubblicazione delle intercettazioni. Inoltre, è prevista la sospensione temporanea dalla professione. Condanne anche per chi compie riprese e registrazioni fraudolente (il cosiddetto "emendamento D’Addario"), a meno che non si tratti di un giornalista professionista nell’esercizio del diritto di cronaca e di chi compirà la registrazione per motivi legati alla sicurezza dello Stato.

La Commissione non è però riuscita a concludere l’esame del ddl. Il Pd aveva promesso un’"opposizione ad oltranza" e così è stato. Così, la commissione è riconvocata per le 21 di questa sera. Per il presidente della commissione Filippo Berselli "si può concludere anche questa sera, siamo a buon punto, mancano una trentina di emendamenti". Certo, aggiunge, "ci deve essere la disponibilità dell’opposizione perché, secondo i calcoli che ho fatto, se c’è un ostruzionismo vero approviamo un emendamento ogni ora".