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Intifada coltelli, palestinese uccide americano. 11 feriti, Israele nella paura

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Martedì sera nella zona del porto di Jaffa, a Tel Aviv, meta nota per il turismo, un diciottenne palestinese armato di coltello ha accoltellato a morte un turista americano e ferito la moglie. Ferite almeno altre undici persone, di cui quattro hanno riportato gravi lesioni.A pochi chilometri dal luogo dell’aggressione, il vicepresidente Usa, Biden, era impegnato in una riunione con i vertici israeliani. 

 

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha condannato con forza l'attacco e ha identificato l'americano ucciso come Taylor Allen Force, e in un comunicato ha chiarito: "Come abbiamo detto molte volte, non c'è assolutamente alcuna giustificazione per il terrorismo. Continuiamo a incoraggiare tutte le parti a prendere misure positive per ridurre le tensioni e ripristinare la calma". 

 

A bloccare l’assalitore ci ha pensato un chitarrista israeliano, balzato agli onori della cronaca perché nel colpirlo alla testa con il proprio strumento ha impedito che ci fossero altre vittime. Alla stampa ha dichiarato: “Stavo suonando sulla passeggiata a mare di Jaffa quando l'ho visto correre nella mia direzione brandendo un coltello. Sono scivolato  ma sono riuscito a colpirlo alla testa”. Regala un sorriso, in questa tragedia, la notizia che un negozio di strumenti musicali gli ha regalato una nuova chitarra. E il cantante pop, Geffen, gli ha promesso una  chitarra della sua collezione privata. 

 

Ma non è rimasto episodio isolato in queste ore. A Gerusalemme, stamani, un uomo ha aperto il  fuoco con un fucile aggredendo i poliziotti della Città Vecchia. Un agente è rimasto ferito gravemente, e nella fuga ha ferito un secondo agente della polizia israeliana. Sempre a Gerusalemme, nella zona est, una donna palestinese nel tentativo di accoltellare agenti di polizia a Hagai Street, è stata uccisa dagli agenti.  Ancora, a Petah Tikva, un palestinese di 20 anni ha accoltellato un ebreo ortodosso all’uscita di un negozio. Questa volta la vittima e il proprietario del negozio sono riusciti a bloccare l’assalitore, uccidendolo.   

 

Intanto a  complicare le cose c’è stato anche l’incontro tra Obama e Netanyahu annullato. Secondo il punto di vista di molti analisti, quel che sta pesando davvero è proprio la mancata intesa inerente alla consistenza dei nuovi aiuti militari dagli Usa a Israele, oltre al dissidio storico tra il presidente Usa e quello israeliano sull’Iran.  Il quadro sembra, inoltre, prossimo a complicarsi ancor di più con il piano, riportato dal Wall Street Journal, di Obama che vorrebbe riavviare i trattati di pace attraverso una Risoluzione Onu. E dal momento che il piano prevede di stoppare le colonie israeliane in Cisgiordania, di riconoscere Gerusalemme Est come capitale palestinese, e la creazione di due stati in base ai confini armistiziali del 1949 tra gli arabi e l’esercito israeliano, la cosa non pare possa esser facilmente digeribile da Israele. Al di là di tutto perché la situazione sul territorio resta a dir poco pessima.

 

La sicurezza interna israeliana sta tentando di capire se gli attacchi siano solo l’esisto di una strategia predefinita. Del resto Hamas non ha esitato a rilanciare il suo comunicato di felicitazioni proprio per gli attacchi registrati in rapida successione: “Ci felicitiamo per quelle operazioni eroiche. Dimostrano  che sono destinati a fallire i tentativi di eliminare la intifada, la quale invece continuerà fino al raggiungimento dei suoi obiettivi”. Ad ogni modo, quello di queste ore, è un bilancio tremendamente pesante. L’intifada dei coltelli non accenna a placarsi.

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