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Invece di imbeccare i preti, Prodi faccia il suo mestiere

Facciamo un breve riassunto: il candidato premier Prodi, in occasione dell’ultimo referendum, si era dichiarato cattolico adulto, cioè, ribadiva la completa autonomia dalle indicazioni di Ruini e confederati vari: la Chiesa faccia il suo mestiere! Nel dibattito etico sull’eutanasia i compagni del sinistrorso Prodi si infuriavano contro il vicariato di Roma per non aver concesso dei funerali religiosi. In occasione della spettacolare iniziativa in difesa della famiglia di qualche mese fa, Prodi e la sua devota Rosy, la Pasionaria (Ma chi le ha dato questo soprannome??) si dicevano sorpresi: noi difendiamo la famiglia, i Dico sono un baluardo della famiglia, non è una questione di preti, ne stiano fuori.

Qualche settimana fa dall’eremitaggio di Bose il ministro della famiglia (sono ancora convinto si tratti di una beffa alle spalle degli italiani e aspetto ci dicano che stanno scherzando), spalleggiata dal fido Castagnetti tuonava: “Dobbiamo lavorare per considerare una parentesi quella della Chiesa italiana di questi anni. Va aperta una serena e giocosa correzione fraterna della Chiesa recente” (cosa ci sia di giocoso in una società che perde la propria identità, lo sa solo lei). E infine la commovente uscita del laico Prodi che si meraviglia che i sacerdoti, dopo averlo votato (e traghettato all’eleggibilità tra cattolici adulti e compagnucci della parrocchietta), addirittura non sostengano la sua politica economica e fiscale.

Il piccolo padre della nostra patria ora benignamente ci offre pure spunti per le omelie domenicali lamentandosi che il suo parroco non esalti i balzelli prodiani: “Perché, quando vado a Messa, questo tema non è quasi mai toccato nelle omelie? Eppure ha una forte carica etica. Possibile che su 40 milioni di contribuenti sono solo 300 mila quelli che dichiarano più di 100 mila euro l'anno?”.

Ho sempre più il sospetto che tutti amino fare il lavoro degli altri: i politici fanno sempre più i maestri di morale e di senso della vita; i preti dovrebbero preoccuparsi dell'educazione civica dei cittadini, i vescovi fanno gli imprenditori... ma se ognuno facesse il proprio mestiere? È evidente che una delle manifestazioni della cattiveria dell’animo umano sia l’evasione fiscale, lo dice anche il Catechismo della Chiesa cattolica. Anche la CEI, nel lontano 1991, aveva pubblicato una nota pastorale sempre attuale, che invitava all’”Educazione alla legalità”. Ma quando la mia gente viene a messa la domenica, che cerca? Io non credo cerchi la Legge dalla quale ci ha affrancati Cristo, ma la misericordia. Non credo che cerchi un modello etico, quanto un incontro che dia più ragione alla propria vita. Le omelie credo tentino – probabilmente in modo inadeguato – di aiutare un popolo a fare questa esperienza. Non le istruzioni per l’uso, ma un miracolo che fiorisca e sorprenda, che abbia il fascino di cambiare la vita e non la tristezza delle considerazioni pastorali ammuffite e tentativamente egemonistiche della Bindi.

È dall’incontro tra la tenerezza misericordiosa dell’Infinito che si fa storia e il vissuto dell’uomo mendicante di senso che fiorisce la possibilità un una ricaduta morale; dalla legalistica etica non nasce il fascino di un avvenimento. Che non si debba rubare lo sanno tutti, forse qualcuno si dimentica che non si può uccidere. La Chiesa triste sognata negli ultimi 40 anni da certe correnti che non sanno ascoltare, che non sono capaci di cambiare, che si autopraclamano profetiche senza seguire chi sta aiutandoci oggi, Benedetto XVI, ha davvero perso la sua battaglia, mi auguro. Per questo credo che il problema – quando si parla di tutela della vita, della famiglia, della libertà di educazione – non sia innanzitutto il fatto che la società di oggi abbia abbandonato Cristo, ma che larga parte della società e molti uomini di Chiesa abbiano rinunciato ad usare rettamente la ragione. Per questo è quanto mai urgente, anche tra cattolici, comprendere e rilanciare l'appello del Papa nel discorso di Regensburg, in cui invitava ad "allargare la ragione". Sempre che ne siano capaci.

Lo splendido presidente del Consiglio, che (stando dentro le leggi) si è premurato di fare donazioni ai figli e – ne sono certo – non è secondo a nessuno nell’offrire largizioni ai conventi che lo sostengono, faccia il proprio mestiere: renda meno gravoso alle famiglie italiane (cattoliche e non, partigiane o meno) pagare le tasse, renda meno avvilente lo spettacolo della sua coalizione che non si premura certo di indagare la morale naturale a difesa della persona, inizi una politica fiscale davvero come sostegno alla famiglia, smetta di ricordare ad intermittenza di essere cattolico o di essere indipendente a seconda dell’aria che tira.

Nei secoli la Chiesa ha pregato per i sovrani e governanti, fosse anche solo per la loro conversione, e non credo si sia retta per un’egemonia di potere, ma perché radicata, al di là dei peccati dei singoli, a Uno che ha saputo parlare al cuore dell’uomo e lo ha salvato. E il presidente del Consiglio si rassegni: non è di lui che si sta parlando!

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1 COMMENT

  1. Prodi e le sue …prodate
    controlli piutosto i suoi che fanno mercato nero in parlamento (portaborse) e si vergogni di non dire niente sull’aumento di stipendio che si sono procurati tutti i parlamentari(da Gennaio al 1 Agosto solo…815 euro, poveracci!) e senza alcuna vergogna,con completo silenzio e tutti d’accordo! Ladri!

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