l'Occidentale Molise

Iorio può stare tranquillo, alle regionali troverà una sinistra in pezzi

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La reazione era nell’aria e, puntualmente, è arrivata. Il Presidente uscente della Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, ex PD, ex IDV, attualmente senza tessera di partito, ha scagliato i suoi macigni contro la coalizione di centrosinistra che lo aveva eletto al vertice di Via Roma, nel maggio del 2006 e che, al termine del suo unico mandato, non è stato ricandidato.

A dire il vero, l’amministrazione D’Ascanio, nel corso dei cinque anni, ha vissuto lunghi periodi di scontri, dentro e fuori dal Palazzo. Addirittura nel mese di Agosto del 2008, fu presentata una mozione di sfiducia contro il Presidente sottoscritta da tre consiglieri del suo stesso partito dell’epoca, il Partito Democratico. In quel periodo, D’Ascanio, era stato già abbandonato da cinque esponenti della maggioranza e amministrava con un solo voto in più, il suo. In quella occasione, però, ci pensò Antonio Di Pietro, in persona, ad acquistare il consenso di un esponente della minoranza, Remo Grande, eletto nella lista dell’UDC.

Così la mozione fu respinta, anche perché tre consiglieri della minoranza, che non accettavano l’idea di andarsene a casa anticipatamente, si assentarono dall’Aula. A sua volta, il ‘’traditore’’ Remo Grande incassò quanto gli aveva promesso il leader dell’IDV, cioè la Presidenza del Consiglio Provinciale ma, dopo pochi mesi, tornò all’ovile e lasciò quell’incarico. Per poter restare a galla, il Presidente D’Ascanio fu costretto ad azzerare la giunta e a riaprire il confronto con il PD, ma nel frattempo lui era traslocato nel partito di Antonio Di Pietro. Nel nuovo Esecutivo, però, piazzò tre nuovi Assessori del PD e assegnò la delega di Vice Presidente, addirittura, ad Annamaria Macchiarola, prima firmataria della mozione di sfiducia. Inoltre, per regolare i conti all’interno del suo partito, fece fuori dall’Esecutivo Pierpaolo Nagni, attuale coordinatore dei dipietristi, perché fu ritenuto concorrente diretto all’elezioni del 2011.

Ma Antonio Di Pietro puntò i piedi e chiese a D’Ascanio di riconsegnare le deleghe agli Assessori estromessi. “Non se ne parla proprio, la Giunta la scelgo io” – rispose a muso duro il Presidente – E così, in un sol colpo, Antonio Di Pietro cacciò dal suo partito Nicola D’Ascanio, gli Assessori dell’IDV, che non accettarono il diktat, e abbandonò la maggioranza di centrosinistra. Il resto è cronaca recente; il centrosinistra si è diviso in tre pezzi e alla Provincia di Campobasso correrà con Pierpaolo Nagni, IDV, Micaela Fanelli, PD-SEL-Socialisti e Comunisti Italiani, Simone Coscia, sostenuto da due liste civiche che volevano le primarie.

A cose fatte, è arrivata la maledizione di Nicola D’Ascanio sul centrosinistra: “Mentre io amministravo con serietà e con trasparenza, loro organizzavano mozioni di sfiducia contro di me e agguati notturni contro la maggioranza – ha dichiarato il Presidente –. Hanno preso in giro non solo me, ma anche i cittadini fissando la data delle elezioni primarie, poi cancellate senza alcun motivo – ha aggiunto – Hanno reso il centrosinistra un terreno di battaglia permanente e, oggi, sono ancora più violenti perché – ha specificato – le percentuali si sono abbassate e i galli si beccano in un pollaio ridotto ai minimi termini. Il silenzio ipocrita dei partiti porterà alla sconfitta certa del centrosinistra alle prossime elezioni; è tutto già segnato – ha pronosticato D’Ascanio –. Parlo, ovviamente, delle segreterie politiche dei partiti, gestite da veri e propri clan autoreferenziali che hanno combinato uno sfacelo nel territorio.

Somigliano ad una corrente democristiana dei vecchi tempi, e vogliono modificare l’identità e i valori ideali del centrosinistra – ha aggiunto – tanto che si sono divisi e, addirittura, alcuni hanno candidato, per la mia successione, Micaela Fanelli, ovvero una donna che impersonifica la peggiore cultura della destra molisana. Non mi faccio rubare la mia storia da furbetti del quartierino – ha concluso l’ex comunista D’Ascanio – e, per questo, mi accingo ad organizzare, con i cittadini, il vero centrosinistra in grado di sfidare Michele Iorio alle prossime regionali”. Dunque, il Presidente della Regione, Michele Iorio, può stare tranquillo. Alle elezioni di novembre 2011, si troverà di fronte un centrosinistra diviso non più in tre, ma in quattro pezzi.

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