Iran. 40 arresti per l’attentato a Zahedan, Teheran accusa l’Occidente

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Iran. 40 arresti per l’attentato a Zahedan, Teheran accusa l’Occidente

17 Luglio 2010

La polizia iraniana ha arrestato 40 persone sospettate di esser coinvolte nel doppio attentato suicida contro la moschea di Zahedan, costato la vita a 27 persone e il ferimento di altre 160. Lo riferisce l’agenza stampa Fars.

Il vicecapo della polizia Ahmad Reza Radan ha affermato che i 40 arrestati volevano creare caos e insicurezza nella città di Zahedan dopo gli attacchi. La strage è stata rivendicata dal gruppo sunnita Jundollah (Soldati di Allah) in rappresaglia per l’esecuzione, il mese scorso, del loro leader Abdolmalik Rigi.

Ma l’Iran ha già accusato gli Usa e Israele di essere coinvolti. "Questo cieco atto terroristico – ha tuonato il viceministro dell’Interno Ali Abdollahi, citato dal sito Internet della televisione di Stato – è stato realizzato da mercerani dell’arroganza mondiale", epiteto riservato dal regime iraniano all’Occidente. "Gli agenti di questo crimine – ha aggiunto – sono stati addestrati ed equipaggiati oltre i nostri confini e poi sono venuti in Iran". Il diretto superiore di Abdollahi, il ministro dell’Interno Mostafa Mohammad Najjar, ha puntato direttamente il dito contro Israele. "Questo atto terroristico realizzato dai sionisti aveva numerosi obiettivi, incluso creare una divisione tra sciiti e sunniti", ha affermato secondo l’agenzia di stampa Isna. Najjar ha comunque sottolineato che le forze di sicurezza e i servizi iraniani "hanno la situazione sotto controllo".

Le accuse all’Occidente sono state prontamente respinte al mittente. Ieri anzi il presidente Usa Barack Obama e il segretario di Stato Hillary Clinton hanno espresso una ferma condanna dell’attentato.