Iran. Ahmadinejad vuole un seggio nel Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu
16 Febbraio 2010
di Redazione
“Non si sa se ridere o piangere alla notizia della candidatura dell’Iran a un seggio nel Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU dal giugno prossimo, per tre anni – ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera, Fiamma Nirenstein – è una candidatura sconcertante e grottesca, nonostante il paradosso continuo delle dinamiche delle Nazioni Unite, che perlopiù proteggono i violatori di diritti umani a causa di assurde maggioranze automatiche".
"Proprio in questi giorni la violenta risposta del regime iraniano alle richieste di democrazia da parte della sua popolazione ha segnato una nuova quantità di estreme violazioni di diritti umani, con uccisioni, imprigionamenti senza processo e persecuzione di dissidenti. Condivido e lodo le parole dell’Ambasciatore Laura Mirachian, nostro rappresentante permanente presso le organizzazioni internazionali di Ginevra, che oggi con estrema chiarezza ha espresso la contrarietà del nostro Paese a questa candidatura".
"La partita resta tuttavia aperta dal momento che i posti a disposizione per il gruppo asiatico sono 4 e i candidati in lizza 5 (oltre all’Iran, il Qatar, la Malesia, le Maldive e la Thailandia). Se, a causa di pressioni politiche, uno degli altri 4 candidati dovesse rinunciare, l’Iran entrerà automaticamente nell’organismo che dovrebbe in teoria sorvegliare la morale del mondo. Giusto per completare il paradosso – ha concluso l’onorevole Nirenstein – la questione si pone proprio in questi giorni in cui il Consiglio per i Diritti Umani stesso sta esaminando le violazioni iraniane dalle elezioni del giugno scorso in avanti”.
