Iran. La Cina taglia investimenti per paura di nuove sanzioni USA
02 Settembre 2011
di redazione
La Cina ha rallentato negli ultimi mesi i suoi investimenti nel settore petrolifero dell’Iran e i lavori delle sue compagnie impegnate a sviluppare il settore, nel tentativo di attirarsi le simpatie di Washington e di evitare sanzioni contro le sue imprese energetiche. Lo scrive la Reuters in un servizio esclusivo, citando quattro dirigenti di imprese energetiche di Pechino che hanno chiesto di rimanere anonimi.
La posta in gioco è alta per l’Iran, perchè la Cina è una delle poche potenze internazionali in grado di fornire i miliardi di dollari di investimenti dei quali Tehran ha bisogno per mantenere in funzione il suo strategico settore petrolifero. Il rallentamento degli investimenti cinesi in Iran è da attribuire almeno in parte agli sforzi fatti da Pechino dalla fine del 2010 per far scemare la tensione nei rapporti con l’amministrazione Obama.
Il vicepresidente Joe Biden ha sollevato il problema durante la sua recente visita in Cina, ha detto alla Reuters la portavoce della Casa Bianca Caitlin Hayden. Teheran si è accorta di quello che sta succedendo e ha ammonito le imprese cinesi a procedere con i progetti nel settore dell’ energia. Non ci sono segni che la Cina voglia rischiare di rovinare le proprie relazioni con Tehran, ma i rapporti potrebbero diventare più tesi e difficili da gestire.
Apparentemente le imprese cinesi sperano di poter mantenere i loro rapporti con l’Iran a un livello intermedio: non abbastanza freddi da rischiare una rottura, ma non abbastanza caldi da rischiare sanzioni da Washington.