Iran. La figlia minore di Bin Laden presto potrà andare in Siria

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Iran. La figlia minore di Bin Laden presto potrà andare in Siria

17 Marzo 2010

Potrebbe concludersi tra oggi e domani la vicenda di Iman Bin Laden, figlia minore del leader di al-Qaeda, Osama Bin Laden, bloccata dal 2002 in Iran dalle autorità di Teheran che le hanno impedito in questi anni di avere contatti con la sua famiglia e di ricongiungersi con i suoi fratelli in Siria.

Secondo quanto apprende da fonti iraniane il giornale arabo al-Sharq al-Awsat, che è stato il primo a parlare di questa vicenda, la giovane si troverebbe in un centro destinato al transito degli stranieri in entrata o in uscita dal paese. Iman verrebbe trattata bene e controllata a vista da alcune guardie iraniane in borghese, che le impediscono di lasciare l’albergo in cui alloggia in attesa di lasciare l’Iran. Solo dieci giorni fa è stata raggiunta dalla madre, Najwa Ghanem, che si trova nel suo stesso albergo e che dovrebbe accompagnarla in Siria.

Giunta in territorio iraniano, la moglie di Bin Laden sarebbe stata provata dalle guardie di frontiera del passaporto e del telefono cellulare, ma sarebbe riuscita a riottenerli ieri. Alcuni figli di Bin Laden, tra cui Bakr, che non vivono in Siria, sarebbero giunti a Damasco nei giorni scorsi per riabbracciare la sorella Iman, mentre altri fratelli più piccoli, fermati in Iran nel 2002 dopo l’attacco statunitense all’Afghanistan si trovano ancora in territorio iraniano e non è chiaro quale sarà la loro sorte.

Solo pochi giorni fa, Iman Bin Laden ha ottenuto dall’ambasciata saudita un documento che le consente di viaggiare e di lasciare l’Iran, che però non è un vero e proprio passaporto. Il ministro degli Esteri saudita, Saud al-Faysal, aveva confermato infatti alla stampa la notizia della presenza della figlia di Osama Bin Laden presso l’ambasciata saudita di Teheran, affermando che si trattava di un caso umanitario.

La presenza dei figli minori del leader di al-Qaeda in Iran è stata resa nota lo scorso 23 dicembre da al-Sharq al-Awsat, che ha parlato di sei figli di Bin Laden e di una delle sue mogli trattenuti dalle autorità iraniane a Teheran.