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Iran, la mano tesa di Rowhani all’Occidente è solo una fregatura

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La stampa si affretta già a parlare di "mano tesa" del presidente Rohani all'Occidente, dopo la richiesta fatta dal presunto agnellino iraniano di stoppare le sanzioni che stanno strangolando l'economia iraniana."L'unico percorso per interagire con l'Iran", ha detto Rohani durante il suo giuramento ufficiale "è attraverso negoziati su basi comuni, reciproca fiducia, mutuo rispetto e riduzione delle ostilità. Se si vuole una risposta adeguata, non si deve parlare all'Iran con il linguaggio delle sanzioni ma con quello del rispetto". Ovviamente nessuna marcia indietro sul programma nucleare intrapreso da Teheran. "Il popolo ha votato per la moderazione", ha detto Rowhani, che proprio negli anni scorsi condusse i negoziati sul programma nucleare, "il popolo vuole vivere meglio, con dignità e in una condizione di stabilità. E vuole riguadagnare il posto che merita tra le nazioni". Ancora belle parole, ma le sanzioni non sono una invenzione del Grande Satana, derivano piuttosto dalle minacce contro Israele e altri Paesi dell'area fatte dal suo precedessore Ahmadinejad. "La traiettoria del mio governo sarà la salvezzza dell'economia iraniana e un impegno di collaborazione costruttiva con il mondo", dice Rohani, testardamente. La moneta iraniana, per colpa delle sanzioni, negli ultimi due anni ha perso quasi il 75% del proprio valore. La disoccupazione è alle stelle. Ma il "moderato" Rohani ha invitato leader di tutto il mondo al giuramento, esclusi gli Usa e Israele. In compenso è stato invitato il presidente sudanese Omar al Bashir, ricercato dal Tribunale internazionale dell'Aja per crimini contro l'umanità, bloccato da Riad. Secondo il premier israeliano Netanyahu in Iran "il presidente può essere cambiato, ma il regime non è stato rimpiazzato". "L'intenzione dell'Iran - dice Netanyahu - è di sviluppare armi nucleari per distruggere Israele. E' un rischio per l'intero mondo e noi siamo intenzionati a prevenirlo''. Ieri la guida suprema iraniana Khamenei e l'ex presidente Ahmadinejad avevano dato l'investitura ufficiale a Rohani, eletto il 14 giugno scorso. Nei giorni scorsi, Rohani aveva partecipato alla manifestazione Al Quds Day, pronunciando frasi anti-israeliane successivamente smentite.

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