Iran. L’ayatollah Ali Khamenei si schiera con Mahmud Ahmadinejad
19 Giugno 2009
di Redazione
Le elezioni non sono state manipolate e le manifestazioni nelle strade "devono cessare". Questa la dura risposta inviata oggi dalla Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, al candidato moderato alle presidenziali Mir Hossein Mussavi e alle sue centinaia di migliaia di sostenitori che da giorni invadono le piazze di Teheran per chiedere la cancellazione del voto, denunciando brogli.
Khamenei ha parlato come guida della preghiera del venerdì: il primo suo discorso pubblico dopo la crisi cominciata in seguito alle contestazioni dei risultati delle elezioni. Ad ascoltarlo c’erano il presidente rieletto, Mahmud Ahmadinejad, i più importanti ministri del suo governo e le massime autorità dello Stato. Ma non Mussavi, nè l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, considerato il suo principale sponsor.
Per domani è attesa una nuova manifestazione degli oppositori di Ahmadinejad, a cui è prevista la partecipazione di Mussavi e dell’ex presidente riformista Mohammad Khatami. Ma il messaggio della Guida suprema per chi vuole continuare a promuovere la protesta di piazza è stato molto chiaro: "Chi alimenterà l’estremismo – ha affermato – sarà ritenuto responsabile per ogni violenza e spargimento di sangue". Finora sono sette i manifestanti uccisi, secondo le notizie ufficiali fornite da fonti governative.
Khamenei ha accusato alcuni Paesi occidentali, tra i quali gli Usa del presidente Barack Obama, di avere interferito nella crisi iraniana, dicendo che "agenti dei servizi segreti del nemico" hanno avuto un ruolo nei disordini. La Guida suprema ha anche difeso l’ex presidente Rafsanjani dagli attacchi di corruzione mossigli in campagna elettorale da Ahmadinejad. "Lo conosco da 52 anni e non ho mai visto che si sia arricchito illegalmente", ha detto Khamenei, definendo Rafsanjani "una delle più importanti figure della rivoluzione accanto all’ayatollah Khomeini".
