Iran, riformisti: “Pressione politica nel paese”

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Iran, riformisti: “Pressione politica nel paese”

23 Luglio 2007

Mosharekat, principale movimento riformista iraniano, ha
espresso dure critiche a un programma trasmesso dalla televisione di Stato, in
cui si diffondevano le confessioni di due cittadini irano-americani.

Secondo il movimento questa sarebbe “una manovra per esercitare
pressioni sui circoli politici del Paese” che chiedono democrazia.

Il 19 e il 20 luglio la televisione ha infatti mostrato
Haleh Esfandiari e Kian Tajbakhsh, entrambi con doppia cittadinanza iraniana e
americana, in carcere dal maggio scorso a Teheran, mentre dichiaravano di avere
partecipato ad un complotto degli Usa per minare le fondamenta del regime
islamico. I due uomini hanno spiegato che stavano cercando di penetrare la
società iraniana attraverso concetti come la democrazia, l’emancipazione delle
donne e i diritti umani. Per raggiungere l’opinione pubblica si servivano
infatti di conferenze e contatti con iraniani a livello accademico.

Come si legge sul quotidiano ‘Etemad Melli’, secondo il
Mosharekat la trasmissione sarebbe lo specchio di “una politica repressiva e
accentratrice di potere del governo. Nessuno può mettere in dubbio i principi
che stanno alla base dei programmi riformisti, come la democrazia, i diritti
umani, la libertà di parola e l’eguaglianza legale”.

“Non si può pensare – dice inoltre l’ufficio politico del
Mosharekat – che con trasmissioni come questa si possa distogliere l’opinione
pubblica dai numerosi problemi e dall’incompetenza che sono il risultato delle
azioni di questo governo: cioè il governo del presidente Mahmud Ahmadinejad”.