Iran. Sakineh, Italia e Santa Sede si mobilitano. Human Righs: “Grazie a Berlusconi”

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Iran. Sakineh, Italia e Santa Sede si mobilitano. Human Righs: “Grazie a Berlusconi”

05 Settembre 2010

"Quando la Santa Sede è richiesta in modo appropriato affinché intervenga su questioni umanitarie presso autorità di altri Paesi, come è avvenuto molte volte in passato, essa usa farlo non in forma pubblica, ma attraverso i propri canali diplomatici". Lo afferma il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla vicenda di Sakineh, la donna iraniana condannata a morte per lapidazione in Iran.

In mattinata il figlio Sajjad si era appellato al Papa e al governo italiano per salvare la vita della madre. "Esorto il capo della Chiesa, papa Benedetto XVI – si legge in una nota – a intervenire per salvare la vita di mia madre, per fermare le atrocità ingiustificate cui è sottoposta"."La Santa Sede – ha ribadito padre Lombardi – segue la vicenda con attenzione e partecipazione. La posizione della Chiesa contraria alla pena di morte è nota e la lapidazione è una sua forma particolarmente brutale". Nei sacri palazzi, secondo fonti, data la delicatezza della situazione si sta valutando se intervenire in modo ancora più esplicito sulla questione.

Anche il governo italiano si sta mobilitando per esercitare pressioni sull’esecutivo iraniano e salvare la vita di Sakineh. "Ribadisco a nome del governo italiano il più forte auspicio che l’Iran consideri un atto di clemenza per salvare Sakineh da un’orrenda punizione offensiva della dignità umana. Salvare Sakineh da questa sofferenza offrirebbe un’opportunità per l’Iran per creare un nuovo clima di fiducia con la comunità internazionale". Lo dichiara il ministro degli esteri Franco Frattini, dopo l’appello al governo italiano e al papa lanciato tramite dal figlio della donna condannata alla lapidazione. "Ribadisco – aggiunge Frattini – la mia disponibilità a incontrare il ministro degli esteri iraniano Mottaki per favorire insieme, nel comune interesse, una positiva soluzione del caso".

Per il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, "salvare questa donna è una battaglia che assolutamente va fatta per il rispetto dei diritti umani". "Il governo fa suo questo ultimo, drammatico, appello del figlio di Sakineh perché venga risparmiata la vita della madre e si abbandoni la pratica disumana della lapidazione", afferma il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. "L’impegno diplomatico del ministro degli Esteri Franco Frattini è senza sosta – rimarca Carfagna – e sono certa che darà i suoi frutti. Al contempo, per mandare un segnale forte alla comunità internazionale e alle autorità iraniane, per la prima volta, abbiamo voluto affiggere un volto, quello di Sakineh, sul palazzo del governo, al ministero per le Pari Opportunità". "Il paese – fa notare il ministro – ha risposto con vitalità e attenzione alla nostra mobilitazione se è vero che la gigantografia ‘Per la vita di Sakineh’ è ormai esposta su decine di sedi di comuni, province e associazioni, da Nord a Sud del paese. Il messaggio, dunque, è forte e chiaro, l’impegno senza precedenti. Quel volto, il viso di Sakineh, è lì a ricordare che l’Italia e gli italiani sono dalla parte della vita e dei diritti umani, non possono tollerare che questi vengano calpestati in alcun luogo del mondo". 

Per l’attenzione che sta avendo questa vicenda in Italia e l’attivismo che ha dimostrato il governo italiano, Human Righs ha ringraziato "il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e l’esecutivo italiano per il loro importante supporto a favore di Sakineh e della difesa dei diritti umani. Spero che continueranno su questa strada". Ad affermarlo è Mahmud Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights, contattato telefonicamente. "Gli iraniani che vivono sotto uno dei più brutali regimi della loro storia traggono grande ispirazione dal sostegno del governo e della società civile italiana", spiega Moghaddam, ringraziando anche "Francesco Totti per la sua attenzione al tema dei diritti umani".

Secondo il portavoce di Iran Human Rights, infatti, "la pressione internazionale è decisiva per salvare Sakineh Mohammadi-Ashtiani". L’importante – conclude Moghaddam – "è che il mondo non dimentichi, anche perché la corte suprema iraniana ha solo sospeso la condanna a morte di Sakineh, non l’ha commutata". Ma la battaglia non finirà qui: secondo Human Rights, in Iran almeno altre 14 donne sono in attesa di essere lapidate.

Sarà a causa della vasta mobilitazione dell’Italia che oggi il giornale ultraconservatore Kayhan – lo stesso che qualche giorno fa sferrò un duro attacco alla premiere dame francese Carla Bruni – ha sferrato un duro colpo al presidente del Consiglio, criticandolo per le posizioni assunte dal governo italiano in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani. "Berlusconi è un uomo moralmente corrotto", scrive il quotidiano. "Il capo della mafia italiana si è unito ai difensori del crimine", continua Kayhan, che è il più importante giornale conservatore della Repubblica islamica e il suo direttore è nominato direttamente dalla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei.

Nel suo articolo, il quotidiano si riferisce afferma che "le prove" della "dissolutezza sessuale" di Berlusconi sono contenute nella stampa italiana ed europea e aggiunge che "così come Carla Bruni, l’immorale moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, anche Berlusconi si è voluto unire a questa cricca" che difende la "criminale" Sakineh, "accusata di adulterio e omicidio del marito".