Iran. Sakineh sarà lapidata domani nella prigione di Tabriz
02 Novembre 2010
di Redazione
Sakineh, l’iraniana 43enne la cui condanna a morte per lapidazione ha innescato l’indignazione internazionale, sarà giustiziata domani. Lo riferisce il Comitato Internazionale contro la Lapidazione.
Secondo un comunicato dell’organizzazione sulla sua pagina web, le autorità iraniane hanno dato l’ordine che l’esecuzione avvenga nella prigione di Tabriz, dove Sakineh Mohammadi Ashtiani, sconta la condanna.
Il Comitato aveva già reso noto, lo scorso 11 ottobre, che il figlio di Ashtiani era stato arrestato dalla polizia iraniana insieme all’avvocato di sua madre e a due giornalisti tedeschi che volevano intervistarlo. Inoltre, secondo quanto ha confermato il procuratore generale, Gholamhossein Mohseni-Ejei, è stato arrestato l’avvocato iraniano dei due giornalisti stranieri.
Mohseni-Ejei, scrive il Tehran Times, ha affermato che il legale, di cui non si è appreso il nome, è accusato di avere "interagito con elementi controrivoluzionari con base all’estero". Il procuratore generale ha aggiunto che l’avvocato è accusato anche di "falsificazione di documenti" e che è stato trovato in possesso di "tre diversi documenti d’identità".
I due tedeschi sono stati arrestati il 10 ottobre a Tabriz nell’ufficio dell’avvocato di Sakineh, Javid Hutan Kian, mentre intervistavano Sajjad Ghaderzadeh, il figlio della donna condannata alla lapidazione e all’impiccagione per adulterio e complicità nell’omicidio del marito. Le autorità di Teheran hanno affermato che erano entrati in Iran con visto turistico e li hanno accusati anch’essi di "legami con elementi controrivoluzionari" residenti in Germania, intendendo forse i dirigenti del Comitato internazionale contro la Lapidazione.
