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Iraq. Attentati a Baghdad, il bilancio sale a 127 morti e 448 feriti

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Alla fine il bilancio finale è di 127 morti e di 448 feriti. E' stata questa l'ecatombe provocata a Bagdad da una serie di esplosioni che nella mattinata hanno sventrato intere zone della capitale irachena. Le deflagrazioni si sono succedute rapidamente l'una all'altra, in diversi punti della città, provocate da almeno cinque autobombe.

La prima delle cinque esplosioni, che secondo la ricostruzione del ministero degli Interni sono state pressoché simultanee, è avvenuta intorno alle 10,25 locali (le 8,25 in Italia) ed è stata poi seguita da altre deflagrazioni. E' avvenuta a Dora, ad opera di un attentatore suicida. Poco dopo, sono state registrate le altre: un'autobomba è esplosa nella zona di Nahda, davanti ad un edificio dove sono ospitati uffici del ministero degli interni, un'altra nei pressi di un ufficio giudiziario davanti alla moschea al Nidaa, nel quartiere al Qahiria, un'altra ancora nei pressi dell'università al Mustansiriya, poco distante dall'ingresso del ministero del lavoro e degli affari sociali, mentre la quinta è esplosa nei pressi della piazza al Rusafi, nel centro della capitale.

Gli attentati di oggi hanno il marchio di al Qaida, ha affermato il primo ministro iracheno Nuri al Maliki, denunciando al tempo stesso che i terroristi responsabili di quest'ennesima carneficina hanno “il sostegno dall'estero”. “Le bande di terroristi sostenuti dall'estero e i rimasugli del partito Baath e dei suoi sostenitori hanno compiuto oggi un altro massacro su cui ci sono le stesse impronte digitali di altri attentati che da molto tempo continuano a spargere il sangue dei nostri innocenti”, ha affermato al Maliki in un comunicato. Scopo di questi attacchi, “è di opporsi alle aspirazioni del popolo iracheno e far fallire il percorso democratico”, ha detto ancora il premier sottolineando che “il tempismo di queste vigliacche azioni terroriste, dopo che il Parlamento ha superato l'ultimo ostacolo sulla strada delle elezioni, conferma che i nemici dell'Iraq cercano di seminare il caos per minare ogni progresso democratico”. Il premier ha quindi esortato le forze di sicurezza ad esercitare la massima attenzione ad ogni segnale di allarme e ha rivolto un appello ai mezzi di informazione “affinché moltiplichino i loro sforzi per rafforzare la solidarietà tra il popolo iracheno smascherando gli schemi per destabilizzare il Paese”.

L'ultimo sanguinoso attentato nella capitale irachena, prima di quest'oggi, risale al 25 ottobre quando un duplice attentato aveva provocato 90 morti.

 

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