Iraq. Deputate contro la riforma dello statuto del personale
14 Maggio 2009
di Redazione
Il blocco femminile nel parlamento iracheno lancerà "una campagna per impedire che si metta mano allo statuto personale" in vigore in Iraq. Lo annuncia "all’ADNKRONOS" Maysun al-Damluji. "La legge, varata nel 1959 sulla base della sharia islamica, mirava a rimuovere le ingiustizie contro le donne e la famiglia e parificava tutte le confessioni irachene per quel che riguarda il matrimonio, il divorzio, il mantenimento e l’eredità", spiega.
"Non bisogna indebolire questa legge e l’articolo 41 della costituzione irachena che vi fa riferimento, imponendo emendamenti che spianano la strada a sentenze arbitarie, che limitano le potenzialità e la condotta della famiglia, dissolvendola e consolidando il confessionalismo nella società irachena", aggiunge la parlamentare.
Questi emendamenti prevedono infatti la creazione di tribunali confessionali competenti per le questioni di diritto civile di ciascuna componente religiosa del paese. "Chi ha a cuore la creazione di uno stato di diritto in Iraq si trova di fronte a una scelta decisiva: restare fedele a una legge che unisce tutto il popolo e contribuisce alla riconciliazione e alla creazione di un’identità nazionale irachena oppure dirigersi verso la divisione della popolazione in sette, razze e nazionalità differenti", sottolinea la Damluji, che fa parte della Lista Irachena dell’ex premier Iyyad Allawi.
La parlamentare lancia quindi un appello ai gruppi politici e alla Commissione per gli emendamenti costituzionali nel parlamento iracheno, perché "tengano lontano l’articolo 41 dalle divisioni confessionali e settarie".
