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Isis a Roma: chi è Karlito Brigande, il macedone arrestato dall’antiterrorismo

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I carabinieri del Ros hanno arrestato a Roma, martedì scorso, uno dei criminali macedoni più pericolosi degli ultimi vent'anni: Karlito Brigande. Ritengono che si sia arruolato con lo Stato Islamico, e hanno documentato il suo tentativo di scappare in Iraq per compiere almeno un attentato con un'autobomba. Il Gip di Roma Elvira Tamburelli ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare indirizzata anche all'uomo che lo ha arruolato: Barhoumi Firas, un tunisino di 29 anni, transitato in Italia prima del trasferimento in Iraq nelle file del Califfato. 

 

I due si erano conosciuti nel carcere di Rebibbia mesi fa. Un terzo straniero è stato arrestato la scorsa notte nella capitale per evasione e possesso di documenti falsi.

Quarantun anni, Brigande è nato a Debar in Macedonia ed è entrato e uscito di prigione diverse volte. Ha cambiato il suo vero nome (Vulnet Makelara) in Karlito Brigande, in onore al personaggio del film Carlito's Way. Prima del 2004 scontò una pena di 15 anni in Italia per rapine, poi fu arrestato di nuovo a Skopje perché accusato di essere un trafficante di uomini. Viveva a Roma, nel quartiere di Torre Spaccata, ed era stato catturato già il due novembre scorso, su mandato internazionale del tribunale macedone di Gostivar, per reati di "lesioni personali gravi, pericolosità pubblica, detenzione illegale di armi e materiale esplosivo, aggressione a pubblico ufficiale".  

 

L'inchiesta aveva preso le mosse da un'intuizione investigativa dei carabinieri della Compagnia di Roma Centro, in occasione dell'arresto a novembre del macedone nell'ambito di un normale servizio di controllo del territorio. L 'attenzione dei carabinieri è stata richiamata da alcune lettere scritte a mano, con frasi in arabo, e da alcune fotografie che facevano sospettare una sua adesione al radicalismo islamista. Per questi motivi è stato immediatamente coinvolto il Ros, il reparto dell'Arma specializzato nelle indagini antiterrorismo. L'operazione antiterrorismo si è conclusa la scorsa notte quando, con la collaborazione dei carabinieri del comando provinciale, è stato arrestato il macedone Abdula Kurtishi. E' stato quindi arrestato per evasione e possesso di documenti falsi, ma le indagini sono ora finalizzate ad accertare un eventuale suo supporto alla 'causa jihadista'. 

 

Sono state acquisite decine di messaggi audio che si è scambiato con Firas attraverso la chat di Telegram. Dalla perquisizione dell'appartamento e dall'analisi di quattro telefonini cellulari gli investigatori si sono accorti che Brigande stava per unirsi allo Stato Islamico.

Il 20 ottobre 2015 Barhoumi invita Brigande a raggiungerlo in Iraq. Questa la conversazione, così come riportata nell'ordinanza del gip.
Barhoumi: ... andrà tutto bene inshallah... anche se tu vuoi venire qua... posso sistemare tutto per te. Basta che tu fai un programma così anche con documento falso così tu puoi venire inshallah.
Brigande: .. fratello mio, ma io già sono pronto se... mi puoi scrivere le strade, le cose, come faccio, da dove cerco inshallah piano piano di arrivare là.
Barhoumi: ... basta tu cerca per venire a Turchia resto ci penso io per te hai capito? Basta che tu venire a Turchia, hai capito?
Brigande: Ok fratello cerco questo mese inshallah... cerco di venire più presto.
Barhoumi: ... per me io ho segnato... uno... per una operazione suicida, vuol dire prendo una macchina con l'esplosivo dentro per fare un'operazione contro i kuffar (miscredenti, ndr) inshallah. Però se mi dici una promessa che tu venire dopo un mese io posso allontanare la data dell'operazione. 

 

Lo stesso 20 ottobre, dopo aver contattato un'utenza macedone, Brigande contatta nuovamente Barhoumi. "Ho parlato con un amico mio, aspetto la.. la risposta. Serve un po' di tempo, inshallah, dieci giorni, venti giorni, inshallah... appena lui giusta, ha detto che prendo l'aereo e vado lì dove hai detto tu, inshallah". 

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