Isis, Gabrielli: prima o poi colpiranno anche l’Italia

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Isis, Gabrielli: prima o poi colpiranno anche l’Italia

07 Gennaio 2017

“Lo dico in maniera molto cruda: prima o poi anche noi un prezzo lo dovremo pagare. Ci auguriamo sia quanto più contenuto possibile”, ma “noi dentro a quella minaccia ci siamo. Le indagini, spesso successive ai rimpatri, hanno dimostrato che buona parte delle persone fermate nel nostro Paese perché considerate vicine all’Isis stava realmente per compiere attentati e fare morti. Questo, però, non deve toglierci la nostra libertà. Saremmo sconfitti solo se ci lasciassimo condizionare nella nostra quotidianità”. Le parole sono del capo della polizia, Franco Gabrielli

E difficilmente le si può ascoltare restando impassibili. Per il prefetto è “importante riaprire i Cie in numero sufficiente e in ogni regione. Si arriverà a una permanenza di un massimo di un anno in presenza di motivi di sicurezza pubblica”. Sui rimpatri dei migranti che fanno ricorso per la negazione del diritto d’asilo, “la normativa europea prevede almeno un grado di giudizio, il nostro sistema giudiziario ne presuppone tre. Intendiamo fermarci al primo”. I Paesi d’origine non recepiscono le espulsioni perché “l’emigrazione è due volte vantaggiosa: decomprime la demografia e garantisce importanti rimesse di denaro”, osserva Gabrielli. “Dunque occorre fare in modo che riprenderseli sia ancora più vantaggioso. Con quello che spende lo Stato per accoglienza, sanità e sicurezza, le risorse da distribuire a mo’ di incentivo non mancherebbero”.

Mille nuovi poliziotti saranno immessi in organico nei primi mesi del 2018 ha annunciato ancora il Capo della Polizia che ha detto, “l’emergenza dell’emergenza è l’invecchiamento del personale. Oggi -raccogliamo una follia, c’è stata nel nostro Paese una stagione nel quale si diceva che i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri erano troppi, che noi eravamo il Paese che aveva il rapporto tra operatori di polizia e cittadini più alto d’Europa, che i 300 mila operatori delle forze dell’ordine erano troppi. In Italia a un certo punto c’è stata la ‘genialata’: si è bloccato il turn over e si sono cartolarizzate le nostre scuole, perchè si immaginava che non si dovesse più fare i poliziotti, e che anzi dovessero essere rottamati. Credo che questa sia una follia allo stato puro e oggi noi ne raccogliamo i risultati”.