Israele molla Unesco, Onu nega la storia e incoraggia il terrorismo

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Israele molla Unesco, Onu nega la storia e incoraggia il terrorismo

14 Ottobre 2016

La decisione presa  dall’Unesco, la Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, che nega il legame del Monte del Tempio e del Muro del Pianto con l’ebraismo, è assurda. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu subito dopo che l’organizzazione dell’Onu con sede a Parigi ha votato con 24 voti a favore, 6 contrari e 26 astenuti una risoluzione sul tema, definita “imbarazzante” dal presidente israeliano, Rivlin. “Dire che Israele non ha legami con il Monte del Tempio è come dire che la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o che l’Egitto non ha nessun legame con le Piramidi”, ha affermato Netanyahu. Il premier ha aggiunto che con questa “assurda” decisione “l’Unesco ha perso quel poco di legittimità che ancora aveva”.

Il ministro dell’Istruzione israeliano, Naftali Bennett, ha annunciato l’immediata sospensione della collaborazione con l’Unesco. La decisione di Bennett è stata riferita dal Jerusalem Post, che precisa il ministro, ha detto che la posizione dell’agenzia Onu “nega la storia e incoraggia il terrorismo”. Bennett terrà un incontro la prossima settimana, per discutere passi ulteriori. Nel frattempo, sottolinea Jerusalem Post, non ci saranno incontri con funzionari Unesco, collaborazione nelle conferenze internazionali o collaborazione professionale con l’organizzazione.

Il testo, celebrato dai palestinesi, è stato adottato al Consiglio esecutivo dell’Unesco dopo l’approvazione di 24 Paesi, mentre 26 si sono astenuti e altri sei si sono espressi contro (tra cui gli Stati Uniti). Nel provvedimento viene condannato il comportamento di Israele in relazione alle restrizioni ai musulmani imposte nel luogo sacro, che si trova a Gerusalemme Est. Questo non viene chiamato nella risoluzione Monte del tempio, ma soltanto con la definizione araba, cioè moschea di al-Aqsa. “La vergognosa decisione dell’Unesco”, secondo cui non ci sarebbero legami tra gli ebrei ed il Monte del Tempio, “dimostra che se si ha una maggioranza automatica, si può anche decidere che il mondo è piatto”. Così, in una nota, l’ambasciatore d’Israele a Roma, Ofer Sachs, sulla risoluzione adottata dall’Unesco.

E l’Italia? Il Governo Renzi si è astenuto, con il coraggio che lo contraddistingue in tante questioni di politica estera. A differenza di Paesi come la Germania e il Regno Unito, il nostro non si opposto alla decisione dell’Unesco di considerare il Muro del Pianto estraneo alla storia ebraica. Il ministro Gentiloni non ha nulla da dire? Perché non abbiamo seguito l’esempio di altri stati UE, e di 6 alleati della NATO, che hanno votato contro?

Nel frattempo, il Jerusalm Post ci informa che l’Iran non ha mai abbandonato le proprie ambizioni di leadership regionale e che il suo programma nucleare resta un possibile trampolino di lancio per le ambizioni egemoniche di Teheran. Nel corso di un vento andato in scena nella Repubblica islamica, in cui si ricordava la invasione dell’Iraq (1980), le forze armate iraniane hanno esibito una vasta gamma di missili a lungo raggio, carri armati e un sistema di difesa missilistico terra-aria russo S-300. La mano tesa di Obama e l’ignavia dei Paesi europei come l’Italia ci hanno portato a questo: deboli con i lupi, forti con l’unica democrazia del medio oriente.