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Israele, vicepremier si dimette per molestie. “Se ha sbagliato non c’è posto in Parlamento”

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Grana in agguato per il governo Netanyau, si è dimesso il ministro dell'Interno e vice premier di Israele, Silvan Shalom, dopo che la stampa ha riportato la storia di molestie sessuali delle quali Shalon si sarebbe reso responsabile. "La mia famiglia mi sta dando il massimo sostegno ma non c'è giustificazione per il prezzo che ci viene richiesto," ha detto Shalom. "Date le circostanze, ho deciso di dimettermi da ministro e da parlamentare".

 

Le dimissioni arrivano dopo giorni di boatos sulla stampa e dopo che Shalom aveva respinto con forza le accuse di molestie. "Ne ho abbastanza dei tormenti che cadono su di me e la mia famiglia, mia moglie, i miei figli e la mia anziana madre", ha aggiunto il vicepremier, ricordando i quasi 23 anni al servizio dello Stato israeliano. A suonare la carica contro il vicepremier, personalità autonoma della compagine governativa israeliana, anche grandi giornali come Haaretz, ma alcune delle accuse che vengono rivolte al politico non hanno mai avuto seguito giudiziario.

 

Secondo le accuse, sarebbero 11 le donne che hanno accusato Shalom di presunte avance sessuali. Duro il commento della viceministro degli Esteri Tzpi Hotovely, Likud,  che ha detto senza mezzi termini che se la colpevolezza fosse provata non ci sarebbe posto in parlamento per Shalom. Shalom veniva anche considerato un politico di rango capace di sfidare Netanyahu alle primarie della destra isreaeliana.

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