Istanbul: il bilancio dell’attacco al consolato americano

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Istanbul: il bilancio dell’attacco al consolato americano

09 Luglio 2008

La Turchia scossa da un nuovo, sanguinoso, attacco terroristico. Sei persone sono morte questa mattina in una violenta sparatoria davanti al consolato americano a Istanbul tra un commando armato, che ha aperto il fuoco, e gli agenti di polizia che prestavano servizio davanti all’edificio che ospita la rappresentanza Usa.

Quasi contemporaneamente, nell’est del Paese, guerriglieri curdi hanno rapito tre turisti tedeschi che stavano effettuando una spedizione. "Stando ai primi elementi raccolti si tratta molto probabilmente di un’azione terroristica", ha detto nel pomeriggio il capo della procura di Istanbul, Aykut Cengiz Engin, riferendosi alla sparatoria, "l’attacco è stato messo a segno da uomini tra i 20 e i 30 anni". 

In mattinata il ministro dell’interno turco, Basir Atalay, aveva parlato di "tre terroristi" uccisi rimanendo comunque vago sulla natura dell’attacco. Un’azione che però non lasciava dubbi per l’ambasciatore americano ad Ankara, Ross Wilson, secondo cui "per definizione un attacco armato contro una sede diplomatica è un attacco terroristico".

Intorno alle 11 di questa mattina a Istanbul (le 10 in Italia) il commando armato composto da quattro persone è giunto, a bordo di un’auto bianca secondo alcune fonti, davanti al consolato Usa nella parte europea della città. Tre uomini sono scesi dall’auto ed hanno aperto il fuoco contro il posto di polizia all’ingresso del consolato mirando agli agenti proprio in direzione dell’ufficio visti. I poliziotti hanno reagito dando vita ad una sparatoria durata oltre 10 minuti che ha lasciato a terra i corpi senza vita dei tre attentatori e di due agenti, un terzo è deceduto in ospedale. Il quarto uomo che faceva parte del commando, rimasto sull’auto, è riuscito a fuggire. In città si è quindi scatenata subito la caccia all’uomo con un massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, elicotteri inclusi, in particolare nel distretto di Sariyer.

È giunta poi immediata la dura condanna del presidente Abdullah Gul e il primo ministro Tayyip Erdogan si è detto "molo rattristato dal martirio dei nostri tre agenti di polizia in un attacco terroristico".