Istat. Ad agosto inflazione rallenta, più 1,6%
15 Settembre 2010
di Redazione
Ad agosto i prezzi al consumo in Italia sono scesi al +1,6% dall’1,7% di luglio. Lo comunica l’Istat confermando il dato preliminare. L’istituto di statistica precisa che su base mensile l’inflazione è aumentata dello 0,2%. "Il lieve rallentamento dell’inflazione ad agosto risente, in primo luogo, della flessione congiunturale dei prezzi dei beni energetici", spiegano i tecnici Istat.
L’inflazione acquisità per il 2010, ovvero quella che si avrebbe ipotizzando che l’indice rimanga al medesimo livello segnato ad agosto per la restante parte dell’anno, risulta così pari a +1,5%, al netto della componente energetica e degli alimentari freschi, il tasso tendenziale, spiega l’Istat "si è stabilizzato all’1,5%".
Quanto all’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che tiene anche conto delle riduzioni temporanee di prezzo come saldi e promozioni, ad agosto ha registrato una variazione del +1,8% tendenziale e del +0,2% congiunturale. Guardando ai diversi capitoli di spesa, gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (+3,8%), Altri beni e servizi (+3,3%) ed Istruzione (+2,5%); una variazione nulla si è verificata per il capitolo Ricreazione, spettacoli e cultura. Su base congiunturale, gli aumenti più significativi sono stati rilevati per le Comunicazioni (+1,2%), Trasporti (+1%) e Bevande alcoliche e tabacchi (+0,3%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Abitazione, Acqua, elettricità e combustibili, Mobili, articoli e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute, Istruzione e Servizi ricettivi di ristorazione; una variazione congiunturale negativa si è verificata per Abbigliamento e calzature (-0,1%).
Nell’ambito delle 20 città capoluogo di Regione, gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati nelle città di Aosta (+2,7%), Napoli (+2,1%) e Trieste (+2%); le variazioni più moderate hanno riguardato le città di Campobasso e Bari per entrambe +1%), Bologna, Potenza e Reggio Calabria (per tutte e tre +1,1%) e Perugia (+1,2%).
