Istat, nuovo allarme: inflazione resta negativa e economia rallenta
08 Giugno 2016
L’Istat nella sua nota mensile rende noto che “Nel breve termine l’economia italiana segnerà un rallentamento del suo ritmo di crescita“.
Gli esperti dell’istituto di statistica osservano i che “l’economia italiana continua a crescere con un ritmo moderato, caratterizzato dal consolidamento del contributo positivo della domanda interna alla crescita del Pil. Il principale motore della crescita è costituito dai consumi ai quali si accompagna anche un miglioramento degli investimenti”.
E aggiungono che “in presenza di alcuni segnali di debolezza delle attese delle imprese e degli ordinativi della manifattura, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un’ulteriore discesa, suggerendo il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine”.
L’Istat prevede poi che l’inflazione resterà negativa nei prossimi mesi e solo nel prossimo autunno ci potrà essere, forse, un lieve recupero.
Nel quadro pesa la fiducia dei consumatori pesa anche la fiducia dei consumatori, in flessione da gennaio: per prevedere questa tendenza al ribasso, gli statistici utilizzano uno strumento che si chiama “indicatore anticipatore composito”.
L’altra cattiva notizia è che l’Italia resta in deflazione, ergo: l’economia non è dinamica. L’Istat prevede poi che l’inflazione resterà negativa nei prossimi mesi e solo nel prossimo autunno ci potrà essere, forse, un lieve recupero.
In questo momento, i rincari riguardano soprattutto i carburanti, i tabacchi, gli “alimentari non lavorati”. Il tasso tendenziale si conferma al 7 per cento, ma solo per i beni “non alimentari e non energetici”. Proprio la bolletta elettrica, in forte calo per effetto del prezzo basso del petrolio, abbatte l’inflazione.
E anche per il mercato del lavoro le cose non sono floride. Solo ad aprile è stato registrato un leggero incremento degli occupati, ma è tutto un luci ed ombre.
L’Istat prova a fare previsioni anche per il futuro e scrive: “A maggio le aspettative degli imprenditori risultano in miglioramento nei soli servizi”, mentre c’è pessimismo “negli altri settori”. Questo pessimismo non sorpende. Già nei primi tre mesi dell’anno, il settore delle costruzioni è tornato a soffrire (meno 0,5%), la spesa per mezzi di trasporto si è fermata ad un +2,4%, e le esportazioni sono calate.
Ieri Bankitalia ha anche abbassato la sua stima di crescita del Pil 2016 a 1,1% (da 1,5%,), allineandosi a quanto previsto anche dal Fmi.
