Culle sempre più vuote

Istat, peggiore calo delle nascite dal 1861 (e intanto si tagliano i punti per partorire)

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L’Istat ha reso pubblici i dati riguardanti la situazione demografica in Italia. La situazione, difficile per la verità, è sotto gli occhi di tutti: al 31 dicembre 2018 la popolazione risulta diminuita dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Il calo – il peggiore dal 1861 – è da attribuire in primis alla diminuzione delle nascite che, pari al – 4% nel 2018 rispetto al 2017, segna un nuovo minimo storico e, in secondo luogo, ai dati che riguardano i residenti in Italia, diminuiti nel 2018 dello 0,2%, conseguentemente alla crescita dei valori di emigrazione.

I valori negativi legati alla diminuzione demografica su territorio italiano sono stati in parte contenuti dai dati riguardanti l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei cittadini stranieri, iscritti in anagrafe o arrivati per immigrazione. Si stima che ad oggi l’8,7% della cifra demografica del nostro Paese sia costituita da stranieri, nonostante comunque l’immigrazione abbia registrato note di diminuzione.

Insomma, è tutto chiaro: non facciamo più figli. Tuttavia, come “contromisura” formidabile a questo dato allarmante, da più parti, specie al Sud (vedi il caso di Termoli in Molise), vengono chiusi i punti nascita, costringendo le partorienti a fare chilometri in più per raggiungere l’ospedale più vicino, con tutti i rischi del caso. Il Governo che più volte si è detto attento al tema, passi dalle parole ai fatti. Altrimenti non andremo molto lontano.

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