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Il convegno di Magna Carta con Faes

Italia e Spagna faccia a faccia sul tema del fallimento del multiculturalismo

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L’Italia, la Spagna e la crisi del multiculturalismo. Un tema che, sulla scia della recente “arab spring”, riecheggia in maniera più forte nelle orecchie dei due Paesi più vicini al Nordafrica, e quindi più esposti ai consistenti flussi migratori che provengono e presumibilmente continueranno a provenire dalla sponda africana del Mediterraneo.

Questa riflessione è stata l’anima del convegno “Italia-Spagna: il fallimento del multiculturalismo e le nuove politiche per l’immigrazione” che ieri ha visto confrontarsi i due think tank espressione del pensiero liberale, la Fondazione Magna Carta e FAES (Fundaciòn para el anàlisis y los estudios ) – rispettivamente ospitante italiano e ospitato spagnolo – sulle questioni dell’integrazione, della conservazione della cultura nazionale e della presa di coscienza da parte dei leader europei (vedi David Cameron e Angela Merkel) del fallimento del modello “multikulti” che ha avuto come unica conseguenza la creazione di veri e propri “ghetti” nelle grandi metropoli occidentali.

Ad aprire il dibattito è stato Gaetano Quagliariello, Vicepresidente Vicario del gruppo Pdl al Senato che, partendo dalla suggestione del discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sul tema dell’immigrazione ha auspicato l’attuazione di soluzioni comuni che travalichino i confini dello stato nazionale. Facendo un excursus storico sulle scelte di politica estera italiana, in particolare sul neoatlantismo matteiano della seconda metà del secolo scorso, fallito poi per l’ascesa della Francia in quell’area, Quagliariello ha sottolineato come il governo Berlusconi abbia ripreso le suggestioni di quel periodo (vedi la partnership con l’Africa del Nord per il settore energetico), apportando un contributo originale nel momento in cui è crollato l’asse franco-tedesco. Per il senatore del Pdl, le rivolte arabe, che si ricollegano con un filo rosso alle vicende degli ultimi anni a partire dall’11 Settembre, nell’ultima fase hanno destabilizzato la politica italiana per fatti concreti (la geografia, l’economia) e il nostro Paese ha ragione a chiedere solidarietà europea in fatto di immigrazione perché non è in grado di sostenerla da un punto di vista umanitario, della sicurezza ed economico, soprattutto adesso che ci troviamo in un momento storico di emergenza economica. Se l’Italia non dovesse ottenere questa solidarietà si creerebbe, per Quagliariello, “un precedente storico molto forte”.

Dal contesto estero a quello interno al nostro Paese. Sul tema di integrazione e cittadinanza la palla è passata a Maurizio Gasparri, Presidente del gruppo Pdl al Senato della Repubblica che, rifacendosi alle prese di posizione di Cameron e della Merkel sul “multikulti”, ha affermato che “se la società multietnica è ormai un dato di fatto, quella multiculturale crea dei problemi”. Per Gasparri la democrazia non può essere limitata solo agli aspetti giuridici, la condivisione deve basarsi anche sui valori etici, perciò la cittadinanza deve maturare sulla base di valori condivisi senza i quali non ci può essere reale integrazione. Lo sforzo che il nostro Paese deve fare è quello di difendere le proprie condizioni. Quindi ‘no’ ad una apertura demagogica, ‘sì’ al richiamo alla consapevolezza della nostra storia.

Dopo la voce italiana il tavolo organizzato da fMC ha ceduto il microfono a quella spagnola. Dà addosso a Luis Zapatero Andrés Ollero, Docente di Filosofia del Diritto presso l’Universitá Rey Juan Carlos di Madrid e membro della Real Academia de Ciencias Morales y Políticas, trattando lo spinoso argomento del dialogo interreligioso, e in particolare del rapporto tra cristiani e musulmani. Per Ollero la politica del Presidente del gobierno spagnolo, tutta incentrata a neutralizzare l’egemonia cattolica, non ha fatto altro che accendere la scintilla e provocare lo scoppio dello scontro tra religioni che prima, invece, riuscivano a convivere civilmente.

José María López Bueno, Presidente della Societá Pubblica per la Promozione Economica di Melilla, dal canto suo, ha portato l'esempio di 'corretta integrazione' delle due città autonome spagnole di Ceuta e Melilla, a dimostrazione che la convivenza si realizza solo laddove l’identità nazionale è forte e quindi non c’è scontro religioso con i musulmani. E' solo così, come nel caso di questi due paesi, che si può realizzare, ad esempio, l'emblematico inserimento delle festività musulmane nel quadro legale spagnolo.

Discorso più ampio e complesso quello di Javier Zarzalejos, Direttore dell’Area di Costituzione e Istituzioni della Fondazione FAES che ha affrontato la tematica della sinistra spagnola e l’uso politico del multiculturalismo. Per Zarzalejos, in una fase post-ideologica, il socialismo è morto, ed è stato soppiantato dal multiculturalismo e dal relativismo. Al grido di “tutti siamo ugualmente differenti” quelli che si professavano socialisti ora difendono un’identità culturale al posto di un’ideologia, cosa che ha prodotto la frammentazione sociale. ZP e i suoi 'seguaci' si dicono buonisti, progressisti, professano il laicismo – più vicino alla religione islamica che a quella cristiana, vedi la cena di Zapatero con Erdogan e il rifiuto da parte del premier spagnolo di accogliere il papa in visita a Madrid lo scorso novembre – e promuovono nuovi diritti, non naturali ma sociali. In ultima analisi, secondo Zarzalejos il multiculturalismo ha fallito perché nessun sistema democratico e liberale può funzionare veramente se vengono svuotati di valore i princìpi su cui si basa la società stessa.

La linea comune emersa tra i relatori che hanno animato la tavola rotonda italo-spagnola di ieri è la necessità che due Paesi, accomunati da simili vicissitudini geopolitiche possano trovare un paradigma politico comune sul tema. E la speranza è proprio questa: che dalla collaborazione tra fMC – che da sempre attenta a queste problematiche ha di recente aperto le sue porte al leader politico olandese Geert Wilders in occasione della sua tradizionale Lettura Annuale – e FAES possa sorgere una visione dell'uomo sottratta alle astrattezze universalistiche dell'illuminismo e più vicina alla tradizione liberale, europea, occidentale, giudaico-cristiana.

 

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6 COMMENTS

  1. Modern Times
    Resta da vedere come un’Europa ancorata a influssi giudaico-cristiani sappia confrontarsi con le culture con cui inevitabilmente verra’ a contatto. Barriere e respingimenti non possono funzionare, mentre la stessa identita’ occidentale professata nell’articolo, ammesso che esista, e’ un velo inconsistente e inadeguato alle sfide dei nostri tempi.

  2. Ancient times come back?
    Resta da vedere come l’Asia e l’Africa ancorate al giogo musulmano sapranno confrontarsi con le culture con cui inevitabilmente vengono a contatto. Barriere e respingimenti, ostilità e pulizie religiose non funzioneranno per sempre, mentre l’identita’ islamica, ammesso che esista, è un burka soffocante e inadeguato alle sfide dei nostri tempi.

  3. @Vanni
    A parte l’azzardata definizione di un’Asia musulmana, direi che sono d’accordo con lei: il barricarsi impauriti dietro identita’ fittizie e’ controproducente ovunque. I confini geografici non definiscono piu’ le culture, perche’ le persone si muovono con sempre maggiore facilita’, per non parlare delle idee, che ormai giungono all’istante da un luogo all’altro del pianeta. L’inconsistenza di identita’ culturali monolitiche, da sempre costruzioni arbitrarie non corrispondenti alla realta’, oggi e’ estremamente palese: un cinese si scarica Nietsche e il Corano in pochi minuti, un londinese frequenta templi buddhisti o induisti, un musulmano iraniano studia l’ermeneutica di Gadamer in un’universita’ Americana. E l’Europa, volente o nolente, e’ gia’ in continua trasformazione; se riuscira’ a essere aperta al cambiamento, questo non sara’ violento, e semmai operera’ miglioramenti anche negli altri continenti. Se si irrigidera’, si spezzera’.

  4. Non dite sciocchezze: il
    Non dite sciocchezze: il multiculturalismo non ha fallito, è fallita la gestione del multiculturalismo, ed è solo colpa nostra, che abbiamo concesso creazione di ghetti, anziché diluire la presenza straniera con 2-3 famiglie extracomunitarie in ogni condominio. Comunque si può blaterare finché si vuole, ma il futuro è segnato. Entro due generazioni saremo in buona parte mischiati, i nuovi nati qui non saranno così integralisti come i loro nonni, e noi non saremo così “spaventati” dal diverso come lo siamo ora, così invischiati nelle pastoie dell’ignoranza e del terrorismo psicologico e mediatico a cui siamo sottoposti. Il futuro è misto, piaccia o no, come a Londra e a New York, è solo questione di tempo. Matrimoni misti aumentano, figli adottati, presto avremo cittadinanza e voto per chi è qui da un po’… mettetevi l’animo in pace….

  5. @AA
    Le responsabilita’ della ghettizzazione sono difficili da indicare, ma la creazione spontanea di comunita’ isolate in una societa’ e’ un fenomeno diffuso e non necessariamente negativo, al punto che non lo definirei neanche ghettizzazione. Che il futuro sara’ misto e’ lampante, ed e’ un’opportunita’, non una minaccia.

  6. Guarda Ruggero, a Torino
    Guarda Ruggero, a Torino l’esempio di Porta Palazzo è lampante: quartiere quasi interamente extracomunitario, mercato più grande d’Italia, integrazione piuttosto ben riuscita (i miei genitori vanno a comprare la carne Halal dagli egiziani, la verdura dai marocchini, la frutta dai rumeni ecc.), ma ancora molti si lamentano della concentrazione di stranieri in una sola zona. Devo ammettere che chi, come me, ha 3-4 famiglie extracomunitarie nel condominio, in zona residenziale molto torinese, non si accorge della loro presenza e l’integrazione è perfetta. Dovrebbe essere il comune stesso a stabilire quote di inserimento in TUTTI i quartieri ed in OGNI condominio di famiglie straniere… Per il futuro già segnato, a me non può che far piacere, Londra e New York sono modelli, e nuove forme di umanità sorgono dai matrimoni misti, tutto ciò è bellissimo, e prima o poi contribuirà a disgregare le resistenze degli ottusi, che soggiacciono al terrorismo mediatico antistranieri, e a farla finita con ignobili xenofobie!

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