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Italia scarsa sicurezza, cresce il rischio terrorismo

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È stata presentata stamani a Palazzo Chigi, dai servizi segreti, la cinquantanovesima Relazione semestrale sulla politica informativa e della sicurezza. Il paese risulta fortemente esposto al rischio terrorismo, sia sul fronte estero che su quello interno.

 Infatti, si legge nel documento, “dopo lo smantellamento di una cellula neobrigatista (12 febbraio 2007) si continuano a seguire analoghi progetti eversivi”. E ancora: “Il numero delle persone coinvolte anche nel fronte di sostegno e la potenziale letalità delle armi sequestrate non possono essere sottovalutati in alcun modo”.

Da non sottovalutare neppure il rischio a cui sono esposti ogni giorno i contingenti italiani che “ha acquisito particolare concretezza”. Ma come si spiega nel report “la principale minaccia rappresentata da attacchi contro il personale impegnato nelle missioni militari all'estero o che opera in aree di crisi, ha acquisito particolare concretezza. L'attentato contro il contingente spagnolo di Unifil 2 in Libano, richiama l'attenzione sull'eventualità che analoghi rischi riguardino il contingente italiano”.

La minaccia jihadista “prospetta rischi accentuati anche per il nostro Paese”. E ciò è dovuto al “suo consolidamento su base regionale, particolarmente evidente ed insidioso nel Maghreb, ad opera della Federazione armata di Aqmi (Al Qaida nel Maghreb islamico) sorta dalla trasformazione del Gruppo Salafita”. Infatti in Italia si registra “un aumento dei centri di aggregazione islamica che, pur organizzati e frequentati per la gran maggioranza da persone che rispettano la legge, restano potenzialmente esposti ad infiltrazioni radicali”.

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