Italicum o non Italicum? Renzi ci ripensa, M5S spiazzato

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Italicum o non Italicum? Renzi ci ripensa, M5S spiazzato

02 Luglio 2016

La sconfitta elettorale alle amministrative del Pd e la avanzata del movimento cinque stelle hanno rimesso in discussione l’Italicum, la legge elettorale che Renzi aveva immaginato essere il viatico per una vittoria dei democratici alle prossime elezioni politiche.

La idea di Renzi era di poter fare a meno dei suoi alleati e di conquistare la maggioranza in parlamento grazie ad un forte premio di maggioranza che favorisse il PD. Ma appunto, le sconfitte a Roma e a Torino e la affermazione dei sindaci di 5S hanno rovesciato lo scenario, tanto più che adesso il movimento di Grillo supera i democratici nei sondaggi. Insomma, l’Italicum adesso rischia di dare la vittoria proprio al cinque stelle.

Il movimento di Beppe grillo, dopo aver attaccato la nuova legge elettorale di Renzi, capisce che l’Italicum potrebbe regalargli una vittoria. Renzi, dal suo punto di vista, realizza che solo evitando un forte premio di maggioranza si può allontanare lo spettro di un trionfo di cinque stelle a livello nazionale, come è avvenuto a Roma. Tutto questo si inserisce nella battaglia sul referendum costituzionale di ottobre, a cui Renzi ha legato il suo destino politico.

In realtà un sistema politico ormai tripolare, l’Italicum è un permanente non senso, ha scritto sull’Occidentale il senatore Gaetano Quagliariello. “In un Paese nel quale si sconta l’autoreferenzialità di una classe politica nazionale disabituata da decenni al confronto con il consenso elettorale, in un contesto in cui i partiti non hanno più la responsabilità delle proposte elettorali perché le delegano ai leader, forse bisogna pensare a tornare all’uninominale di collegio: qualcosa di molto simile alMattarellum”.

“Nessuno propone scelte estemporanee,” ha aggiunto Quagliariello, “nessuno intende scindere la legge elettorale dal contesto istituzionale come ha fatto invece Renzi. Il progetto dovrà dunque essere ben articolato. Ma se i sostenitori del No iniziano a pensarci, a sottoscrivere una proposta condivisa, a contrapporla a quell’improvvido connubio tra riforma costituzionale e sistema di voto che il referendum ci propone, l’orizzonte potrebbe essere più chiaro e la vittoria del No più vicina”.