Conservatori d'altri tempi

Jacob Rees-Mogg, ecco chi è l’ultimo vero tory inglese (cattolico) nel governo di Boris

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Parlare di Jacob Rees-Mogg, Lord presidente del Consiglio e Leader della Camera dei Comuni (una combinazione di incarichi molto gravosa, dal momento che si tratta di curare le relazioni tra il Gabinetto e la Camera dei Comuni oltre che presiedere gli incontri del Consiglio privato di sua maestà) del nuovo governo guidato da Boris Johnson, non è una passeggiata. Nemmeno a più di una settimana dal suo insediamento. Provare a prendersi del tempo, evitando il rischio di essere influenzati dalla stampa che ora lo definisce un bigotto e ora una macchietta, è quanto meno essenziale e nonostante tutto ci si ritrova al punto di partenza.

Rees-Mogg è forse uno dei personaggi più complessi di tutta la storia politica britannica. Ha il portamento e i modi di un gentleman da reform club della Londra vittoriana. Il Time, seppur con sfumature critiche, ne ha dato un’idea piuttosto calzante: Mogg rappresenta lo stereotipo letterario di un conservatore vecchio stampo, distaccato e alieno ad ogni forma di mondanità. Avverso ad ogni palingenesi interna al suo partito, è stato uno dei più acerrimi oppositori del conservatorismo-progressista rispolverato da Cameron, per quanto riguarda i temi etici. E’ un antiabortista convinto, dal momento che ritiene che la vita cominci con il concepimento ed è contrario ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. E’ un euroscettico convinto, avversario incallito dell’ex premier Theresa May e del contendente di Johnson alle ultime primarie, ovvero Jeremy Hunt. Se Boris Johnson ha spostato il Partito Conservatore a destra, Mogg lo ha forse fatto ancora di più, paventando anche l’ipotesi di un’alleanza con il fu UKIP.

Ci troveremmo davanti al classico ritratto, più che di un conservatore britannico del 2000 o del ‘900, ad un vero e proprio tory (alla James Butler) fuori tempo massimo, come ai tempi fu un gigante come Enoch Powell. Le posizioni sul tema migratorio dei due sono praticamente le stesse. Le caratteristiche ci sono tutte:è un esponente della cosiddetta “cultura alta” (si è laureato ad Oxford, comincia a lavorare in una società di gestione di investimenti nei mercati emergenti, per poi fondarne una a sua volta: la Somerset Capital Management), fedeltà granitica alla corona (ricordiamo, ha accettato di presiedere il Consiglio privato di sua maestà), sostiene una Chiesa antimoderna e tradizionalista, molto vicina alla High church anglicana (che a sua volta ha diverse affinità con il cattolicesimo più tradizionalista).

Allora perchè abbiamo usato il condizionale “ci troveremmo”? Perchè Jacob Rees-Mogg è un cattolico. I primi tories, in quanto giacobiti e fedeli a Casa Stewart, erano anch’essi cattolici, ma dopo l’avvento di casa Hannover sul trono del Regno Unito, si spostarono verso l’anglicanesimo che difesero con le unghie e con i denti come unica religione praticabile in Gran Bretagna. Lo stesso Enoch Powell, emblema di questo old torism, convertitosi all’anglicanesimo ne fu un baluardo inossidabile, al punto che quando l’allora leader conservatore Edward Heath lo cacciò dal partito (dopo aver pronunziato il controverso discorso sull’immigrazione “fiumi di sangue) entrò nel Partito Unionista dell’Ulster con il quale venne eletto nel collegio di South Down nel 1974.

Rees- Mogg differisce in questo. E’ un cattolico a tutto tondo, sostenitore della messa tridentina (quella celebrata in latino). E’ fermamente contrario non solo ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, ma anche al matrimonio con rito civile. “Il matrimonio è un sacramento e, dunque, si pone sotto l’autorità della chiesa, non dello stato”. Chiesa e stato due entità separate, sotto la guida di due entità diverse. In contrasto con il vecchio torism fondamentalmente anglicano che nell’anglicanesimo vede l’unica religione possibile in quanto fatalmente legata alla nazione, dal momento che il capo dello stato è allo stesso tempo capo della Chiesa anglicana.

Jacob Rees-Mogg è una personalità controversa proprio perchè collocabile in questa fatale contraddizione. Quella di appartenere all’old torism, trono e altare, e allo stesso tempo di essere un devoto cattolico che alla corona è sì devoto ma solo in quanto detentrice del potere temporale.

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