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Lotta dura contro il neonazismo in Europa

Jobbik, non ci resta che continuare a combatterlo

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Roma, 27 gennaio 2013

Cari amici, nel giorno della memoria della Shoah, penso al monumento che ho appena visitato sulle rive del Danubio a Budapest. Una fila di scarpe di uomini, donne e bambini, memoria degli ebrei che furono gettati nel fiume simbolo d'Europa dalle milizie naziste-ungheresi. Oggi si ricordano quei martiri insieme ai più di 600mila ebrei ungheresi sterminati durante la Shoah mentre siede in Parlamento una forza del 17 per cento che inneggia a Hitler e chiede le liste degli ebrei che siedono nelle istituzioni ungheresi ritenendoli "un pericolo per la sicurezza nazionale", una vera citazione hitleriana. Il nome del loro partito è Jobbik.

Ho appena guidato in Ungheria con l'inglese John Mann e l'israeliano Yossi Peled un gruppo di parlamentari europei e israeliani organizzati dall'ICJP (gli eletti ebrei di tutto il mondo)  dall'ICCA (l'organizzazione parlamentare contro l'antisemitismo) e dall'Israel Jewish Congress per chiedere conto alle autorità che governano le istituzioni di quel Paese di che cosa si pensa e di che cosa si fa del pericolo in cui sono costretti i 200mila ebrei e gli zingari che vivono in quel Paese. Perché per noi la situazione ungherese è la peggiore d'Europa per il numero di antisemiti e antizingari che professano il loro credo con l'appoggio di giornali e intellettuali e l'eco delle istituzioni in cui sono presenti, per le dichiarazioni sulla "industria dell'Olocausto", sul progetto ebraico di dominare il mondo, sulla criminalità sionista che tenta di distruggere l'Ungheria e lo spirito magiaro.

E' un bombardamento continuo, mentre si sono formate milizie che marciano per le strade, i leader di Jobbik si dichiarano nazisti senza problemi, si bruciano le bandiere di Israele,è pericoloso indossare simboli ebraici fuori del ghetto di Budapest. Abbiamo sentito rispondere con sincerità dai ministri e i membri dei partiti e delle opposizioni ungheresi che c'è uno sforzo enorme per affrontare il problema, abbiamo ascoltato descrizioni molto interessanti di un lavoro culturale intensivo e di molti interventi legislativi. Ci è stato anche ricordato, ma purtroppo lo sapevamo bene, che tutta Europa è affetta dalla crescita dell'antisemitismo e dall'odio per gli zingari, da aggressioni verbali e fisiche, di cui la maggiore l'uccisione dei tre bambini ebrei e del loro maestro a Tolosa, in Francia.

E' vero, ma quello che si vede in Ungheria è un rigurgito di puro nazismo europeo, privo di influenza musulmana, una malattia genetica tutta nostra che rischia dimensioni di massa presso le popolazioni europee. Le risposte che abbiamo avuto sono state accorate, ma ci hanno convinto che nessuno ha la formula per la guarigione. Non ci resta che continuare a combattere, la memoria non basta, la lotta dura è la risposta.

(tratto da www.fiammanirensterin.com)

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5 COMMENTS

  1. Ma il Jobbik con l’Islam c’entra eccome…
    Trovo curiosa l’affermazione: “ma quello che si vede in Ungheria è un rigurgito di puro nazismo europeo, privo di influenza musulmana”.
    Il partito Jobbik,da quando l’Iran ha sostituito la Russia di Putin come maggiore finanziatore,ha cambiato la sua visione,da un’Ungheria il cui destino stava a Est e non a Occidente, a un futuro in cui il paese farà parte di un grande “Impero Turanico”,ossia iraniano.
    Non contento ha cominciato a sostenere l’origine etnica “turanica” del popolo ungherese,falsificata dagli Asburgo,a loro dire.
    E il leader Gabor Vona ha dichiarato che:”L’islam è la sola sorgente di luce nel mondo ed è essenziale per la sopravvivenza del genere umano”.
    http://atv.hu/cikk/20110514_a_jobbik_elnoke_szerint_az_iszlam_a_feny?source=hirkereso

  2. @ C.P.
    Che vuoi farci, l'”innocenza dell’Islam” è uno dei “dogmi fondamentali” del “politicamente corretto”. Per loro i terroristi di al-Qaeda “non sono veri mussulmani”; ed anche se gente che l’Islam lo conosce meglio di qualunque europeo, come padre Samir Khalil Samir S.J. e Magdi Cristiano Allam, afferma il contrario, “non è attendibile”: infatti, questi due sono arabi cristiani, il secondo addirittura “apostata dell’Islam”, e quindi, sempre secondo i campioni della “political correctness”, completamente prevenuti… Vogliamo smetterla di prenderci in giro, e guardare in faccia la realtà? Come diceva il purtroppo prematuramente scomparso Marco Tangheroni, storico medievalista e studioso dei rapporti fra la Repubblica Pisana ed i potentati arabi del Nordafrica, nonché marito dell’on. Patrizia Paoletti, nata al Cairo, e là vissuta nell’infanzia e nella prima adolescenza: “Non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono, a modo loro, islamici”.

  3. A me preoccupano…
    non i fantasmi evocati dalla signora Nirenstein, per fortuna non più in parlamento, ma la stessa signora Nirenstein con le suo comitive lobbistiche… È strano come si punti il dito su questa o l’altra organizzazione politica, su spauracchi di cui spesso la gente non sa nulla, ma non ci si preoccupi di un lobbismo così spinto e sfacciato che ha una ramificazione mondiale… Adesso che non è più parlamentare questa signora sarà lecito e possibile condurre verso di lei una critica politica a tutto campo sempre per questo venire accusati di “antisemitismo”?

  4. Ungheria
    L’Ungheria non e’ un Paese qualunque. Attualmente,vive una fase nazionalista, anti globalizzazione ed anti UE che merita di essere rispettata ed analizzata, invece di essere ignorata o demonizzata. Una componenente di questa fase e’ il partito Jobbik, che presenta obiettivamente pesanti caratteristiche neonaziste ed antisemite. Una tantum, le accuse di antisemitismo che la signoora Nurenstein usa infliggere a chiunque critichi Israele appaiono giustificate. Ma se le politiche nazionaliste del Governo ungherese vengono non solo criticate, ma demonizzate all’estremo, temo che il partito Jobbik aumentera’ il consenso. Ed un popolo e’ libero di votare per chi vuole, si tratta di un limite invalicabile.

  5. Perché la sig.ra Nirenstein è da scusare
    Signori miei, la sig.ra Nirenstein è da scusare. In pratica, ha lo stesso difetto dei leghisti: non sa mettere il naso fuori dell’uscio di casa. Solo che per lei la “casa” è un po’ più grande della “Padania” di Maroni e soci: è la “Magna Europa”, compresa anche quella “colonia europea in Medio Oriente”, che è, di fatto, lo Stato d’Israele, almeno finché reggerà la classe dirigente originaria, e non andrà al potere la generazione dei “giudeo-talebani” nata dopo la guerra dei sei giorni. Quindi, per lei sono tutti “nazisti” ed esaltatori della c.d. “razza ariana”, compresi degli ungheresi, che, fra l’altro, parlano una lingua più simile a quelle di kazaki, uzbeki, turkmeni, azeri, tutti popoli islamici, e addirittura dei turchi, gli eredi dell’ultimo califfato esistito nell’Islam, che alle lingue indoeuropee. Ma per le menti politicamente ed “islamicamente” corrette, il pericolo sono solo quattro gatti nazi-beoti, che non avrebbero un seguito, se non trovassero da appoggiarsi a realtà etnico-culturali ben più attuali.

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