Jobs Act, discutibile intervento del segretario generale del Garante della privacy
02 Settembre 2015
Non possiamo sottacere un certo stupore per la lettera aperta sul Corriere della sera del segretario generale della autorità garante della privacy. L’intervento a gamba tesa di una figura primaria delle nostre istituzioni alla vigilia del Consiglio dei ministri si definisce oggettivamente come una discutibile pressione sui decisori. Nel merito preoccupa la visione datata del rapporto tra le nuove tecnologie e il lavoro dell’uomo, materia che invero ci dovrà impegnare non poco e non solo o non tanto con disposizioni cavillose. La seconda rivoluzione delle macchine apre infatti scenari fantascientifici che potenzialmente possono tanto esaltare quanto mortificare la dimensione umana. E il nodo della trasparenza o della riservatezza non è nemmeno quello principale da sciogliere. Intanto cerchiamo di portarci a casa una disciplina più moderna rispetto all’art.4 dello Statuto dei lavoratori liberando i datori di lavoro da orpelli burocratici e da divieti antistorici e consentendogli appieno di apprezzare i propri collaboratori.
